Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Umberti a Uzeda (de)

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Uberti.

Originaria di Firenze dello stesso stipite di Farinata, ricordato dall’Alighieri.

Pare che sia stata portata in Sicilia da uno Scaloro figlio di Giovanni, che fu conte d’Asaro, barone di Condrò, barone di Gatta, ecc., titoli e feudi che perdette per il tradimento commesso contro l’infante Giovanni duca di Atene e di Neopatria, e che riacquistò in seguito quando fu graziato da re Federico il Semplice. Il detto Scaloro fu padre di Andrea, che, oltre Condrò e Gatta, possedette San Lorenzo, Raffadali, Cicalbo ed ebbe due figli: Giovanni, ribelle ai Martini e morto in ribellione, Antonia moglie a Luigi Montaperto.

Arma: partito: nel primo di rosso con una mezz’aquila d’argento movente dalla partizione; nel secondo scaccheggiato d’oro e d’azzurro di cinque file.

 

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Ugo.

Si vuole originaria di Firenze, passata in Sicilia nella fine del secolo XIV o nei principi del secolo XV. Un Pietro fu giurato di Termini nell’anno 1497 e capitano di giustizia nel 1500; un Nicolò Antonio, da Termini, fu capitano di cavalleria in Fiandra al servizio di Carlo V e portò la famiglia in Girgenti; un Giuseppe, con privilegio dato a 26 settembre 1589 esecutoriato a 17 gennaio 1593, ottenne concessione del titolo di barone di Santa Maria della Grazia; un dottor Giuseppe, con privilegio dato a 9 agosto 1650 esecutoriato a 7 gennaio 1651, ottenne per sé e suoi concessione del titolo di Don; un Antonio fu proconservatore in Girgenti nell’anno 1672; un Vincenzo fu giudice della Regia Udienza di Messina nell’anno 1684, della corte pretoriana di Palermo nell’anno 1687-88, della Gran Corte del Regno nel 1692-93, maestro razionale e deputato del regno nel 1698, avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio, e della Gran Corte, presidente della Gran Corte e del Real Patrimonio, luogotenente di maestro giustiziere, reggente del consiglio di Sicilia in Torino, dove fu condotto da Vittorio Amedeo, ecc.; un Giuseppe Ugo e Perremuto, con privilegio dato a 25 ottobre 1730 esecutoriato a 17 giugno 1731, ottenne concessione del titolo di marchese, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1757 e sposò Eleonora Grugno e Gregni, baronessa delle Favare; un Bonaventura fu capitano di giustizia in Girgenti negli anni 1740-41, 1745-46; un Antonino Ugo e Lucchese possedette il territorio di Deli in Naro, di cui ottenne infeudazione a 15 maggio 1754, e forse egli stesso fu quell’Antonino, che troviamo proposto a capitano di giustizia in Girgenti nel 1761; un Pietro Ugo e Grugno, marchese Ugo per investitura del 20 dicembre 1759 e barone delle Favare o Menelao per investitura dell’otto febbraio 1763, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1768; un Francesco Paolo fu cavaliere dell’ordine di Malta nel 1769; un Giuseppe Ugo e Gagliardo, marchese Ugo e barone delle Favare o Menelao per investitura del 4 settembre 1786, ottenne a 22 ottobre 1779 investitura della baronia di Gattaino e Forestavecchia come marito di Teresa Maria Coppola e Settimo, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1786-87, senatore della stessa città negli anni 1788-89-90, maestro di zecca, maestro razionale sopranumerario di cappa corta del tribunale del Real Patrimonio nell’anno 1801; un Pietro Ugo e Coppola, marchese Ugo o Mascalucia, barone delle Favare o Menelao per investitura del 22 giugno 1810 e barone di Gattaino e Forestavecchia per investitura del 4 maggio 1789, fu senatore in Palermo nell’anno 1811, brigadiere degli eserciti reali, gentiluomo di camera, cavaliere degli ordini del San Gennaro, di San Ferdinando, di Malta e del Costantiniano, luogotenente generale in Sicilia, ecc.: un marchese Giuseppe fu gentiluomo di camera con esercizio, cavaliere dell’ordine del San Gennaro, gran croce dell’ordine costantiniano, ecc., e padre di Pietro Ugo e Ruffo, già sindaco della città di Palermo, gran croce decorato del gran cordone dell’ordine della corona d’Italia, commendatore dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, senatore del regno, morto in Palermo l’11 gennaio 1898. Con decreto ministeriale del 5 luglio 1910 la signora Caterina Ugo (di Pietro predetto) in Salvo ottenne riconoscimento dei titoli di marchese Ugo o Mascalucia, barone delle Favare o Menelao e barone di Gattaino e Forestavecchia.

Arma: d’azzurro a due fasce, accompagnate da una stella nel capo e da tre bisanti posti due tra le fasce ed una in punta; il tutto d’oro.

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Uguccioni.

Il Galluppi la vuole originaria di Firenze e dice che godette nobiltà in Messina nel secolo XIV.

Arma: di rosso, al palo doppiomerlato d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

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Ulloa.

Un Luigi Ulloa e Velasco fu capitano di giustizia in Caltagirone nel 1556-57; un capitano Luigi Ulloa e Salgado fu castellano di Capopassaro nell’anno 1679.

Arma: ?

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Uczinellis vedi Alzanello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Umano o Humano (vedi).

 

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Unzero.

Un Vincenzo, con privilegio dato a 3 agosto 1692, ottenne concessione del titolo di barone del Tinnaro.

Arma: ?

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Urries o Hurries (vedi).

 

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Ursino.

Un Pietro Ursino e Recupero (di Salvatore, di Giuseppe), nato in Catania a 22 settembre 1846, con regie lettere patenti del 9 febbraio 1899, ottenne riconoscimento del titolo di barone della Torre, per successione a casa Recupero.

Arma: d’azzurro, alla torre d’argento sostenuta a destra da un orso al naturale ritto e rivoltato, accompagnato in capo da due stelle d’oro.

 

 

 

 

 

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Urso o Orso.

Questa famiglia godette nobiltà in Messina nel secolo XV; passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia nella fine del secolo XVI. Possedette il feudo Ranieri, la gabella dell’Olio e Cotone di Noto nel principio del secolo XVI.

Un Antonio ottenne, a 10 marzo 1452, di costruire tre chianche dentro il porto di Messina; un Paolo acquistò nel principio del secolo XVI Mangaliviti da casa Santangelo; un Matteo fu capitano di giustizia in Caltagirone nell’anno 1515-16; un Francesco fu giudice della corte pretoriana di Palermo nell’anno 1758-59, del tribunale del Concistoro negli anni 1769-70-71.

Arma: d’azzurro, all’orso d’oro.

Alias: d’azzurro, alla fascia d’argento sostenuta da tre bande dello stesso e sormontata da un orso passante d’oro.

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Uzeda (de).

Originaria di Spagna; godette nobiltà in Palermo. Notiamo un Diego, che fu consultore del vicerè nell’anno 1641; un Pietro, che fu senatore in Palermo negli anni 1689-90, 1696-97.

Arma: ?

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