Le raccolte della Biblioteca centrale della Regione siciliana

   La Biblioteca, nata nel XVIII secolo dalle donazioni di alcuni illuministi palermitani, fu arricchita nella seconda metà del XIX secolo con le opere provenienti dalle soppresse corporazioni religiose siciliane (Gesuiti, Cappuccini, Francescani, ecc.). Dal 1878, in base alla legge sul diritto di stampa, riceve tutte le pubblicazioni edite nella provincia di Palermo. Dalla seconda metà del XX secolo ha incrementato il suo patrimonio bibliografico con l’acquisto delle più importanti opere nel campo umanistico e delle più significative in quello scientifico. Tra le collezioni più significative si ricordano il fondo di lingua e letteratura araba di U. Rizzitano; i fondi di storia siciliana donati da M. Amari e da V. Di Giovanni, il fondo storico - artistico del barone Sgadari di Lo Monaco.

     Dagli inizi degli anni ’70, anche in virtù della sua partecipazione al prestito internazionale, la Biblioteca ha notevolmente incrementato le raccolte di repertori e cataloghi bibliografici italiani e stranieri. Tra i principali, possono essere ricordati: British Library catalogue; National Union catalogue; Library of Congress catalogue; Catalogue général des livres imprimés de la Bibliothèque nationale de Paris; Gesamtverzeichnis des deutschsprachigen Schrifttums, 1700 –[1980]. Dal 1990 molti repertori sono posseduti anche su microfiches o CD-Rom.

     La raccolta di periodici della Biblioteca è una delle più importanti del meridione. Oltre numerosi periodici palermitani, nazionali ed internazionali del XIX e XX secolo, la Biblioteca possiede la raccolta completa del Giornale di Sicilia (dal 1861) e i repertori inerenti L’Ora (dal 1900 al 1992, data di cessazione della testata).

     Tra gli spogli di periodici, va citato l’Internationale Bibliographie der Zeitschriftenliteratur (IBZ) (dal 1930 oltre 600 volumi), e l'Internationale Bibliographie der Resenzionen Wissenschaftlicher Literatur (IBR).

aggiornato al 04/08/14