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Privilegio
di Enrico VI. 11
gennaio 1195, ind. XIIIa
Pergamena,
mm 453 + 28 × 393.
Sigillo
aureo pendente con filo serico.
Enrico
VI prende sotto la sua protezione e quella della moglie Costanza la Chiesa
di S. Maria la Nuova di Monreale, città vicino Palermo, fondata da
Guglielmo II, confermando i privilegi concessi dal suo predecessore.
Sigillo:
sul recto al centro la figura di Enrico VI in trono nell’atto di reggere
con la destra lo scettro e con la sinistra il globo terracqueo ed attorno
la leggenda: +Henricus Dei
gratia Romanorum imperator semper augustus; sul verso la città di Roma e
lungo il bordo + Roma caput mundi regit orbis frena rotundi.
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Lu
rebellamentu di Sichilia
Manoscritto
cartaceo fine sec. XIV - inizi sec. XV.
Il
testo è una cronaca di anonimo siciliano della congiura di Giovanni da
Procida e della guerra del Vespro. Conosciuto come “Codice Spinelli”
è il più antico dei codici che riportano la cronaca del Rebellamentu.
Appartenuto al principe Domenico San Giorgio Spinelli fu acquistato nel
1870 per la Biblioteca dall’allora ministro della Pubblica istruzione
Cesare Correnti su indicazione di Michele Amari.
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Messale,
in latino.
Manoscritto
in pergamena della seconda metà del sec. XII.
Il
codice, che presenta la notazione musicale detta neumatica, è da
ricollegare all’uso liturgico della Cappella Palatina, la chiesa
inserita nel complesso monumentale del Palazzo reale di Palermo, oggi sede
dell’Assemblea regionale siciliana e costituisce una delle fonti
principali per lo studio della tradizione musicale siculo-normanna.

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Petrus
Comestor, Historia scolastica.
Manoscritto
in pergamena del sec. XIII.
Il
codice, che contiene uno dei più famosi testi della letteratura
medievale, fa parte di un gruppo di manoscritti, opera di scribi
siciliani, redatti sotto l’influenza bizantina, come si comprende dagli
elementi della miniatura che presenta caratteristiche dell’arte
meridionale del periodo normanno-svevo.

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Bibbia,
in latino.
Manoscritto
in pergamena della seconda metà del sec. XIII.
La
Bibbia, caratterizzata da elementi iconografici e stilistici quali il
prolungamento delle lettere con draghi o serpenti e grovigli a cespuglio,
è riconducibile ad un gruppo di codici realizzati in Italia meridionale e
probabilmente in Sicilia di cui fanno parte la Bibbia di Manfredi e la
Bibbia di Corradino.

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Graduale,
in latino
Manoscritto
in pergamena del sec. XIV.
Il
codice, proveniente dal Convento di San Domenico di Palermo, probabilmente
è stato realizzato nello scrittorio dello stesso Convento esistente già
nel 1354. La miniatura è siciliana degli inizi del sec. XIV ed è
riconducibile alla scuola meridionale fiorita a Napoli in epoca angioina,
che in Sicilia continua la tradizione iconografica e stilistica
dell’epoca normanno-sveva.

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Graduale,
in latino
Manoscritto
in pergamena del sec. XIV.
Questo
codice, come il precedente, è stato eseguito nello scrittorio del
Convento di San Domenico da cui proviene e testimonia, per l’affinità
con l’arte senese, i rapporti intercorsi tra la Sicilia e la Toscana fin
dal XIII secolo.

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Virgilio,
Eneide, in volgare siciliano.
Manoscritto
in pergamena del sec. XIV.
Il
codice contiene la volgarizzazione siciliana in prosa del poema virgiliano
ed è il più antico testo in
siciliano dell’Eneide. L’autore Angelo di Capua, messinese,
apparteneva alla cerchia dei volgarizzatori che faceva capo alla corte
siciliana di Federico III d’Aragona. Il testo è una traduzione della
volgarizzazione toscana realizzata dal notaio fiorentino Andrea Lancia.

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Capitoli
della Compagnia di disciplina di S. Nicolò di Palermo
Manoscritto
in pergamena della seconda metà del sec. XV.
Copia
dei “Capitoli” redatti il 6 gennaio 1343, il codice scritto in volgare
siciliano e in latino, fu miniato da un artista di scuola
siculo-napoletana, verosimilmente lo stesso Matteo da Felice la cui mano
è stata rintracciata dagli studiosi in alcune carte del manoscritto detto
“Breviario dell’Abbate”.

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Breviarium
monasticum secundum ordinem S. Benedicti.
Manoscritto
in pergamena della fine del sec. XV.
Realizzato
molto probabilmente su commissione dell’Abbazia benedettina di San
Martino delle Scale in provincia di Palermo, il codice conosciuto come il
“Breviario dell’Abbate”, fu elegantemente miniato da due mani di
scuola napoletana in una delle quali è stato riconosciuto Matteo da
Felice.

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Antonio
Veneziano, Canzuni amurusi siciliani.
Manoscritto
cartaceo datato 1579.
All’interno
del Canzoniere dedicato a Celia, la donna amata dal poeta, sono presenti
anche dodici ottave di Miguel de Cervantes che il Veneziano aveva
incontrato ad Algeri, dove erano entrambi detenuti dopo la cattura da
parte dei pirati barbareschi mentre si trovavano in viaggio verso la
Spagna.
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Camillo
Camilliani, Descrizione delle Marine
di tutto il Regno di Sicilia
Copia
su pergamena del sec. XVIII.
Camillo
Camilliani, architetto ed ingegnere al servizio del governo viceregio,
dopo un lungo viaggio di perlustrazione delle coste della Sicilia, redasse
un’ampia e dettagliata relazione divisa in tre parti, relative alla
descrizione della Sicilia, delle torri marittime del regno e delle marine.
Gli originali si conservano presso la Biblioteca comunale di Palermo.
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Filippo
Geraci, Carta nautica del
Mediterraneo.
Manoscritto
in pergamena datato 1707.
La
carta nautica di Filippo Geraci, ufficiale di rotta della squadra navale
di Sicilia, è tracciata col metodo della rosa dei venti. Commissionata
dall’antica famiglia dei Moncada, il cui stemma è dipinto in oro sul
collo della pergamena, corregge in parte gli errori riportati su carte
nautiche nei secoli precedenti ma attribuisce erroneamente territori a
stati non più esistenti.
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