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Giovanni Giacomo Adria, Topographia inclyte civitatis Mazarie, Palermo, Giovanni e Antonino Pasta, 1516.

E’ una delle opere più antiche stampate a Palermo nel secolo XVI. La xilografia di Mazara del Vallo è la prima veduta di città inserita in un libro siciliano.

 

 

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Giovanni Filippo Ingrassia, Trattato assai bello et utile dei doi mostri nati in Palermo in diversi tempi, Palermo, Giovanni Matteo Mayda, 1560.

Il valore di quest’opera, consiste nella riproduzione di due gemelli siamesi, una delle poche rappresentazioni antiche di questo tipo di parti gemellari.

 

 

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Giovanni Filippo Ingrassia, In Galeni librum de ossibus doctissima et expectatissima commentaria, Palermo, Giovanni Battista Maringo, 1603.

G.F. Ingrassia, protomedico del Regno di Sicilia, fu autore di importanti studi di anatomia umana, con particolare riguardo all’osteologia. Quest’opera fu pubblicata postuma a cura dello studioso Matteo Donia.

 

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Carlo Maria Carafa, Opere politiche-cristiane, Mazzarino, Jan van Berg, 1692. 3 v.

E’ una delle più belle edizioni siciliane del seicento. Fu stampata nella tipografia impiantata nel proprio palazzo dallo stesso Carlo Carafa, marchese di Mazzarino, che l’affidò prima al palermitano Giuseppe La Barbera e poi al fiammingo Giovanni van Berg. Le incisioni furono eseguite da Andrea Magliar, Jacques Blondeau e dai fratelli di origine siciliana Giacomo e Teresa Del Pò.

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Pietro Maggio, Le guerre festive, Palermo, Giuseppe La Barbera, Tommaso Romolo e Angelo Orlandi, [1680?].

Opera barocca di apparato stampata in occasione dei festeggiamenti svoltisi a Palermo per le nozze del re di Spagna Carlo II con Maria Luisa di Borbone nell'anno 1680. E’ ornata di incisioni che raffigurano le parate, le giostre e i cavalieri della nobiltà siciliana ritratti in fastose armature.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pietro Vitale, La felicità in trono, Palermo, Agostino Epiro, 1714.

Libro d’apparato commissionato dal Senato palermitano allo stampatore reale A. Epiro, in occasione dell’incoronazione a Palermo di Vittorio Amedeo di Savoia e Anna d’Orleans re e regina di Sicilia. Le incisioni sono eseguite da Francesco Cichè su disegno di Antonino Grano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Antonino Mongitore, L’atto pubblico di fede, Palermo, Agostino e Antonino Epiro, 1724.

Le incisioni che ornano l’opera rappresentano l’ultimo “Auto da fè”, atto di fede pubblico, celebrato in Palermo il 6 aprile 1724 dall’Inquisizione spagnola con l’esecuzione sul rogo degli eretici fra’ Romualdo e suor Geltrude. Il volume del Mongitore fu stampato dai tipografi Agostino ed Antonino Epiro, impressori del Tribunale del S. Uffizio di Sicilia, con tavole in rame incise da Francesco Ciché su disegni di Paolo Amato, Antonino Grano e Mario Cordua.

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Giovanni Biagio Amico, L'architetto prattico, Palermo, Giovanni Battista Aiccardo, 1726-1750. 2 v.

Ingegnere del “Patrimonio del Regno di Sicilia”, G.B. Amico pubblicò questo trattato di architettura in due volumi, con intenti di carattere pratico, più che teorico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pietro La Placa, La reggia in trionfo, Palermo, Antonio Epiro, 1736.

“Libro d’apparato” commissionato dal Senato palermitano per l’incoronazione di Carlo III di Borbone re di Sicilia e di Napoli. Stampato dal regio tipografo Antonino Epiro, il volume è ricco di incisioni su rame eseguite da Giuseppe Vasi, Francesco Cichè e Antonino Bova.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Francesco Cupane, Panphyton siculum, Palermo, Antonino Epiro, 1713.

 

Il Panphyton siculum con le sue 658 tavole è l’opera di botanica siciliana più ricca di incisioni, punto di riferimento fondamentale per la conoscenza della flora e della fauna dell’isola. La tavole furono quasi tutte incise dallo stesso Cupane che non poté completare l’opera a causa della morte avvenuta nel 1710. Raccolte sotto un unico frontespizio nel 1713 dal tipografo Antonino Epiro, le tavole sono probabilmente delle prove di stampa. I sette esemplari conosciuti del Panphyton differiscono per il numero e l’ordine dei rami.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Arcangelo Leanti, Lo stato presente della Sicilia, Palermo, Francesco Valenza, 1761. 2 v.

L’opera, in due volumi, è una complessa descrizione del Regno di Sicilia, nei suoi vari aspetti, geo-fisico, sociale, politico, economico, letterario e artistico. Le incisioni sono opera di Antonino Bova, Francesco Orlando, Giuseppe Orazio, Giuseppe Garofalo e Francesco Bongiovanni.