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Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali

Parchi, musei, gallerie e aree archeologiche.

I contenuti delle sezioni che seguono, per il nuovo assetto organizzativo, sono in fase di aggiornamento.

Parchi
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Musei e gallerie interdisciplinari
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Musei e gallerie
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Musei archeologici
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Siti archeologici e monumentali
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Provincia
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Castello della Zisa

Indirizzo : Piazza Zisa
Provincia : Palermo  Comune : Palermo
Tel. : 091 6520269

Orari ingresso : da lunedý a sabato 9,00-19,00 (ultimo ingresso 18,30) domenica e festivi 9,00-13,30 (ultimo ingresso 13,00)
Biglietto singolo intero :  6,00 Ç
Biglietto singolo ridotto:  3,00 Ç
Biglietto unico cumulativo:  Unico cumulativo


News dal Dipartimento
> Si comunica che per esigenze straordinarie il sito sarÓ chiuso al pubblico venerdý 31 ottobre, dalle 11.30 alle 13.00 

Dipendente da
open Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo



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La Zisa, edificio del XII secolo, risale al periodo della dominazione normanna in Sicilia. La sua costruzione fu iniziata sotto il regno di Guglielmo I e portata a compimento sotto quello di Guglielmo II.

La Zisa delle origini era una residenza estiva creata nelle vicinanze della città per il riposo e lo svago del sovrano.
I Normanni, subentrati agli Arabi nella dominazione dell'Isola, furono fortemente attratti dalla cultura dei loro predecessori.
I sovrani vollero residenze ricche e fastose come quelle degli emiri ed organizzarono la vita di corte su modello di quella araba, adottandone anche il cerimoniale ed i costumi.
Fu così che la Zisa, come tutte le altre residenze reali, venne realizzata alla maniera "araba" da maestranze di estrazione musulmana, guardando a modelli dell'edilizia palazziale dell'Africa settentrionale e dell'Egitto, a conferma dei forti legami che la Sicilia continuò ad avere, in quel periodo, con il mondo culturale islamico del bacino del Mediterraneo.
Il nome Zisa deriva probabilmente da al-Azîz (che in lingua araba significa nobile, glorioso, magnifico). Il vocabolo (in caratteri nashi), rinvenuto nella fascia epigrafica del vestibolo dell'edificio, denota la caratteristica d'uso islamico di contraddistinguere con un appellativo gli edifici civili più importanti.
 
Il parco del Genoard. La Zisa delle origini si trovava inserita nel grande parco reale di caccia del Genoard (paradiso della terra), che si estendeva ad occidente della città. Tutti gli edifici reali ricadenti in esso (oltre alla Zisa, il palazzo dell'Uscibene ed i padiglioni della Cuba e della Cuba soprana) erano circondati da splendidi giardini, irrigati ed abbelliti da fontane e grandi vasche, utilizzate anche come peschiere.
 
Le trasformazioni nei secoli. La Zisa delle origini subì nei secoli numerose trasformazioni. Nel Trecento, tra le altre modifiche apportate, fu realizzata una merlatura, distruggendo parte dell'iscrizione in lingua araba (a caratteri cufici) che faceva da coronamento all'edificio. Radicali furono le trasformazioni seicentesche intervenute quando il palazzo, in pessime condizioni, venne rilevato da Don Giovanni di Sandoval, a cui risale lo stemma marmoreo con i due leoni, oggi posto sopra il fornice di ingresso. Per le mutate esigenze residenziali dei nuovi proprietari furono modificati alcuni ambienti interni, soprattutto all'ultima elevazione, furono realizzati nuovi volumi sul tetto a terrazza, fu realizzato un grande scalone e vennero modificati i vani finestra sui prospetti esterni. Nel 1808, con la morte dell'ultimo Sandoval, la Zisa passò ai Notarbartolo, principi di Sciara, che la utilizzarono per usi residenziali fino agli anni '50, quando la Regione Siciliana la espropriò. Il restauro della fine degli anni '70 ed '80 ha restituito la Zisa alla pubblica fruizione. Nella parte dell'ala nord crollata nel 1971 si è proceduto alla ricostruzione delle volumetrie originarie, adoperando, per una piena riconoscibilità dell'intervento, cemento e mattoni in cotto, materiali differenti dalla originaria pietra arenaria.
 
L'esposizione. Nelle sale sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo. Tra questi sono di particolare rilevanza le eleganti musciarabia (dall'arabo masrabiyya), paraventi lignei a grata (composti da centinaia di rocchetti incastrati fra di loro a formare, come merletti, disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri) e gli utensili di uso comune o talvolta di arredo (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento.
 
La Zisa è una costruzione di forma parallelepipeda a pianta rettangolare con due brevi avancorpi sui lati corti. Si articola su tre piani, in ciascuno dei quali è sempre individuabile una parte centrale con ai lati due unità residenziali uguali e simmetriche. Gli ambienti sono caratterizzati dalla presenza di nicchie negli spessori murari, molte delle quali conservano ancora le originarie voltine a pendenti di origine islamica (muqarnas). All'interno dell'edificio un sistema di aperture sui divisori interni e di canne di ventilazione collocate nelle torrette laterali, garantiva, attraverso la continua circolazione dell'aria, buone condizioni di vivibilità negli ambienti anche nelle giornate più calde.
 

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