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Castello di Spadafora

Indirizzo : Via Nazionale
Provincia : Messina  Comune : Spadafora
Tel. : Pro Loco, 3914878718

Orari ingresso : Da lunedý a venerdý dalle 9 alle 13, mercoledý dalle 15 alle 17.30. Domenica e festivi su prenotazione
Biglietto singolo intero : Gratuito
Biglietto singolo ridotto: Gratuito
Note: Dipendente dal Polo regionale di Messina per i siti museali, polomuseale.me.uo2@regione.sicilia.it

Dipendente da
open Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina


Il castello di Spadafora, probabilmente costruito alla fine del cinquecento intorno ad una torre difensiva dalla famiglia Spadafora per il controllo costiero e per la difesa del feudo di S. Martino, è stato oggetto di diversi studi e su di esso si è molto  scritto a partire l'architetto fiorentino Camillo Camiliani, soprattutto per quanto riguarda la data di costruzione.
L’architetto Camillo Camilliani, su ordine della Deputazione del Regno di Sicilia, effetua una ricognizione del territorio del regno,  per
"[...] riconoscere insieme la circonferenza del Regno & descriverla in carta, specificando tutte le Cale, & i luoghi dove siano le Torri & i Porti maritimi, & dove si designerà fare altre Torri seguendo il principio dato dal Cavaglier Tiburtio") , nel suo I°  libro delle Marine del Regno di Sicilia"  il fondaco era così descritto:
 Ma più avanti circa mezo miglio si trova la punta et fondaco di Spadafora, la onde v'è la torre molto comoda a discoprire quelle marine, però s'è designato farsi la sopra di guardia et accomodarla nel modo che si vede nel disegno".
Il Camiliani nel Lbro II descrive ampiamente la torre e redige un disegno assonometrico della torre di Spadafora, che risulta contornata dalle basse strutture del fondaco con copertura a falda ed un porticato antistante. La rappresentazione grafica individuava con tratteggio alcune proposte di ampliamenti in altezza e di nuovi inserimenti, quali due bertesche angolari provviste di feritoie, che avrebbero dovuto meglio proteggere il sito.
Dall’Archivio dei Principi di Spadafora, tra 1654 ed 1670 si riscontra che furono effettuati lavori di ristrutturazione del “Forte di Spadafora”, che molto probabilmente cambiarono i caratteri architettonici con “ l’inserimento di camere, porte e finestre, grate e balconi di ferro, rifacimenti di bastioni e pennata “.
Una data, 1687, è graffita all'interno del portale d'ingresso, ed "[...] è presumibilmente riferita alla messa in opera della porta, ma potrebbe anche indicare la data di costruzione o di ristrutturazione del castello stesso [...]", che, nel 1705, è descritto dall'ingegnere Giuseppe Formenti "[...]con quattro baluartillos pequenos [...]" ("quattro piccoli baluardi") e, quindi, nella conformazione che mantiene ancora oggi.
 Come riportani le notizie storiche, dal ‘ 700 il fortilizio è stato trasformato in residenza nobiliare, forse da quello stesso Guttierez Spadafora le cui insegne araldiche, insieme al Branciforte, Moncada, Ruffo e Gatto, si associano nello stemma che sormonta il portale bugnato d'ingresso al castello, a testimoniare la supremazia di una famiglia dalle origini antichissime.
Tutt’oggi è evidente che il Castello ha avuto una destinazione d’uso più residenziale che difensiva, infatti  fonti ufficiali annotano che  nel 1675 un gruppo di soldati francesi lo espugnarono in sole ventiquattrore.
Tra il XVIII e XIX secolo l’edificio venne abbandonato ed ospitava occasionalmente reparti militari in transito tra Messina e Milazzo.
Alla fine dell’ottocento e gli inizi del secolo scorso fu utilizzato come residenza privata dalla famiglia Samonà, discendenti della principessa Alessandra Spadafora Colonna.
Attualmente è aperto al pubblico per le visite e per le manifestazioni culturali.

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