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Villino Florio e Giardino

Indirizzo : Via Regina Margherita
Provincia : Palermo  Comune : Palermo
Tel. : 0917025471 - 0917071425

Orari ingresso : Da martedý a sabato dalle 9.00 alle 13.00. Prima domenica del mese ingresso gratuito dalle 9.00 alle 13.30 (chiusura biglietteria 30 minuti prima). Lunedý chiuso
Biglietto singolo intero : Gratuito
Biglietto singolo ridotto: Gratuito

Eventi e manifestazioni
16 gennaio 2016
Villino Florio. Nuova apertura al pubblico

PALERMO

Dipendente da
open Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo


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Il recupero del Villino Florio all'Olivuzza in Palermo .pdf

Nel grande parco dei Principi di Butera, i Florio vollero costruire, nel 1899, una villa nello stile dei tempi e la commissionarono ad Ernesto Basile. Del grande parco, in cui essa si collocava, rimane solo, circondato da un’imponente cancellata, un ridotto giardino. La costruzione si segnala per l’estrosa, asimmetrica distribuzione degli spazi e per il gioco vario e irregolare dei volumi, con la movimentata scala esterna a doppia rampa e le torrette, i timpani, gli spioventi, le colonne.
Opera simbolo del gusto fin de siècle europeo, espressione del modernismo italiano, ai tempi della belle époque il villino ha ospitato la migliore società, il jet set del tempo. La villa ha conosciuto successivamente, come la famiglia Florio, periodi di decadenza.
Ernesto Basile  è riuscito a coordinare gli interventi progettuali degli artisti e delle ditte che sono stati coinvolti nella realizzazione, dalle boiseries agli arredi, dai dipinti di Giuseppe Enea e di Ettore De Maria Bergler alle vetrate policrome, dai tappeti alla carta intestata dei proprietari.
Tre i livelli principali: il piano terra detto”degli svaghi” con la sala del biliardo e la sala gioco; il primo piano detto “di rappresentanza”, con il grande salone, a cui si accedeva direttamente dalla scalinata esterna e la sala da pranzo; e infine il piano detto “di residenza” il cui accesso, dallo scalone di rappresentanza, conduceva alla stanza da soggiorno e alla camera da letto.
Gli interni, andati distrutti con l’incendio del 1962, erano espressione delle maestranze colte del tempo, si pensi alla vetrata policroma del sopraporta del salone e ai vetri dipinti a fuoco delle finestre di Salvatore Gregorietti o agli arredi e alle decorazioni lignee progettate dal Basile e realizzate dalla ditte Ducrot, Mucoli e Golia. Di particolare rilievo, per la complessità della realizzazione, la colonna lignea del secondo piano, gli elementi decorativi del soffitto e i reggimensola della cornice del lambris del salone.
La Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo ha curato un complesso restauro filologico, che ha condotto alla restituzione dell’edificio al lustro passato e alla sua apertura ai visitatori dal dicembre del 2009.

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