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Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali

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Casa Museo Giovanni Verga

Indirizzo : Via Sant'Anna, 8 Catania.
Provincia : Catania  Comune : Catania
Tel. : 0957150598

Orari ingresso : Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.15 e dalle 14.15 alle 19.00. Chiusa la domenica e i festivi.
Biglietto singolo intero :  4,00 €
Biglietto singolo ridotto:  2,00 €
Note: Casa Museo Verga rimane chiusa nelle ore pomeridiane dei giorni 23, 24, e 25 giugno 2016 per motivi tecnici.
 
Eventi e manifestazioni
8 marzo 2016
Riapre Casa Verga

CATANIA

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struttura amministrativa Struttura amministrativa e organigramma


La Casa natale Un appartamento al secondo piano di un palazzo ottocentesco, è la dimora in cui Verga trascorse la sua infanzia e risiedette per lunghi periodi circondato dai familiari e dagli amici più cari. Dopo la morte di Giovannino Verga Patriarca, erede dello scrittore, la casa venne acquistata dalla Regione Siciliana ed aperta al pubblico dopo il restauro.

Al suo interno sono custoditi gli arredi ed i libri che appartennero a Giovanni Verga. Tra gli oltre 2600 volumi figurano opere di Giacosa, Oriani, Rod, Capuana, Di Giacomo, Deledda, Marinetti, Borgese, Villaroel, nonché di autori russi e francesi come Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj, Gorkij, Flaubert, Maupassant, Dumas, Zola.
Dopo la scomparsa dello scrittore, alcuni decenni più tardi, in via S. Anna fu ritrovato quanto rimaneva della passione pionieristica del Verga per la fotografia.
Le lastre e le pellicole (oggi raccolte in una collezione privata) svelano un interesse documentario che, anche se casuale, certo non si discosta dall'ideologia verista.
Le fotografie ritraggono soprattutto volti familiari allo scrittore: la madre, i fratelli, gli zii, i nipoti, ma anche i contadini che lavorano per la famiglia Verga, nelle campagne di Tébidi, a Vizzini. L'interesse per la fotografia (tecnica che nella seconda metà dell'Ottocento coinvolse intellettuali della buona borghesia in un hobby, per l'epoca, decisamente d'èlite) accomunò Verga, Capuana e De Roberto, rendendoli artefici di sperimentazioni non prive di interesse.
 
 
Percorso di visita
 
1. L'ingresso
 
2. Il salotto. Un'ampia stanza oggi arredata con bacheche che espongono riproduzioni di manoscritti verghiani (gli originali sono custoditi presso la Biblioteca universitaria regionale di Catania).
Sulla parete destra, una cornice datata 1920 racchiude un diploma con decorazioni floreali e soggetti campestri dipinti da Alessandro Abate, dono dei soci del Circolo Unione allo scrittore in occasione del suo ottantesimo compleanno. In un angolo un busto del Verga e, su un tavolino, in una scatola di legno, una maschera di cera che riproduce il volto di Giovan Battista Verga Catalano, padre dello scrittore.
 
3. La biblioteca. Sei librerie di noce scuro custodiscono i volumi personali di Giovanni Verga. I dorsi in pelle hanno il fascino discreto e l'eleganza dell'editoria ottocentesca: su alcuni spiccano ancora le iniziali dorate "GV". Tra le numerose dediche di scrittori del secolo scorso, vanno ricordate quelle di Luigi Capuana, testimonianza di un sodalizio affettivo e culturale destinato a rimanere memorabile nella nostra letteratura.
Sul panno del grande tavolo, posto al centro della stanza, sono sparsi pochi oggetti: un tagliacarte, un tampone, la riproduzione in terracotta della campana di Rovereto, il calco della mano di Dina di Sordevolo che dal 1889 sarà la compagna dello scrittore.
Alle pareti, un'immagine di Antonino Abate, precettore del Verga, ed un ritratto dello scrittore, opera di Amedeo Bianchi; su di un mobile, una targa di ottone su marmo bianco con la dedica della cittadinanza di Catania allo scrittore in occasione delle celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno.
 
4. La camera da letto. È un grande ambiente con salottino e caminetto.
Nell'armadio sono contenuti abiti e cappelli d'epoca. Alle pareti vi sono ritratti di familiari e due fotografie incorniciate, opera di Michele Grita, che raffigurano il Verga e il nipote Marco.
 
5, 6, 7, 8. Altri ambienti utilizzati per camere da letto, salottini e disimpegni. Alle pareti alcune incisioni: due sono opera di Francesco Di Bartolo.
 
9. La stanza da pranzo. A una parete, un dipinto di Calcedonio Reina, pittore e poeta contemporaneo di Giovanni Verga, amico del Di Bartolo e di Mario Rapisardi.

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Giovanni Verga, romanziere e novelliere è uno dei maggiori rappresentanti del verismo o naturalismo italiano. I suoi primi romanzi vengono pubblicati in un clima letterario ancora fortemente influenzato dalla produzione manzoniana e scottiana e dalle teorie del naturalismo francese, che trovano consensi anche tra i letterati del nostro Paese. Verga e Capuana furono considerati i capiscuola del verismo: al Capuana viene riconosciuto il merito di aver elaborato la teoria dell'impersonalità e dell'oggettività, ma appartengono sicuramente a Verga le opere più significative della stagione verista, opere non sempre di facile comprensione per i lettori del tempo. I personaggi verghiani (pescatori, contadini, piccoli artigiani) si muovono in una realtà poco conosciuta ai più, caratterizzata da aspetti fortemente regionalistici e da una lingua che inaugura nuovi schemi sintattici e non disdegna l'uso di espressioni dialettali. A dispetto delle perplessità iniziali della critica del tempo, la narrativa verghiana fa senz'altro parte ancora oggi dei ricordi letterari di ciascuno di noi e, tradotta in tutte le lingue, è stata rappresentata nei migliori teatri e ha sedotto anche il cinema con personaggi indimenticabili.


Autoritratto di Verga, 4 dicembre 1887


La vita

Le opere

1840

Nasce a Catania Giovanni Carmelo Verga. E' il primogenito di Giovanni Battista Verga Catalano e Caterina Di Mauro. La famiglia Verga è agiata, possiede grandi proprietà terriere a Catania e a Vizzini. I ricordi d'infanzia e la familiarità con il mondo contadino avranno un ruolo determinante nella produzione letteraria dello scrittore.

1851/64

Gli anni giovanili sono dedicati allo studio con il suo precettore, Antonino Abate e ai primi tentativi letterari.
Nel 1858 si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza di Catania, ma abbandona gli studi nel 1861 per dedicarsi al giornalismo e alla stesura dei primi romanzi.
1857 Amore e patria (romanzo rimasto inedito)
1861-1862 I carbonari della montagna (Catania, Galatola).
1862-1863 Sulle lagune (pubblicato sulle appendici de "La Nuova Europa").

1865/79

Nel 1865 si trasferisce per un breve periodo a Firenze e vi fa nuovamente ritorno nel 1869. Viene introdotto negli ambienti letterari fiorentini e conosce Giovanni Prati, Aleardo Aleardi, Francesco Dall'Ongaro. Nel 1871 pubblica Storia di una capinera e ottiene un grande successo. Gli anni dal '72 al '93, sono caratterizzati dal soggiorno a Milano e dall'incontro con gli ambienti della Scapigliatura: lo scrittore frequenta Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa, Emilio Praga, Luigi Gualdo, Felice Cameroni. Risale a questo periodo la conoscenza, che sarà determinante per il futuro, con l'editore Treves.
Sono anni di intensa attività, ma anche di forti emozioni: nel 1877 muore la sorella Rosa, nel 1878 la madre.
1866 Una peccatrice (Torino, Negro).
1871 Storia di una capinera (Milano, Lampugnani).
1873 Eva (Milano, Treves).
1874 sulla Rivista italiana di scienze, lettere e arti viene pubblicato il bozzetto Nedda.
1875 Tigre reale e Eros (Milano, Brigola).
1876 Primavera e altri racconti (Milano, Brigola); il volume verrà ripubblicato da Treves nel 1877 con il titolo Novelle.

1880/92

Il rientro a Catania coincide con un'intensa attività letteraria e, sul piano affettivo, con il lungo rapporto con Giselda Fojanesi, moglie del poeta Mario Rapisardi.
Nel 1884, al Teatro Carignano di Torino, Cavalleria rusticana ottiene un grande successo di pubblico: interprete d'eccezione è Eleonora Duse.
Gli anni successivi vedono Verga provato dalle difficoltà economiche e dalle responsabilità familiari.
Vince una causa contro Mascagni e l'editore Sonzogno per i diritti connessi alla versione lirica di Cavalleria rusticana.
Nel 1889 lo scrittore conosce Dina di Sordevolo e le rimarrà legato fino alla morte.
1880 Vita dei campi (Milano, Treves).
1881 I Malavoglia (Milano, Treves), primo dei cinque romanzi progettati dal Verga nell'ambito di un ciclo "dei vinti" che avrebbe dovuto comprendere anche Padron 'Ntoni, Mastro don Gesualdo, La Duchessa delle Gargantas, L'Onorevole Scipioni, L'uomo di lusso.
1882 Il marito di Elena (Milano, Treves);
la novella Pane nero (Catania, Giannotta).
1883 Novelle rusticane e Per le vie (Milano, Treves).
1884 Drammi intimi (Roma, Sommaruga).
1887 Vagabondaggio (Firenze, Barbera).
1889 Mastro don Gesualdo (Milano, Treves).
1891 I ricordi del capitano d'Arce (Milano, Treves).

1893/1922

In questi anni, dedicati agli affetti e alla cura dei possedimenti familiari, non si allontana più da Catania.
Nel 1920 è nominato Senatore del Regno.
Muore il 27 gennaio 1922 nella sua casa in via S. Anna.
1894 Don Candeloro e C. (Milano, Treves).
1896 I drammi La lupa, In portineria, Cavalleria rusticana (Milano, Treves).
1902 I bozzetti La caccia al lupo, la caccia alla volpe (Milano, Treves).
1906 Dal tuo al mio (Milano, Treves).
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Capuana con la cagnetta
Catania, 4 dicembre 1887

 

Ersilia, Lidda, Caterina con la bambola, Pietro, Giovannino, Mario, Concetta e Peppa

 

Federico De Roberto
Catania, 4 dicembre 1887
.

 

 

 

 

 

 

Dina di Sordevolo
Rigi Kaltbad, agosto 1902

 

Gruppo di contadini, Tébidi, 1897

 

Vizzini, lato nord-est, dalla via
S. Antonio, 3 maggio 1892
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