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Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali

Parchi, musei, gallerie e aree archeologiche.

I contenuti delle sezioni che seguono, per il nuovo assetto organizzativo, sono in fase di aggiornamento.

Parchi
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Musei e gallerie interdisciplinari
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Musei e gallerie
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Musei archeologici
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Siti archeologici e monumentali
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Provincia
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Area archeologica e Antiquarium Eraclea Minoa

Indirizzo : Contrada Minoa
Provincia : Agrigento  Comune : Cattolica Eraclea   Localitą : Eraclea Minoa
Tel. : 0922 846005 

Orari ingresso : Tutti i giorni dalle 9,00 a un'ora prima del tramonto (invernale) 9,00-19,00 (estivo).
Biglietto singolo intero :  4,00 €
Biglietto singolo ridotto:  2,00 €



Dipendente da
open Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento

La città di Eraclea Minoa si stende su un bianco promontorio proteso verso un incantevole paesaggio marino, con alte pareti verticali,  sulla sinistra del fiume Platani.
La storia della ricerca archeologica ha inizio nel 1950, allorquando Ernesto De Miro  vi scopre il teatro, scavato a più riprese fino al 1964. Il teatro è inserito entro il reticolo regolare della città, articolato su terrazze digradanti verso Sud-Ovest. La città era protetta da una imponente cinta muraria (calcolato in Km 6 circa), che abbraccia l’intera estensione dell’altopiano, fino al fiume Platani. Dell’abitato è stato messo in luce un notevole settore, nel pianoro a Sud del teatro. Sono stati accertati due strati sovrapposti di abitazioni, rispettivamente riferibili al periodo ellenistico e al periodo romano repubblicano.
Dell'abitato di II strato (IV-III sec.a.C., contemporaneo al teatro) sono state scavate due case, inserite in un sistema a strade parallele e ortogonali. Le due case messe in luce sono caratterizzate da una pianta semplice: struttura quadrata, chiusa intorno ad un piccolo atrio con cortile centrale.
La casa A era ad un solo piano con cortile fornito di grande cisterna in cui si convogliavano le acque del tetto a falde compluviate. A Nord del cortile era un sacello domestico (lararium), di cui si conservano l’altare quadrangolare addossato all’angolo nord-ovest e l’edicoletta per i lares nella parete est. La pavimentazione del vano è in cocciopesto decorato di tesserine bianche; le pareti conservano avanzi della decorazione a stucco (stile a incrostazione o I stile pompeiano).
La casa B aveva un piano superiore con stanze destinate all’abitazione, le cui macerie (mattoni crudi delle pareti, lastroni di soglia, stucchi, intonaci, pavimento in cocciopesto decorato e mosaico), nel crollo, hanno colmato i vani del piano terra. Eccezionale lo stato di conservazione dei muri, non solo nella parte lapidea ma anche nell’elevato in mattoni crudi. Le pareti erano rivestite di intonaco dipinto, di cui rimane il sottofondo di allettamento.
All’abitato di IV-III sec.a.C. si sovrappone, nel II-I sec. a.C., labitato di I strato, che può identificarsi con la colonia di ripopolamento dedotta da Rupilio (Cic., Verr., II, 125) al termine della prima guerra servile (132 a. C.). E’ costituito da case costituite generalmente di due o più vani gravitanti su un cortile con focolare. I muri sono costruiti con basamento di blocchetti di pietra gessosa ed elevato in mattoni crudi. L’organizzazione in isolati inquadrati da strade nord-sud che si incrociano con strade est-ovest, ricalca lo schema della fase precedente. Verso il termine del I sec. a.C.  la città fu abbandonata e cala il silenzio nelle fonti letterarie. L’area extra-urbana tornò ad essere occupata in epoca paleocristiana e bizantina (III-VII sec. d.C.), con la costruzione di una grande basilica e da un connesso cimitero.
L’area archeologica è aperta al pubblico dalle ore 8,00 ad un’ora prima del tramonto tutti i giorni dal lunedì alla domenica compreso i festivi.

L’area archeologica è recintata e visitabile. In un piccolo antiquarium sono esposti materiali provenienti dagli scavi del sito e del territorio circostante.

Per saperne di più: E. De Miro,  Heraclea Minoa. Scavi eseguiti negli anni 1955-56-57, in  Notizie Scavi e Antichità  1958, pp. 232-287; E. De Miro,  Heraclea Minoa. Risultati archeologici e storici dei primi scavi sistematici nell’area dell’abitato, in Kokalos XII 1966, 221-233

eraclea minoa  

 

Il Teatro

Il teatro più antico in Sicilia si trova a Siracusa dove è attestata un’attività teatrale collegata con il poeta greco Epicarmo. Dal IV al III sec. a.C.  si collocano i diciannove teatri conosciuti in Sicilia: Agira, Catania, Eloro, Eraclea Minoa, Tusa (Halaesa), Messina, Montagna dei Cavalli (Prizzi), Monte Iato, Morgantina, Palazzolo Acreide, Segesta, Siracusa, Solunto, Taormina, Tindari. Tre teatri, ad Agrigento, Caucana e Enna sono attestati unicamente dalle fonti.
Durante il periodo ellenistico gli edifici scenici di molti edifici vennero modificati: venne introdotto il palcoscenico alto, detto proscenio. Sembra che si rispecchi la tradizione della commedia popolare dei Fliaci che usava palchi di forma simile in legno come ce lo illustrano alcune pitture vascolari. La farsa fliacica (o tragedia burlesca) fu infatti ampiamente diffusa sia in Sicilia che in Magna Grecia: il maggiore esponente fu Rintone, nato forse a Siracusa.
Il teatro di Eraclea non è citato dalle fonti antiche. Compreso nel perimetro delle mura di fortificazione, è sistemato nella cavità di una collinetta. Il koilon (cavea) è aperto a Sud, contro le prescrizioni di Vitruvio (De Arch. V, 32) che vuole che sia evitata una tale esposizione che provoca la concentrazione del calore nella conca caveale.
Il koilon consta di dieci ordini di gradini in conci di arenaria, mentre ricavati nella roccia sono sono la praecinctio (alta m 8.90 sopra il livello dell’orchestra) e l’ambulacro perimetrale antistante. La cavea, cui si accede frontalmente mediante quattro gradini, è divisa in nove settori (kerkides) da otto scalette (klimades). Abbastanza ben conservati i muri di testata o analémmata, in numero di otto filari di conci di tufo marnoso messi in opera con struttura piramidale a gradoni.
Un ambulacro di servizio separa la gradinata dalla proedria (prima fila di sedili destinata alle autorità) formata da un ordine di banchi con schienale con braccioli. Tra l’orchestra e l’anello di conci che delimita il koilon è l’euripo largo m 1.25.
Il teatro di Eraclea non ebbe un vero e proprio palcoscenico: nell’area scenica sono stati riconosciuti i cavi per il fissaggio delle travi di un podio ligneo mobile di tipo fliacico.
Il teatro risulta abbandonato fra il II e il I sec.a.C. quando alcune strutture dell’abitato di I strato (identificato con la colonia di Rupilio) si addossano ai muri di testata della gradinata.

Il teatro è stato oggetto di recenti restauri consistenti nel consolidamento lapideo e nella copertura provvisoria della gradinata

Per saperne di più: H.P.Isler, Edifici teatrali antichi in Sicilia, in Prosopon-Persona. Testimonoanze del teatro antico in Sicilia, Catalogo della mostra, Messina 2002, pp. 7-13; Sul teatro di Eraclea Minoa: E. De Miro, Il teatro di Eraclea Minoa, Rendiconti Accademia dei Lincei, XXI, 1966, pp. 151-169; E. De Miro, Eraclea Minoa, in Teatri antichi, “Kalòs”, Palermo 1995, pp. 26-31; E. De Miro, Il teatro di Eraclea nel quadro dei teatri minori in Sicilia, in Studi classici in onore e di Luigi Bernabò Brea, Quaderni del Museo Archeologico Regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea”, supplemento II, Messina 2003, pp. 275-279.

teatro eraclea

 

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