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Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali

Parchi, musei, gallerie e aree archeologiche.

I contenuti delle sezioni che seguono, per il nuovo assetto organizzativo, sono in fase di aggiornamento.

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Area archeologica e Antiquarium di Solunto

Indirizzo : Via Collegio Romano - localitÓ Solunto
Provincia : Palermo  Comune : Santa Flavia
Tel. : 3387845140

Orari ingresso : Giorni feriali dalle 9 alle 19, ultimo ingresso alle 18.30, per il padiglione A e B. L'area archeologica chiude alle 18. Giorni festivi dalle 9 alle 13.30 (ultima ingresso alle 13). Chiuso il lunedý
Biglietto singolo intero :  2,00 Ç
Biglietto singolo ridotto:  1,00 Ç



Dipendente da
open Parco archeologico di Solunto

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multimedia Guida breve dell'area di Solunto e altri approfondimenti e pubblicazioni

 


Adagiata sulle propaggini sud-orientali del Monte Catalfano, lungo la fascia costiera immediatamente ad Ovest di Palermo, l’antica città di Solunto, con le sue insulae rettangolari definite da un regolare sistema viario, si imposta scenograficamente sui ripidi pendii della collina, protesa sul mare in posizione di rara e suggestiva bellezza.

Le testimonianze archeologiche sopravvissute fino ai nostri giorni sono tuttavia relative alla città di età ellenistico-romana, sostituitasi al primo insediamento fenicio, risalente almeno al VII sec. a.C., solo verso la fine del IV sec. a.C., a seguito della vittoria del tiranno siracusano Dionisio sulle città puniche d’occidente.

La città visse certamente fino al III sec. d.C. ma non si conoscono le cause del suo definitivo abbandono. L’urbanistica della città si basa su un impianto regolare di tipo greco, costituito da una trama viaria che si sviluppa ai lati di una larga strada principale lastricata che attraversa l’intero insediamento in senso NE-SO, fino all’agorà e alla zona pubblica. Le strade secondarie, perpendicolari all’asse principale, delimitano isolati rettangolari che si dispongono sui terrazzamenti organizzati per superare i dislivelli naturali.

La parte NE dell’agorà è delimitata da una grande cisterna pubblica, di fronte alla quale si trova un complesso termale con pavimenti a mosaico. Dalla piazza si accede direttamente al teatro, che poteva contenere circa 1200 spettatori e il cui edificio scenico era decorato con cariatidi. Alcuni interessanti edifici a carattere sacro lasciano trasparire l’origine fenicio-punica della popolazione.

Di grande interesse è, infine, l’architettura domestica, con case solitamente organizzate su più piani e caratterizzate da ambienti distribuiti attorno a peristili: tra tutte ricordiamo la cosiddetta Casa di Leda (II sec. a.C.-I sec. d.C.) – così denominata dalla raffigurazione di Leda e il cigno su una parete del triclinio – una grande dimora con peristilio a due ordini sovrapposti, con pavimenti in opus signinum e mosaico, tra i quali spicca la rappresentazione di una sfera armillare, e pareti decorate con pitture di I e II Stile. Davanti al peristilio si apre una lunga cisterna ellittica e, a destra e a sinistra di esso, due cubicula mosaicati e affrescati. Alla parte superiore della casa, si accede anche dalla strada secondaria, mentre gli ambienti prospicienti la via principale dovevano essere utilizzati come tabernae.

Grazie alla monumentalità dei suoi resti, fin dagli anni cinquanta l’area della città ellenistico-romana venne demanializzata, adeguatamente attrezzata per l’apertura al pubblico e dotata di un piccolo antiquarium, mentre rimase ignoto, per lungo tempo, il sito dell’emporio arcaico di fondazione fenicia, ricordato da Tucidide nel VI Libro della sua opera e posto in felice posizione strategica, a controllo delle rotte commerciali tirreniche e del fertile e popoloso entroterra indigeno.

Tale situazione ha avuto una svolta decisiva solo in anni recenti, grazie al forte e costante impegno della Soprintendenza oltre che per la tutela anche per quanto riguarda la ricerca archeologica, i cui risultati possono considerarsi di grande rilevanza sotto il profilo scientifico: scavi e saggi effettuati a valle del Monte Catalfano, nella piana di Solanto e nel promontorio di San Cristoforo, in lembi di terreno faticosamente sottratti ad un’incontrollata attività edilizia, hanno rivelato l’esistenza di impianti artigianali e lembi di abitato risalenti al V sec. a.C. ma anche di livelli di occupazione databili a partire dal VII sec. a.C., permettendo così di identificare il sito del primo insediamento fenicio. Ricerche abbastanza estese sono state poi condotte nelle necropoli di età arcaica e classica , situate nelle contrade Campofranco e Olivetano, mentre rimane incerta la localizzazione della necropoli tardo-ellenistica e romana.

L’Antiquarium

Nel 2003 è stato aperto al pubblico il nuovo antiquarium di Solunto, organizzato in due distinte sezioni ospitate in due diversi padiglioni: i temi dell’urbanistica e dell’architettura pubblica e domestica di età ellenistica sono affrontati e approfonditi all’interno del padiglione A, che introduce, tra l’altro, alla visita dell’ampio complesso monumentale soluntino. Il percorso di visita si conclude, invece, con la sosta nel padiglione B, interamente dedicato alla documentazione prodotta dai nuovi scavi ed alla “cultura materiale” della città, dalla sua fase punica fino ad epoca romano-imperiale: particolare attenzione è dedicata alle testimonianze relative ai culti ed agli usi funerari, nonché alle principali manifestazioni artistico-artigianali della città.
Il percorso prosegue con una nutrita rassegna di materiali di età ellenistica e romana, presentati secondo le principali categorie tipologiche di riferimento. La visita si conclude con una piccola esposizione di reperti subacquei di varie epoche, recuperati nelle acque prospicienti il litorale di Porticello.

Zona archeologica di Solunto Zona archeologica di Solunto

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