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i Beni inamovibili della Regione Siciliana
Decreto assessoriale 1771 del 27 giugno 2013: Divieto di uscita dal territorio della Regione Siciliana dei Beni che costituiscono il fondo principale di Musei, Gallerie, Biblioteche e Collezioni in attuazione delle Delibere della Giunta Regionale n. 94 del 4/5 marzo 2013 e n. 155 del 22 aprile 2013; in particolare è vietata l’uscita, anche se temporanea, dei beni descritti in questa pagina.
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Resurrezione di Lazzaro

Michelangelo Merisi da Caravaggio
1609
Olio su tela, cm 380 x 275
Provenienza: Messina, Chiesa dei Padri Crociferi
Messina, Museo Regionale

>scheda



La grande tela è la prima eseguita a Messina dal famoso pittore e fu dipinta tra il dicembre 1608 e i primi mesi del 1609. Destinata alla chiesa dei Padri Crociferi, l’opera era stata commissionata dal ricco mercante genovese Giovan Battista Lazzari, al cui casato allude il tema stesso del dipinto. Ricordata e lodata dalle antiche fonti messinesi, la Resurrezione di Lazzaro giunse nel 1879 al Museo Civico di Messina e, in seguito al terremoto del 1908, fu trasferita nella sede attuale del Museo Regionale.
La scena ci appare costruita in modo teatrale, come già in altre opere del pittore; la composizione è impostata sulle figure in primo piano e sembra ambientata all’interno di una chiesa. Il lume proveniente da sinistra colpisce la spalla del Cristo, l’uomo che regge la pietra tombale e quello che sorregge il corpo di Lazzaro; ma è soprattutto questi, richiamato alla vita dall’ampio gesto del Redentore, ad essere pienamente investito dalla luce, la cui valenza diviene chiaramente simbolica. Chiudono il gruppo le sorelle Marta e Maria, pietosamente chine su Lazzaro, anch’esse investite dal chiarore. Come in altre opere siciliane del Caravaggio, la proporzione tra le figure e l’altezza della tela aumenta la percezione del sacro, riducendo la dimensione degli uomini. La vita e la morte, i cui confini sono stati attraversati da Lazzaro, sono rappresentate attraverso le figure degli astanti contrapposte al teschio e alle ossa in basso, in primo piano. Nell’uomo con le mani giunte, dietro l'indice di Cristo, rivolto verso la fonte di luce (alla ricerca dunque della Grazia) si sarebbe autoritratto lo stesso Caravaggio.

Testi a cura di Alessandra Merra (beni archeologici) e Valeria Sola (beni storico-artistici)
Servizio Museografico U.O. XXXI