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i Beni inamovibili della Regione Siciliana
Decreto assessoriale 1771 del 27 giugno 2013: Divieto di uscita dal territorio della Regione Siciliana dei Beni che costituiscono il fondo principale di Musei, Gallerie, Biblioteche e Collezioni in attuazione delle Delibere della Giunta Regionale n. 94 del 4/5 marzo 2013 e n. 155 del 22 aprile 2013; in particolare è vietata l’uscita, anche se temporanea, dei beni descritti in questa pagina.
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Afrodite Landolina

Copia imperiale romana del II d.C. di un originale ellenistico della prima metà del II sec. a.C
Marmo, h cm 165,5
Provenienza: Siracusa, Ninfeo di Acradina
Rinvenuta nel 1884 da Saverio Landolina
Siracusa, Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi

>scheda

La scultura di età romana, II secolo d.C., è probabilmente la copia della statua di culto realizzata per il Tempio di Afrodite a Siracusa nella prima metà del II secolo a.C. Secondo questa ipotesi la statua originale sarebbe da mettere in relazione con un aneddoto riportato da Ateneo (Deipnosofisti, XII, 554) che riferisce di una gara di bellezza tra due fanciulle siracusane. La contesa vide come giudice un giovane che dichiarò vincitrice la sorella maggiore, di cui s’innamorò. La fanciulla più giovane si fidanzò invece con il fratello del giudice della gara. Le due sorelle per ringraziare la dea dell’Amore fondarono un tempio dedicato ad Afrodite Callipige.
L’Afrodite Landolina potrebbe quindi identificarsi con questa Afrodite Callipige di cui parlano le fonti antiche. L’epiteto “callipige” deriva dal greco antico e significa “dalle belle natiche”. L’ipotesi di questa identificazione è avvalorata da un piccolo rilievo di Siracusa, trasposizione plastica del racconto di Ateneo.
La dea è raffigurata mentre sta per denudarsi prima del bagno. Il nudo opulento e sensuale è messo in risalto dal ricco panneggio e dal gesto pudico della mano che copre il pube. La statua è acefala e priva dell'avambraccio destro, che originariamente copriva il seno. A sinistra della figura è un delfino acefalo che evoca le acque marine da cui nacque Afrodite.
L'originale fu realizzato probabilmente da scultori greci della scuola rodio-asiatica o scolpito da maestranze greche nella stessa città di Siracusa. Durante l’ellenismo infatti furono intense e continue le relazioni commerciali ed economiche tra Rodi, Coo e Siracusa ed è quindi plausibile pensare a forti influenze artistiche dei centri insulari e microasiatici.
Il nudo femminile di Afrodite, rappresentato per la prima volta dallo scultore greco Prassitele nel IV secolo a.C. con la sua celeberrima Afrodite cnidia, divenne in età ellenistica uno dei temi preferiti dagli artisti che rielaborarono soprattutto il soggetto dell'Afrodite al bagno, che poteva presentarsi interamente nuda o con un mantello che copriva soltanto una parte del corpo come nel caso della statua di Siracusa.
La statua dell’Afrodite fu rinvenuta a Siracusa nell'Orto Bonavia, poi Giardino Spagna, il 7 gennaio 1804 dal Saverio Landolina, Regio Custode delle Antichità di Val Demone e Val di Noto.

Testi a cura di Alessandra Merra (beni archeologici) e Valeria Sola (beni storico-artistici)
Servizio Museografico U.O. XXXI