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i Beni inamovibili della Regione Siciliana
La direttiva assessoriale del 23 maggio 2007 regola l’esportazione dei beni culturali fuori dalla Sicilia, stabilisce precisi limiti nell’interesse della conservazione della parte più prestigiosa del patrimonio culturale che, solo in casi eccezionali, e prevedendo uno scambio adeguato, potrà andare in prestito fuori regione.
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Madonna in trono con Bambino che incorona S. Caterina e altri Santi (Polittico di Trapani)

Maestro del Polittico di Trapani

Fine XIV-inizi XV sec.
Tempera su tavola, cm 188 x 267
Provenienza: Trapani, Chiesa della confraternita di Sant’Antonio Abate
Trapani, Museo Pepoli

>scheda



Il Polittico proviene dalla chiesa della confraternita trapanese di Sant’Antonio Abate ed è purtroppo giunto, come molte opere coeve, privo della cornice originaria.
Da quest’opera prende il nome l’ignoto pittore, detto appunto Maestro del Polittico di Trapani, la cui identità non ci è stata finora restituita né da testimonianze storiche né da ricerche documentarie. La sua personalità artistica è stata delineata attraverso le complesse influenze culturali presenti nelle sue tavole, individuate e attribuitegli proprio per le affinità stilistiche con il Polittico trapanese. Probabilmente formatosi nell’ambito delle maestranze che lavorarono alla decorazione della Sala Magna dello Steri di Palermo tra il 1377 e il 1380, l’ignoto maestro ci appare sensibile al gusto franco iberico, ma aperto verso la tradizione toscana e la cultura islamica soprattutto nei particolari decorativi. La molteplicità dei riferimenti culturali presenti nei suoi dipinti riflette la vivacità degli scambi e della cultura figurativa in Sicilia tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo.

Testi a cura di Alessandra Merra (beni archeologici) e Valeria Sola (beni storico-artistici)
Servizio Museografico U.O. XXXI