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Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Nucleo di Palermo

Corso Calatafimi 213 - 90129 Palermo
Tel. 091422825 - 091422772 fax 091422452
tpcpanu@carabinieri.it

 

Nel sito internet dei Carabinieri pagina dedicata al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Banca dati: Beni Culturali Illecitamente Sottratti

Beni archeologici e opere d'arte da ricercare

L’arte trafugata:
1 il caveau dei tesori ritrovati;
2 a caccia di capolavori;
3 dai saccheggi al web;
4 Io, segugio di opere d'arte

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Comunicati stampa

comunicati stampa 2007 / 2006 / 2005 / 2004

 
I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale presentano il loro consuntivo di fine anno












28 gennaio 2008
  Anche quest’anno i carabinieri del tutela patrimonio culturale della Sicilia hanno presentato il consuntivo relativo alle attività preventive e repressive in difesa del patrimonio culturale siciliano. I dati provengono dalla Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, costantemente alimentata dai Carabinieri del T.P.C. e che oggi è la più grande memoria informatica del mondo per la tematica oggetto di tutela. I numeri relativi alle attivita’ delinquenziali in danno dei beni culturali dell’isola, rapportati a quelli dello stesso periodo del 2006, sono i seguenti:
Furti: nr. 65 (anno 2006 nr. 67), di seguito suddivisi in dettaglio
• furti a musei nr. 2 (anno 2006 nr. 0);
• furti ad enti pubblici nr.06 ( anno 2006 nr.05);
• furti alle chiese nr.17 (anno 2006 nr.22);
• furti ai privati nr.40 (anno 2006 nr.41).
(furti divisi per provincia: AG – 6, CL – 1, CT – 36, EN – 3, ME – 4, PA – 35, RG – 3, SR – 7, TP – 6)
In occasione dei suddetti eventi delittuosi sono stati asportati complessivamente nr. 483 beni d’arte a fronte dei 1734 dell’anno 2006.
La statistica mostra un leggero calo dei furti di opere d’arte, in parte spiegabile anche attraverso l’intensificarsi delle attività di controllo al mercato, sia quello di tipo tradizionale, esercizi commerciali, fiere e mercatini, sia al nuovo mercato telematico, siti web ecc.
In questa fase di tipo preventivo i militari del Nucleo hanno portato a termine più di 140 controlli ed ispezioni, in tutte le province siciliane, elevando 27 sanzioni amministrative per inosservanza degli obblighi previsti a carico dei commercianti.
Altro dato importante è il calo dei furti ai danni di chiese ed enti religiosi, ciò è stato determinato anche da un maggior controllo, in sinergia con i Carabinieri, attuato dalle varie diocesi siciliane che hanno migliorato i sistemi di sicurezza e di allarme ed avviato la completa catalogazione informatica dei beni chiesastici.
I beni culturali recuperati nel 2007 sono di seguito suddivisi in dettaglio:
• beni archeologici nr. 1045
• beni d’antiquariato nr. 648
• beni artistici falsi nr. 1413
Per un totale di 3106 oggetti del Patrimonio Culturale, quantificabili in un valore commerciale di più di due milioni e cinquecentomila euro, che nel corso del 2007 sono stati restituiti, attraverso musei, chiese e soprintendenze, alla fruizione della collettività.Il dato numerico relativo ai reperti archeologici recuperati è sintomatico di una situazione endemica di saccheggio dei siti archeologici siciliani, da parte di tombaroli, che difficilmente può avere riscontro attraverso le segnalazioni e le denunce di simili tipologie di reato (scavo clandestino).
Le segnalazioni di scavo clandestino nei siti archeologici siciliani, che pervengono al Nucleo CC TPC da tutte le soprintendenze dell’isola, relativamente al 2007, mostrano un sensibile aumento: 38 segnalazioni di scavo clandestino a fronte delle 32 del 2006. Tra le province più colpite: Palermo con 21 segnalazioni; Enna ed Agrigento con 5 segnalazioni ciascuno; Caltanissetta con 4 segnalazioni.
Tra le operazioni più importanti che hanno visto impegnati i militari del Nucleo nel 2007 vanno ricordate: l’operazione “GHELAS”, terminata alla fine di gennaio con l’emissione di 52 ordini di misure cautelari da parte dell’A.G. di Gela, disarticolando un complesso sodalizio criminoso dedito al saccheggio dei siti archeologici siciliani, alla ricettazione ed al traffico internazionale di reperti, il recupero della pala con il “Martirio di S. Lorenzo”, trafugata da una chiesa di Piazza Armerina nel 2003, il recupero della tela raffigurante “San Paolino”, sec. XIX, scuola siciliana, proveniente dal Collegio delle suore di Maria Addolorata di Carini (PA), dell’ Olio su lastra di ardesia raffigurante “Cristo morto sorretto da un angelo”, sec. XVI, scuola del Bronzino, proveniente da un’abitazione privata di Bergamo, dell’ Olio su tela raffigurante il “Martirio di Sant’Agata”, sec. XVIII, attribuito a Jacopo Alessandro Calvi detto il “Sordino”, proveniente dalla Chiesa abbaziale sei SS. Nicolò ed Agata di Zola Pedrosa (BO), della pala d’altare raffigurante “Maria SS. Immacolata con angeli e putti”, sec. XVIII, scuola del Borremans, proveniente dalla Reale Cappella di Sagana (PA), una coppia di Candelieri in legno dorato, torciere in legno dorato, coppia di sculture lignee raffiguranti “putti”, secc. XVIII e XIX, provenienti dalla chiesa di Santa Maria e San Pancrazio di San Pietro Patti (ME), 60 libri antichi, databili tra il XIV e XVIII sec., provenienti da furti perpetrati al museo “Mandralisca” di Cefalù ed ad altre biblioteche siciliane, 1412 serigrafie false attribuite al maestro Guttuso, il recupero di una scultura romana, ritratto muliebre del II sec. d.C., rubata dai depositi della Soprintendenza di Enna, ed infine la tavola di S. Rosalia trafugata dalla chiesa di Maria SS. Delle Grazie di Torretta (PA).
Va anche ricordata, nell’ambito delle attività a tutela del bene paesaggistico, quella che ha portato al sequestro di una cava su Monte Scalpello (EN), con l’immediata sospensione dei lavori estrattivi che già avevano deturpato parte del territorio sottoposto a vincolo.
Sono state denunciate a p.l. per vari reati contro il patrimonio culturale nr. 102 persone.
Tra le attività di carattere preventivo più significative che hanno visto impegnati i Carabinieri vi sono state quelle relative al controllo dei siti archeologici sottomarini: le attività condotte in sinergia con la Soprintendenza del Mare, il Nucleo Carabinieri Subacquei e le motovedette dell’Arma hanno consentito il recupero e la messa in sicurezza di decine di importanti reperti archeologici di varie epoche oltre che il puntuale censimento dei siti sommersi di interesse archeologico.
Entro il 2008, infine, si prevede l’apertura della Sezione Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, che avrà competenza sulla Sicilia orientale e costituirà un ulteriore apporto di forze in campo per la prevenzione e la repressione dei reati contro il patrimonio culturale siciliano.

comunicato stampa .pdf

 

Comunicato stampa dell'Assessore Regionale ai Beni Culturali del 22 gennaio 2008

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale presenta i dati del 2007
Leanza: “Grandi risultati, i furti diminuiscono.
Andiamo avanti senza mai abbassare la guardia”


“Il lavoro del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale della Sicilia è fondamentale è nella lotta contro chi saccheggia l’arte siciliana e alimenta il commercio clandestino”. Così l’assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza, ha commentato i dati, a consuntivo del 2007, diffusi dai carabinieri e relativi alle attività in difesa del patrimonio artistico siciliano. Continua Leanza: “Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto da questo reparto speciale dell’Arma che opera all’interno della stessa struttura dell’Assessorato regionale ai Beni culturali ambientali e alla Pubblica Istruzione. Nei suoi quasi quindici anni di attività il Nucleo ha ottenuto risultati interessantissimi con recuperi di grande valore: è necessario proseguire su questa strada senza mai abbassare la guardia. Il complessivo calo dei furti dimostra che un maggiore controllo, oltre all’avviamento della catalogazione informatica dei beni, comincia a dare i suoi frutti. Le cifre si commentano da sole e basta un dato su tutti: sono 483 gli oggetti d’arte trafugati lo scorso anno contro i 1734 del 2006. Sono stati anche recuperati 1693 pezzi pregiati per un valore di mercato che supera i due milioni di euro. Ancora una volta appare chiaro come siano essenzialmente le nostre aree archeologiche - da lì provengono ben 1045 reperti - ad avere un gran bisogno di tutela”.


I Carabinieri recuperano il busto reliquario di San Maurizio


14 gennaio 2008
  I Carabinieri del Tutela Patrimonio Culturale, attraverso l’incessante opera di monitoraggio del mercato antiquario, e grazie al prezioso ausilio tecnico della loro Banca Dati delle Opere Illecitamente Sottratte, hanno portato a termine il recupero, in Sicilia, di un’importante reliquiario calabrese del ‘600 (foto).
A più di trent’ anni dalla sua sparizione, i Carabinieri del nucleo t.p.c. di Cosenza congiuntamente a quelli di Palermo, hanno recuperato e riportato in Calabria il busto reliquiario, in legno dorato, raffigurante san Maurizio, trafugato nel 1976 dalla chiesa di Santa Maria Maddalena di Morano calabro.
L’importante opera scultorea, risalente al XVII secolo, è stata riconsegnata al culto dei fedeli, nelle mani del parroco di quella comunita’, don Gianni di Luca, lo scorso 9 gennaio 2008, dal Comandante del Nucleo CC T.P.C. della Calabria Capitano Raffaele Giovinazzo.

 

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