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I Carabinieri
del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale presentano il loro consuntivo
di fine anno





28 gennaio 2008 |
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Anche quest’anno i carabinieri
del tutela patrimonio culturale della Sicilia hanno presentato
il consuntivo relativo alle attività preventive e repressive
in difesa del patrimonio culturale siciliano. I dati provengono
dalla Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti,
costantemente alimentata dai Carabinieri del T.P.C. e che oggi
è la più grande memoria informatica del mondo
per la tematica oggetto di tutela. I numeri relativi alle attivita’
delinquenziali in danno dei beni culturali dell’isola,
rapportati a quelli dello stesso periodo del 2006, sono i seguenti:
Furti: nr. 65 (anno 2006 nr. 67), di seguito suddivisi in dettaglio
• furti a musei nr. 2 (anno 2006 nr. 0);
• furti ad enti pubblici nr.06 ( anno 2006 nr.05);
• furti alle chiese nr.17 (anno 2006 nr.22);
• furti ai privati nr.40 (anno 2006 nr.41).
(furti divisi per provincia: AG – 6, CL – 1, CT
– 36, EN – 3, ME – 4, PA – 35, RG –
3, SR – 7, TP – 6)
In occasione dei suddetti eventi delittuosi sono stati asportati
complessivamente nr. 483 beni d’arte a fronte dei 1734
dell’anno 2006.
La statistica mostra un leggero calo dei furti di opere d’arte,
in parte spiegabile anche attraverso l’intensificarsi
delle attività di controllo al mercato, sia quello di
tipo tradizionale, esercizi commerciali, fiere e mercatini,
sia al nuovo mercato telematico, siti web ecc.
In questa fase di tipo preventivo i militari del Nucleo hanno
portato a termine più di 140 controlli ed ispezioni,
in tutte le province siciliane, elevando 27 sanzioni amministrative
per inosservanza degli obblighi previsti a carico dei commercianti.
Altro dato importante è il calo dei furti ai danni di
chiese ed enti religiosi, ciò è stato determinato
anche da un maggior controllo, in sinergia con i Carabinieri,
attuato dalle varie diocesi siciliane che hanno migliorato i
sistemi di sicurezza e di allarme ed avviato la completa catalogazione
informatica dei beni chiesastici.
I beni culturali recuperati nel 2007 sono di seguito suddivisi
in dettaglio:
• beni archeologici nr. 1045
• beni d’antiquariato nr. 648
• beni artistici falsi nr. 1413
Per un totale di 3106 oggetti del Patrimonio Culturale, quantificabili
in un valore commerciale di più di due milioni e cinquecentomila
euro, che nel corso del 2007 sono stati restituiti, attraverso
musei, chiese e soprintendenze, alla fruizione della collettività.Il
dato numerico relativo ai reperti archeologici recuperati è
sintomatico di una situazione endemica di saccheggio dei siti
archeologici siciliani, da parte di tombaroli, che difficilmente
può avere riscontro attraverso le segnalazioni e le denunce
di simili tipologie di reato (scavo clandestino).
Le segnalazioni di scavo clandestino nei siti archeologici siciliani,
che pervengono al Nucleo CC TPC da tutte le soprintendenze dell’isola,
relativamente al 2007, mostrano un sensibile aumento: 38 segnalazioni
di scavo clandestino a fronte delle 32 del 2006. Tra le province
più colpite: Palermo con 21 segnalazioni; Enna ed Agrigento
con 5 segnalazioni ciascuno; Caltanissetta con 4 segnalazioni.
Tra le operazioni più importanti che hanno visto impegnati
i militari del Nucleo nel 2007 vanno ricordate: l’operazione
“GHELAS”, terminata alla fine di gennaio con l’emissione
di 52 ordini di misure cautelari da parte dell’A.G. di
Gela, disarticolando un complesso sodalizio criminoso dedito
al saccheggio dei siti archeologici siciliani, alla ricettazione
ed al traffico internazionale di reperti, il recupero della
pala con il “Martirio di S. Lorenzo”, trafugata
da una chiesa di Piazza Armerina nel 2003, il recupero della
tela raffigurante “San Paolino”, sec. XIX, scuola
siciliana, proveniente dal Collegio delle suore di Maria Addolorata
di Carini (PA), dell’ Olio su lastra di ardesia raffigurante
“Cristo morto sorretto da un angelo”, sec. XVI,
scuola del Bronzino, proveniente da un’abitazione privata
di Bergamo, dell’ Olio su tela raffigurante il “Martirio
di Sant’Agata”, sec. XVIII, attribuito a Jacopo
Alessandro Calvi detto il “Sordino”, proveniente
dalla Chiesa abbaziale sei SS. Nicolò ed Agata di Zola
Pedrosa (BO), della pala d’altare raffigurante “Maria
SS. Immacolata con angeli e putti”, sec. XVIII, scuola
del Borremans, proveniente dalla Reale Cappella di Sagana (PA),
una coppia di Candelieri in legno dorato, torciere in legno
dorato, coppia di sculture lignee raffiguranti “putti”,
secc. XVIII e XIX, provenienti dalla chiesa di Santa Maria e
San Pancrazio di San Pietro Patti (ME), 60 libri antichi, databili
tra il XIV e XVIII sec., provenienti da furti perpetrati al
museo “Mandralisca” di Cefalù ed ad altre
biblioteche siciliane, 1412 serigrafie false attribuite al maestro
Guttuso, il recupero di una scultura romana, ritratto muliebre
del II sec. d.C., rubata dai depositi della Soprintendenza di
Enna, ed infine la tavola di S. Rosalia trafugata dalla chiesa
di Maria SS. Delle Grazie di Torretta (PA).
Va anche ricordata, nell’ambito delle attività
a tutela del bene paesaggistico, quella che ha portato al sequestro
di una cava su Monte Scalpello (EN), con l’immediata sospensione
dei lavori estrattivi che già avevano deturpato parte
del territorio sottoposto a vincolo.
Sono state denunciate a p.l. per vari reati contro il patrimonio
culturale nr. 102 persone.
Tra le attività di carattere preventivo più significative
che hanno visto impegnati i Carabinieri vi sono state quelle
relative al controllo dei siti archeologici sottomarini: le
attività condotte in sinergia con la Soprintendenza del
Mare, il Nucleo Carabinieri Subacquei e le motovedette dell’Arma
hanno consentito il recupero e la messa in sicurezza di decine
di importanti reperti archeologici di varie epoche oltre che
il puntuale censimento dei siti sommersi di interesse archeologico.
Entro il 2008, infine, si prevede l’apertura della Sezione
Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, che avrà
competenza sulla Sicilia orientale e costituirà un ulteriore
apporto di forze in campo per la prevenzione e la repressione
dei reati contro il patrimonio culturale siciliano.
comunicato
stampa .pdf
Comunicato stampa dell'Assessore Regionale ai Beni Culturali
del 22 gennaio 2008
Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
presenta i dati del 2007
Leanza: “Grandi risultati, i furti diminuiscono.
Andiamo avanti senza mai abbassare la guardia”
“Il lavoro del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio
Culturale della Sicilia è fondamentale è nella
lotta contro chi saccheggia l’arte siciliana e alimenta
il commercio clandestino”. Così l’assessore
regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione,
Lino Leanza, ha commentato i dati, a consuntivo del 2007,
diffusi dai carabinieri e relativi alle attività in
difesa del patrimonio artistico siciliano. Continua Leanza:
“Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto da questo
reparto speciale dell’Arma che opera all’interno
della stessa struttura dell’Assessorato regionale ai
Beni culturali ambientali e alla Pubblica Istruzione. Nei
suoi quasi quindici anni di attività il Nucleo ha ottenuto
risultati interessantissimi con recuperi di grande valore:
è necessario proseguire su questa strada senza mai
abbassare la guardia. Il complessivo calo dei furti dimostra
che un maggiore controllo, oltre all’avviamento della
catalogazione informatica dei beni, comincia a dare i suoi
frutti. Le cifre si commentano da sole e basta un dato su
tutti: sono 483 gli oggetti d’arte trafugati lo scorso
anno contro i 1734 del 2006. Sono stati anche recuperati 1693
pezzi pregiati per un valore di mercato che supera i due milioni
di euro. Ancora una volta appare chiaro come siano essenzialmente
le nostre aree archeologiche - da lì provengono ben
1045 reperti - ad avere un gran bisogno di tutela”.
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I Carabinieri
recuperano il busto reliquario di San Maurizio

14 gennaio 2008 |
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I Carabinieri del Tutela Patrimonio Culturale,
attraverso l’incessante opera di monitoraggio del mercato
antiquario, e grazie al prezioso ausilio tecnico della loro
Banca Dati delle Opere Illecitamente Sottratte, hanno portato
a termine il recupero, in Sicilia, di un’importante reliquiario
calabrese del ‘600 (foto).
A più di trent’ anni dalla sua sparizione, i Carabinieri
del nucleo t.p.c. di Cosenza congiuntamente a quelli di Palermo,
hanno recuperato e riportato in Calabria il busto reliquiario,
in legno dorato, raffigurante san Maurizio, trafugato nel 1976
dalla chiesa di Santa Maria Maddalena di Morano calabro.
L’importante opera scultorea, risalente al XVII secolo,
è stata riconsegnata al culto dei fedeli, nelle mani
del parroco di quella comunita’, don Gianni di Luca, lo
scorso 9 gennaio 2008, dal Comandante del Nucleo CC T.P.C. della
Calabria Capitano Raffaele Giovinazzo. |
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