Assessorato Regionale dei Beni culturali e ambientali e della
Pubblica istruzione
Dipartimento dei Beni culturali e ambientali e della Educazione permanente
90139 Palermo
via delle Croci 8
tel. 091-7071823/4
fax 091-7071700
Partita Iva 02711070827
Codice Fiscale 80012000826
Musei,
gallerie e aree archeologiche.
Musei e gallerie
Musei archeologici
Siti archeologici e monumentali
Museo
Regionale di storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano
Come arrivare
AUTO: - autostrada A29 uscita Terrasini - strada statale 113
TRENO: stazione ferroviaria di Cinisi-Terrasini
BUS: mezzi di linea da Palermo
Il Museo Regionale di Palazzo
D'Aumale nasce nell'Aprile 2001 dalla convenzione stipulata
fra l'Assessorato Regionale BB.CC.AA. e P.I. e il Comune di
Terrasini che da in comodato Palazzo D'Aumale quale sede del
Museo. L'edificio architettonico ottocentesco, che sorge sul
lungomare di Terrasini, fu fatto edificare dal Principe di
Partanna e Duca di Floridia, Don Vincenzo Grifeo, ed acquisito
in seguito dal Duca d'Aumale, figlio di Luigi Filippo, re
di Francia e di Maria Amelia di Borbone, col fine di sistemarvi
i magazzini per la conservazione del vino, che il Duca produceva
nella sua fattoria dello Zucco, poco distante da Terrasini.
Il Museo possiede un cospicuo patrimonio
costituito dalle collezioni etnografiche (carretti, modellini
di barche, cultura materiale) e dalle collezioni naturalistiche
(paleontologiche, malacologiche, entomologiche, ornitologiche
e dei mammiferi) acquisite da tempo al Demanio Regionale,
oltre che da reperti archeologici marini e terrestri rinvenuti
durante le campagne di scavo sul territorio. Si tratta dunque
di un Museo multidisciplinare articolato in tre sezioni tecniche:
Archeologica, Etnoantropologica, Naturalistica, quest'ultima
comprendente un settore geopaleontologico. Nelle more di una
definitiva sistemazione museografica, lo spazio espositivo
si è sviluppato lungo un percorso che documenta la
storia culturale e naturale dell'Isola. Per la sua capacità
di legare e fondere insieme l'universale e il particolare
e cioé per la sua capacità potenziale di essere
da un lato struttura legata al territorio locale e dall'altro
organismo di cultura, e come tale trascendente le realtà
locali, il Museo diviene punto di riferimento per tutte le
Istituzioni che operano nei settori ad esso connesso.
Il Museo ha tra i suoi obiettivi
principali quello della promozione culturale da attuare attraverso
la valorizzazione, divulgazione e fruizione dei propri Beni.
Per il raggiungimento di tali finalità sono state avviate
una serie di attività riguardanti:
- la conservazione dei Beni, attraverso un primo riordino
delle collezioni;
- l'attività didattica, attraverso la realizzazione
della prima fase del progetto "Scuola-Museo"; destinato
a favorire la comunicazione tra il mondo della scuola e il
mondo della cultura;
- l'allestimento del percorso museografico delle diverse Sezioni
Tecniche, attraverso la realizzazione di mostre temporanee
tematiche (Il sacro per mare per terra; Conchiglie tra natura
e cultura);
- la divulgazione, attraverso la produzione di DVD (sulla
cantieristica tradizionale, sul carretto siciliano, sui simboli
dell'arte popolare) e pubblicazioni di materiale informativo
sulle attività del Museo (Brochure inerenti le mostre,
inerenti le collezioni, inerenti Palazzo d'Aumale, la cantieristica
navale).
In attesa della realizzazione del progetto
POR 2000-2006 relativo all'allestimento definitivo dell'Istituto,
il Museo si propone di continuare l'attività già
svolta e di promuovere nuove iniziative con la continua elaborazione
del percorso museografico secondo le più moderne tecniche
espositive, attraverso nuove mostre tematiche curate dallo
staff tecnico-scientifico del Museo. Inoltre, dal momento
che i reperti museali non possono essere avulsi dal territorio
circostante, rappresentando essi stessi un anello di congiunzione
fra la documentazione e la realtà, alcuni allestimenti
prenderanno spunto da emergenze naturalistiche del territorio
terrasinese come ad esempio la Riserva Naturale Orientata
di Capo Rama. Saranno a questo proposito programmate visite
guidate sul territorio che permetteranno un riscontro fra
i beni custoditi dal Museo e la realtà esterna.
Fra le altre attività in programmazione si procederà
con: la realizzazione e la pubblicazione di cataloghi inerenti
le collezioni; la progettazione di laboratori didattici e
di restauro; l'attuazione di corsi di formazione e aggiornamento
professionale nei vari settori tecnici del Museo, finalizzata
alla promozione dell'occupazione di figure professionali qualificate
per il potenziamento della fruizione culturale (Progetto MIUR);
l'organizzazione di conferenze, seminari, convegni, simposi
ed ogni altra iniziativa finalizzata alla promozione culturale
del Museo; la definizione di sale multimediali, auditorium,
biblioteca, coffee shop e book shop.
COLLEZIONE ARCHEOLOGICA
I reperti archeologici, acquisiti
al patrimonio del Museo, provenienti soprattutto dai fondali
antistanti le attuali spiagge e zone portuali del territorio
comunale di Terrasini, indicano l'intensa frequentazione
della costa da parte di imbarcazioni, per lo più
da trasporto, da oltre due millenni e dunque la vocazione
prettamente marina di questo territorio, che dal mare trasse
benessere per il suo sviluppo economico e culturale.
I reperti recuperati, costituiti soprattutto
da anfore, fanno parte del carico di due navi onerarie
romane fatte afferire: una al I secolo d.C. e l'altra
alla metà del III secolo a.C. L'abbondanza di tali
rinvenimenti testimonia che la rada di Mezzapraia, a Terrasini,
nell'antichità si trovava lungo una rotta commerciale
passante per la costa della Sicilia occidentale e rappresentava
probabilmente luogo di sosta per approvvigionamento idrico
o di vettovaglie e/o di riparo dalle avverse condizioni
del tempo che probabilmente furono la causa principale del
naufragio delle due navi onerarie.
I ritrovamenti subacquei sono
attualmente esposti nella prima sala del Museo, contestualizzati
nella ricostruzione di una sezione del Kyrenia, la
nave greca da trasporto naufragata a nord di Cipro. La ricostruzione
di una tipica nave oneraria dei tempi, oltre a creare un'ambientazione
idonea in cui collocare i reperti di archeologia subacquea,
è stata, inoltre, effettuata a scopo esplicativo
della tecnica costruttiva 'frame first' e dei sistemi di
stivaggio delle anfore.
Ancora, nella prima sala del Museo, sono esposte differenti
tipologie di anfore, rinvenute in diverse località
lungo i fondali delle coste siciliane, che vanno dall'epoca
protostorica a quella normanna.
Oltre ai reperti di provenienza sottomarina,
la raccolta archeologica del Museo comprende materiali rinvenuti
in varie località site nell'entroterra o nelle immediate
vicinanze di Terrasini. Di particolare rilevanza sono, fra
gli altri, i reperti raccolti su Monte d'Oro (Montelepre).
La tipologia dei manufatti indica una provenienza da centri
abitati a prevalente vocazione rurale di tipo agricolo. Infine,
ma non meno importanti, sono i reperti provenienti da Cozzo
Palombaro. Il materiale litico rinvenuto testimonia, infatti,
un'occupazione della cavità fin dal Paleolitico superiore,
mentre l'insieme delle tipologie ceramiche recuperate, riconducono
ad un orizzonte cronologico compreso fra la prima età
del Bronzo e la media età del Bronzo. Un indizio di
frequentazione umana già in epoca più antica
è però rappresentato dal rinvenimento del bicchiere
campaniforme, vero fossile guida per l'età eneolitica,
la cui presenza è attestata in Sicilia tra la fine
del III e l'inizio del II millennio a.C.
COLLEZIONE NATURALISTICA
Le collezioni naturalistiche del
Museo Regionale rappresentano oggi una grande risorsa non
soltanto per la ricerca ma anche per la divulgazione della
cultura scientifica, delle problematiche di tutela e di conservazione
dell'ambiente naturale. Le collezioni entomologiche e ornitologiche sono senz'altro
quelle numericamente più rappresentate: circa 1500
cassette entomologiche raccolgono insetti che comprendono
l'intera entomofauna siciliana ma anche numerosi insetti esotici.
Tra le raccolte entomologiche quella del principe Raniero
Alliata di Pietratagliata è senz'altro quella che riveste
la maggiore importanza scientifica, non solo per la sua consistenza
numerica ma anche in quanto rappresentativa dell'intera fauna
entomologica della nostra isola. Le collezioni ornitologiche
contano quasi 10.000 uccelli provenienti dalle raccolte Jannizzotto,
Orlando, Trischitta e Vitale che rappresentano buona parte
dell' ornitofauna europea. A queste si aggiungono una più
piccola raccolta di specie esotiche ed una collezione di uova
e nidi di uccelli. Sono inoltre presenti una discreta raccolta
di mammiferi e di rettili, quest'ultimi conservati per la
maggior parte in alcool.
Di grande importanza sono inoltre una vasta raccolta malacologia
che custodisce meravigliose conchiglie provenienti dai mari
e dagli oceani di tutto il mondo e la presenza di una ricca
biblioteca specialistica nel settore delle scienze naturali
che conserva anche pregiati testi antichi.
E' dunque evidente come questo patrimonio
scientifico rappresenta una grande risorsa per la ricerca,
la didattica e soprattutto per l'allestimento di mostre tematiche,
anche a carattere temporaneo, che renderanno dinamico il Museo.
Il percorso espositivo si basa su una interpretazione
delle diverse classi animali in chiave evoluzionistica mettendo
in evidenza le differenze o le similarità anatomiche
e morfologiche frutto di percorsi diversi di adattamento all'ambiente
e di evoluzione. Altre tematiche affrontate sono quelle relative
alla biodiversità, alla variabilità intraspecifica
e alla caratterizzazione delle faune insulari con riferimenti
particolari al territorio della nostra isola e ai popolamenti
faunistici delle isole circumsicialiane.
Una moderna impostazione, vuole i Musei non avulsi dal territorio
circostante in modo che i reperti museali siano visti come
anello di congiunzione testimonianza - realtà. Questo
approccio permette di valorizzare, nella sua interezza, il
patrimonio culturale e ambientale dandone un corretto messaggio
per le generazioni future. Alcuni habitat "in vetrina"
esposti nelle sale prendono spunto da emergenze paesaggistiche
del territorio di Terrasini ed in particolare al biotopo di
Capo Rama.
Questo promontorio, che chiude ad est il golfo di Castellammare,
scende a picco sul mare sovrastato da un ampia area quasi
pianeggiante, pressoché integra, di alto valore naturalistico
tanto da essere stata inserita nell'elenco dei Siti di Importanza
Comunitaria ai sensi della Direttiva europea sulla conservazione
degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della
fauna in Europa. La vegetazione presente è costituita da macchia
e gariga degradata rappresentate da ginestra, olivastro, palma
nana e Opuntia stricta, specie non autoctona ma naturalizzata,
che puņ essere confusa con il comune fico d'india. Interessante
è la presenza dell'Asparagus stipularis, specie presente
in Italia soltanto in questo biotopo e nell'isola di Lampedusa. Per quanto riguarda la fauna, di particolare interesse
risulta essere la presenza di alcune coppie di Gabbiano reale
mediterraneo che da pochi anni hanno colonizzato la scogliera;
inoltre, trovandosi lungo una rotta migratoria, la Riserva,
nei periodi di passo, ospita temporaneamente numerose specie
migratrici.
COLLEZIONE ETNOANTROPOLOGICA
I carretti siciliani
Se si considera il trasporto come leit-motiv, si giunge nella
sala ove sono esposti i mezzi di trasporto tradizionali, i
carretti siciliani, che costituiscono il corpus principale
della sezione etno-antropologica. La Regione Siciliana ha
acquisito nel 1985 questa importante collezione di carri siciliani,
comprendente anche una serie di parti di carro e di oggetti
di cultura materiale, che documentano le varianti tipologiche
di questo mezzo di trasporto, nonché la vietà
di motivi decorativi scolpiti e dipinti e dei soggetti raffigurati
sulle sue superfici. Sono rappresentate le principali scuole
di costruttori e di pittori di carro presenti in Sicilia.
Il carro siciliano è sicuramente tra gli elementi che
connotano la nostra cultura: esso e' un mezzo di trasporto
che accomuna alla funzionalità del trasporto una trasmissione
del sapere quasi enciclopedica. Infatti, ha rappresentato
nell'ottocento un vero e proprio libro dove di volta in volta
venivano raffigurati episodi storico letterari, epico cavallereschi
e religiosi. Si è cercato quindi di risalire alle origini
del carro, ai mezzi di trasporto che lo hanno preceduto per
studiare l'evoluzione delle tecniche costruttive a partire
dal carruzzuni ri voi, dai carri a slitta o ruote con una
stanga centrale, trainata da una coppia di buoi, sostituita
infine da quelli con due stanghe e trainate da un solo animale.
Tutti questi elementi, che differenziano il carro per aree
di provenienza, sono oggetto di approfondimento illustrati
da numerosi apparati didattici.
La ricostruzione della bottega delcarradore,
cioé del costruttore di carri, permetterà di
seguire le tecniche costruttive e vedere le parti strutturali
del carro smontate.
La ricostruzione della bottega del pittore permetterà
di seguire le tecniche e di illustrare il procedimento pittorico
dalla stesura dell'olio di lino, dell'imprimitura o stesura
dello stucco preparato con terra di Sciacca. Ma permetterà
di conoscere pure le tematiche riprodotte grazie alla presenza
di una casistica tipologica completa.
Il repertorio tematico riconduce
a 5 fondamentali generi raffigurati:
1-Devoto-biblico-agiografico
2-Storico-cavalleresco
3-Leggendario- fiabesco
4-Musicale (opere liriche)
5-Realistico-venatorio-veristico
Ma la pittura del carro assolveva anche a diverse funzioni:
protettiva del legno, magico-religiosa-apotropaica di allontanamento
del male e del negativo, pubblicitaria per i carri che hanno
funzione commerciale, per attirare gli acquirenti, di status
symbol per dimostrare la ricchezza del proprietario