| Zona
Archeologica di Segesta
Segesta (Calatafimi) C.da Segesta
tel: 0924952356
Struttura
amministrativa
Carte archeologiche con percorsi di
visita, in formato A3 (mm 420x297) .pdf
(1250k)
Segesta è la più importante
delle città elime. La sua posizione è estremamente
suggestiva poichè essa si trova adagiata su un sistema
collinare che assume variegate fogge, abbellite dall'inserimento
dei suoi monumenti principali: il teatro ed il tempio.
La leggenda dice che fu fondata dagli scampati alla guerra
di Troia guidati da Enea, il quale, prima di approdare a Roma,
vi lasciò una cospicua colonia di suoi concittadini,
tra i quali il vecchio padre. Leggenda a parte, la ricerca
archeologica ancora agli inizi non ha verificato con chiarezza
l'esistenza di chiari legami culturali fra questa città
ed il mondo elimo in generale, e alcune aree dell'Asia Minore.
Gli Elimi furono, comunque, un popolo estremamente raffinato
e per questo soggetto agli influssi dominanti della cultura
greca siceliota, ma non in posizione subalterna, come tutte
le popolazioni cosiddette indigene della Sicilia.Gli Elimi
mantennero rapporti con le civiltà limitrofe, ma cercando
di avere sempre una autonomia che li portò a contrastare
con i Greci in alleanza con i Punici e con questi ultimi in
alleanza con Roma.
Segesta ben presto divenne una potente città che ebbe,
pertanto, un rapporto quasi sempre conflittuale con Selinunte,
forse anche per le rispettive posizioni geografiche contraddittorie.
Fu per questa sua posizione politico-militare che ebbe rapporti
quasi sempre amichevoli con i Punici. Ma, molto saggiamente,
intuendo la nascente potenza romana, passò prestissimo
dalla parte dei Romani, nel 260 a.C.. Fu grazie a questa mossa
politica ed in nome delle comuni origini troiane che i Romani
la esentarono dal pagamento di tributi e le diedero, inoltre,
una certa autonomia politica e di controllo territoriale.
Gli elementi più significativi di Segesta sono il teatro,
il tempio ed il santuario di contrada Mango. Essi rappresentano
ovviamente le funzioni del culto, delle rappresentazioni e
della politica.
Delle altre componenti della città si conoscono le
mura con larticolata Porta di Valle, alcuni quartieri
residenziali e alcuni monumenti pertinenti Segesta medievale
(mura, castello, moschea e borgo sommitale)
Il teatro fu costruito o intorno alla metà del IV o
nel II sec.a.C. (vi sono due teorie al proposito) in quel
punto per le intrinseche qualità panoramiche dell'area
cacuminale del monte Barbaro. Nel sito del teatro si trovava
una grotta con materiale dell'età del bronzo, successivamente
inglobata nella costruzione. E' curioso notare che lo stesso
fenomeno sia avvenuto in occasione della costruzione del teatro
di Siracusa. E' ovvio che le maestranze e gli ideatori del
teatro di Segesta erano di ambiente ellenico data la canonicità
del progetto. Si tratta di uno dei più riusciti esempi
di architettura teatrale collocabile nel passaggio dal tipo
greco a quello romano. La cavea era in parte scavata nella
roccia, in parte costruita con un poderoso muro di contenimento.E'
logico supporre che, malgrado il teatro si trovasse in una
città non greca, esso doveva avere quelle funzioni
e quel ruolo nella città quasi identico a quello che
un analogo monumento aveva nelle città greche. Fu sempre
visibile nel paesaggio. Fu parzialmente scavato agli inizi
del secolo e recentemente restaurato. E' oggi parte della
zona archeologica visitabile di Segesta e viene periodicamente
utilizzato per rappresentazioni teatrali.
Il tempio, di tipo dorico, sorgeva in una suggestiva posizione
extra-urbana, su un poggio ben visibile anche da lontano.
La sua struttura lievemente diversa dai templi greci canonici,
l'assenza di ogni struttura interna (cella, adyton etc.) e
il suo essere in una città non greca, hanno generato
un dibattito acceso fra gli studiosi. Alcuni pensano che si
tratti di un prodotto di tipo greco per un culto greco. In
tal senso le anomalie riscontrate non avrebbero alcun peso
e la cella, al suo interno, sarebbe stata indiziata al livello
di fondazioni essendo, per questi studiosi, il tempio un'opera
non finita. Altri, invece, dicono che si tratta di un semplice
recinto sacro a cielo aperto per un culto non greco. La mancanza
di cella e tetto sarebbero fattori conseguenti all'adozione
di un modello greco soltanto nel suo aspetto esteriore e formale.
Sarebbe logico pensare che la vicinanza delle città
greca, prima fra tutti Selinunte, abbia generato l'idea di
costruire un grande e vistoso edificio templare alla maniera
greca, ma adattandolo alle proprie esigenze di culto ed alla
propria cultura.
Qualunque sia stata l'organizzazione interna del tempio ed
il tipo di culto praticato, è chiaro che la sua funzione
preminente era quella religiosa. Purtuttavia, data la suggestione
del luogo e l'ampio respiro dell'area nella quale sorge il
tempio, è ovvio pensare che tutta la zona fosse un
punto nodale nella struttura urbana di Segesta e nei suoi
percorsi. Fu costruito alla fine del V sec.a.C. Seguì
le vicissitudini della città non subendo, però,
alcuna distruzione vistosa. E' uno dei rari esempi di templi
dorici che non sono mai crollati. Esso è rimasto attraverso
i secoli un elemento insito nel paesaggio, al pari degli elementi
naturali circostanti. Soltanto di recente sono stati effettuati
restauri e consolidamenti della pietra che l'erosione aveva
intaccato. E' oggi una delle maggiori attrattive della zona
archeologica di Segesta e dell'intera Sicilia.
Il santuario di contrada Mango fuori le mura doveva essere
stato realizzato nel VI sec.a.C. Non sappiamo se la logica
che guidò i Segestani a costruire il santuario in questione
fosse stata la stessa che spingeva i Greci a costruire estese
aree sacre al di fuori delle mura. Il santuario è di
proporzioni notevoli. Un muro di temenos racchiude una vasta
area entro la quale dovevano esistere più edifici indiziati
da numerosi elementi architettonici quali capitelli, colonne
etc. Purtroppo lo scavo che lo ha messo in luce non è
che agli inizi sicchè è prematura qualsiasi
considerazione comparativa. Non sappiamo nulla sulla destinazione
cultuale del santuario.
Sempre pertinenti la città ellenistico-romana sono
lagorà ed unedificio abitativo di grande
pregio definito la casa del navarca per le decorazioni
a prora di nave scolpite sui fianchi di un elegante peristilio.
Pertinenti la fase medievale delloccupazione dellarea
sono, oltre ai rifacimenti delle mura di cinta, il castello
medievale annesso al teatro, le due chiese di epoca normanna
e post-medievale, il quartiere medievale e la moschea.

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