DECRETO PRESIDENZIALE 11 giugno 1999 n 21

G.U.R.S. 24 settembre 1999, n. 46

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

 

Regolamento per l'esecuzione dell'art. 7, ultimo comma, della legge regionale 7 novembre 1980, n. 116, per l'attivazione di corsi triennali e di perfezionamento per la formazione di restauratori di beni culturali.

 

 

 

Visto lo Statuto della Regione;

Visto il T.U. delle leggi sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione Siciliana, approvato con D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70, ed, in particolare, l'art. 2;

Vista la legge regionale 7 novembre 1980, n. 116, recante “Norme sulla struttura, il funzionamento e l'organico del personale dell'Amministrazione dei beni culturali in Sicilia”, e, in particolare, l'art. 7;

Udito il parere n. 1101/98 reso dal Consiglio di giustizia amministrativa nell'adunanza del 10 novembre 1998;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 114 dell'11 maggio 1999;

Considerata l'opportunità di approvare mediante regolamento l'attività di corsi triennali e di perfezionamento per la formazione di restauratori di beni culturali, di cui all'art. 7, ultimo comma, della legge regionale 7 novembre 1980, n. 116;

Su proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione;

 

Emana il seguente regolamento:

 

Art. 1

 

Corsi triennali e corso di perfezionamento

 

1. Sono attivati in Palermo presso il Centro regionale per la progettazione ed il restauro della Regione Siciliana, ai sensi dell'art. 7, della legge regionale 7 novembre 1980, n. 116 e della convenzione sottoscritta con il Ministero per i beni culturali ed ambientali in data 10 luglio 1997, corsi triennali per la formazione di restauratori di beni culturali al cui termine è rilasciato, a coloro che avranno sostenuto con esito favorevole gli esami finali, un attestato di frequenza e di profitto.

2. E', altresì, attivato un corso annuale di perfezionamento al termine del triennio, da svolgersi a Roma presso l'Istituto centrale per il restauro.

3. I corsi sono regolati dalle norme contenute nel presente regolamento.

 

Art. 2

 

Finalità dei corsi

 

1. I corsi attivati presso il Centro per la progettazione ed il restauro hanno come obiettivo la formazione di restauratori specializzati dei beni archeologici, artistici, storici e sono finalizzati all'insegnamento:

a) dei principi e delle cause dei processi di deterioramento;

b) della caratterizzazione dei materiali costitutivi, naturali ed artificiali, dei manufatti;

c) delle metodologie di indagine diagnostica, d'intervento, di controllo e di documentazione;

d) dei valori materici, storici e formali da rispettare negli interventi.

 

Art. 3

 

Organi dei corsi

 

1. Sono organi dei corsi triennali:

a) il direttore;

b) il vice direttore;

c) il collegio dei docenti.

 

Art. 4

 

Direttore e vice direttore

 

1. Il direttore dei corsi è il direttore del Centro regionale per la progettazione ed il restauro. Il direttore stipula le convenzioni con istituti universitari, con altri istituti specializzati e con esperti necessari per l'attività didattica dei corsi.

2. Il vice direttore dei corsi è il dirigente regionale componente del Comitato tecnico scientifico previsto dall'art. 3 della convenzione sottoscritta il 10 luglio 1997 con il Ministero per i beni culturali ed ambientali.

3. Il vice direttore dei corsi, sulla base delle determinazioni del Comitato tecnico scientifico e sentito il collegio dei docenti, provvede all'attuazione dei programmi di insegnamento; organizza i singoli corsi e ne cura il puntuale svolgimento; esercita funzioni di coordinamento dei docenti e del personale di supporto alle attività didattiche; è responsabile del buon andamento delle attività didattiche; vigila affinché gli studi si svolgano con regolarità.

4. Il vice direttore dei corsi, per lo svolgimento dei propri compiti, si avvale di un apposito gruppo di lavoro.

 

Art. 5

 

Collegio dei docenti

 

1. Il collegio dei docenti è presieduto dal direttore ed è composto dal vice direttore e da tutti i docenti e si articola in sezioni composte dai docenti dei singoli anni di corso.

2. Il collegio dei docenti esprime pareri e formula proposte sulle questioni sottoposte dal direttore o dal vice direttore sui programmi di studio, sulle modalità di svolgimento dei corsi, con riferimento anche alle sedi e all'organizzazione didattica e delibera in materia disciplinare nei riguardi degli studenti.

3. Il collegio dei docenti si riunisce di norma ogni tre mesi e comunque su convocazione del direttore.

 

Art. 6

 

Personale docente

 

1. Gli incarichi di insegnamento, in rapporto alle esigenze dei corsi, sono conferiti annualmente, con provvedimento dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione su proposta del direttore del Centro regionale per la progettazione ed il restauro, fra il personale dell'Istituto centrale per il restauro, del Centro regionale per la progettazione ed il restauro e dell'Amministrazione regionale dei beni culturali.

2. Per particolari materie per le quali non esistono le corrispondenti competenze nel personale di cui al comma 1°, possono essere conferiti incarichi annuali di insegnamento anche ad esperti di riconosciuta qualificazione professionale. Ai relativi oneri provvederà il Centro regionale per la progettazione ed il restauro.

3. Gli incarichi di docenza sono conferiti secondo il criterio della professionalità attinente alla materia di insegnamento valutata in relazione all'attività lavorativa prestata, ai precedenti incarichi di insegnamento, alle pubblicazioni, ai lavori originali, ai corsi di formazione.

 

Art. 7

 

Corsi e materie di insegnamento

 

1. I corsi hanno durata triennale.

2. Le materie di insegnamento e il numero delle ore sono determinati nell'allegato piano di studi predisposto e periodicamente aggiornato dal Comitato tecnico scientifico.

 

Art. 8

 

Modalità di accesso e requisiti

 

per l'ammissione ai corsi triennali

 

1. Ai corsi triennali si accede mediante selezione pubblica, per esami e titoli, bandita con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali, di norma entro il mese di ottobre dell'anno precedente a quello di inizio dei corsi. Ove ritenuto necessario o opportuno dal Comitato tecnico scientifico, a seguito di verifica del numero dei candidati, si procederà a prove preselettive attinenti alle prove d'esame, tese ad accertare le attitudini manuali dei concorrenti. Il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e della Comunità europea.

2. Per l'ammissione ai corsi sono richiesti i seguenti requisiti:

a) età non inferiore ai 18 anni e non superiore a 30;

b) diploma di scuola media di secondo grado;

c) cittadinanza italiana o comunitaria. Sono ammessi alle stesse condizioni, anche i cittadini di altri Stati purché in possesso dei requisiti e del titolo di studio equiparato a quello richiesto per i cittadini italiani;

d) idoneità fisica alle attività che il settore di studi prescelto comporta;

e) non aver subito condanne a pene detentive per delitto non colposo o di non essere stato sottoposto a misure di prevenzione.

3. Le pratiche per l'ammissione alla selezione pubblica dei cittadini non comunitari devono essere svolte tramite le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane che hanno sede nel Paese di residenza del candidato.

4. I requisiti devono essere posseduti dal candidato alla data di scadenza dei termini di presentazione della domanda. I vincitori dovranno certificarne il possesso prima dell'inizio dei corsi.

 

Art. 9

 

Posti messi a pubblica selezione

 

1. Il numero dei posti messi annualmente a pubblica selezione, destinati a due settori, è determinato dal bando.

2. I settori sono:

a) conservazione dei dipinti e dei loro supporti, delle superfici architettoniche e dei manufatti lapidei, musivi e degli stucchi;

b) conservazione dei metalli e dei vari materiali costitutivi le suppellettili antiche.

3. I settori possono essere modificati o ampliati su proposta del Comitato tecnico scientifico.

4. Il numero dei posti messi annualmente a pubblica selezione non può essere superiore a venti.

 

Art. 10

 

Commissione giudicatrice

 

1. La commissione giudicatrice per l'ammissione ai corsi è nominata con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.

2. La commissione è così composta:

a) dal direttore del Centro regionale per la progettazione ed il restauro con funzione di presidente;

b) dal vice direttore dei corsi triennali;

c) da due funzionari tecnico-scientifici appartenenti al ruolo dell'Istituto centrale del restauro;

d) da un dirigente tecnico scientifico appartenente al ruolo dei beni culturali ed ambientali del Centro regionale per la progettazione e il restauro;

e) da un restauratore con diploma riconosciuto dall'Istituto centrale del restauro;

f) da un restauratore appartenente al ruolo del Ministero dei beni culturali ed ambientali con qualifica attinente alle materie d'esame.

3. I componenti di cui alle lett. c), d), e) ed f) del comma 2 non possono far parte della commissione per due anni consecutivi, salvo il caso di comprovata necessità.

4. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un funzionario del Centro regionale per la progettazione ed il restauro.

5. Alla commissione possono essere aggregati membri aggiunti per materie speciali.

6. Ove ritenuto necessario per il numero dei candidati, la commissione giudicatrice potrà operare anche attraverso sottocommissioni.

 

Art. 11

 

Prove per l'ammissione ai corsi

 

1. L'esame di ammissione consta delle seguenti prove:

a) attitudinale;

b) pratica;

c) orale.

2. Nella prova attitudinale i candidati devono dimostrare la propria capacità manuale di rappresentazione grafica di un manufatto di interesse storico-artistico.

3. Nella prova pratica i candidati devono dimostrare di conoscere, attraverso una concreta realizzazione, i procedimenti delle tecniche artistiche finalizzati alla metodologia dell'intervento di restauro, nell'ambito del settore prescelto.

4. Nella prova orale i candidati devono dimostrare, anche attraverso la lettura di testi in lingua inglese, la conoscenza della storia dell'arte, dei materiali e delle tecniche di produzione artistica anche con riferimento all'arte siciliana.

5. I candidati stranieri devono superare una prova preliminare volta ad accertare la conoscenza della lingua italiana.

6. La valutazione è espressa in decimi. Sono ammessi a sostenere la prova pratica i candidati che avranno riportato almeno sei decimi nella prova attitudinale. Sono ammessi a sostenere la prova orale i candidati che avranno conseguito una votazione non inferiore a sei decimi nella prova pratica.

7. Al termine delle prove la commissione giudicatrice, compila per ogni settore messo a concorso, la graduatoria, che è approvata dall'Assessore regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione.

8. Sono idonei i candidati che abbiano conseguito una votazione complessiva non inferiore ai diciotto trentesimi, con non meno di sei decimi nella prova orale.

9. A parità di punteggio precede nella graduatoria il candidato che abbia conseguito l'idoneità in precedenti concorsi banditi dall'Istituto centrale per il restauro o dall'Opificio delle pietre dure di Firenze, o che sia in possesso di altri titoli di studio individuati nel bando.

10. Le graduatorie sono affisse all'albo del Centro per un periodo non inferiore a quindici giorni e pubblicate nel Bollettino Ufficiale dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione ed anche, per notizia, nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Dalla scadenza del termine dei quindici giorni decorrono i termini per eventuali ricorsi.

 

Art. 12

 

Durata e svolgimento dei corsi

 

1. L'anno scolastico ha la durata di undici mesi e di norma inizia a novembre e termina a ottobre dell'anno successivo; gli orari e i programmi sono definiti dal collegio dei docenti secondo le determinazioni del Comitato tecnico scientifico.

2. I programmi prevedono lezioni teoriche, esercitazioni ed applicazioni pratiche in laboratorio e in cantieri esterni, anche in periodo estivo.

3. Per la partecipazione ai cantieri fuori sede agli studenti compete il rimborso della spesa per il viaggio, vitto e alloggio nella misura e con le mobilità previste dalle vigenti norme regionali in materia di trattamento economico di missione previste per gli operatori tecnici.

4. Il monte ore delle lezioni teoriche, di norma, non può essere superiore a quello delle esercitazioni pratiche.

 

Art. 13

 

Frequenza dei corsi ed esami

 

1. La frequenza dei corsi è gratuita ed obbligatoria.

2. L'ammissione all'anno successivo e all'esame per il conseguimento dell'attestato sono deliberate dal collegio dei docenti che valuta i risultati ottenuti dello studente nelle discipline teoriche e nelle applicazioni pratiche.

3. Nelle materie di insegnamento la valutazione è espressa in decimi e va effettuata entro il 30 giugno. Per un massimo di due insufficienze è prevista la prova d'appello entro la conclusione dell'anno scolastico.

L'insufficienza nella prova d'appello determina l'esclusione dal corso.

4. L'attitudine pratica dello studente è valutata in decimi e in due tempi, sulla base delle esercitazioni e dalle applicazioni pratiche svolte durante l'anno nei laboratori di restauro e nei cantieri estivi.

L'insufficienza nell'attitudine pratica determina l'esclusione dal corso.

5. Per conseguire l'attestato di frequenza e profitto gli allievi devono aver superato gli esami previsti ed una prova finale consistente nella predisposizione e discussione di un elaborato teorico pratico.

6. La commissione esaminatrice per il rilascio dell'attestato è nominata con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.

7. La commissione è composta da sette membri esperti nelle discipline attinenti agli argomenti della prova finale. La commissione di cui fanno parte di diritto il direttore o il vice direttore della scuola dell'Istituto centrale per il restauro, o loro delegato, il direttore o il vice direttore dei corsi del Centro regionale o loro delegato, di norma, svolge i propri lavori nella sede del centro.

 

Art. 14

 

Anno di perfezionamento e relativo attestato

 

1. Al corso annuale di perfezionamento che si svolgerà in Roma presso l'Istituto centrale per il restauro, sono ammessi, su domanda in numero non superiore a dieci in base alla graduatoria di merito, coloro che avranno superato, con esito positivo, l'esame finale del triennio.

2. L'anno di perfezionamento comporta un lavoro sperimentale di restauro, pratico e teorico, la frequenza di seminari sulle problematiche conservative nell'attività di laboratorio e l'elaborazione di una tesi.

3. L'esame finale per il conseguimento dell'attestato di perfezionamento, rilasciato dall'Istituto centrale per il restauro, consiste nella discussione della tesi sul lavoro svolto.

4. Agli ammessi al corso di perfezionamento potranno essere concesse, con decreto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali, borse di studio previste dal 2° comma dell'art. 20 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80, secondo la graduatoria di merito e nei limiti delle disponibilità finanziarie annuali.

 

Art. 15

 

Attestato di frequenza e profitto

 

1. L'attestato di frequenza e profitto costituisce titolo nei concorsi per l'accesso alla qualifica di restauratore banditi dall'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione e dal Ministero dei beni culturali ed ambientali, nonché da altri enti pubblici.

2. L'attestato di perfezionamento costituisce ulteriore titolo valutabile nei concorsi di cui al comma 1.

 

Art. 16

 

Doveri dello studente e sanzioni disciplinari

 

1. Lo studente deve in particolare:

a) partecipare con diligenza alle attività didattiche;

b) rispettare l'orario dei corsi e non assentarsi senza autorizzazione;

c) durante l'orario dei corsi mantenere nei rapporti interpersonali una condotta corretta;

d) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi e strumenti a lui affidati;

e) non valersi di quanto è di proprietà del Centro per fini personali;

f) in caso di malattia dare tempestiva comunicazione alla segreteria della scuola, salvo comprovato impedimento;

g) il numero massimo di assenze consentite non può superare il limite di un settimo delle ore del corso.

2. Le violazioni da parte degli studenti dei doveri di cui al comma 1 danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, all'applicazione delle seguenti sanzioni:

a) ammonizione verbale;

b) sospensione dal corso sino ad un massimo di dieci giorni;

c) interdizione temporanea dal corso.

d) espulsione dai corsi.

3. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 2 alle lettere a), b), sono applicate dal direttore dei corsi; mentre le sanzioni disciplinari alle lettere c) e d) sono applicate dal direttore dei corsi sentito il collegio dei docenti, di cui all'art. 5 del presente regolamento, secondo la gravità dell'infrazione, previa contestazione scritta e sentito lo studente.

 

Art. 17

 

Prevenzione sanitaria

 

1. Con la periodicità disposta dal competete organo sanitario, gli studenti si assoggettano agli accertamenti previsti dalle vigenti disposizioni.

2. Il mancato assoggettamento agli accertamenti e la temporanea inabilità dello studente determinano la sospensione delle attività che comportino prestazioni esposte a rischio.

3. La sopravvenuta inidoneità fisica dello studente, certificata dal competente organo, determina il definitivo allontanamento dai corsi.

4. E' assicurato il segreto professionale sulle condizioni sanitarie.

5. Nell'espletamento delle attività didattiche trovano applicazione le vigenti disposizioni in materia di igiene, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Art. 18

 

1. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Palermo, 11 giugno 1999

CAPODICASA

 

Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione Siciliana, addì 27 agosto 1999.

Reg. n. 2, Atti del Governo, fg. n. 11.