CIRCOLARE 11 gennaio 1993, n. 1

G.U.R.S. 6 marzo 1993, n. 11

ASSESSORATO

 

DEI BENI CULTURALI ED AMBIENTALI

 

E DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

Volontariato per i beni culturali.

 

Ai soprintendenti per i beni culturali

ed ambientali

Ai direttori dei musei e delle gallerie regionali

Ai direttori delle biblioteche regionali

Al direttore del Centro regionale per il catalogo

Al direttore del Centro regionale per il restauro

 

Nell'attesa dell'emanazione di una normativa regionale in tema di attività di volontariato, appare opportuno fornire fin d'ora alcune preliminari indicazioni cui attenersi nei rapporti fra gli istituti in indirizzo e le organizazioni di volontariato attive nel campo dei beni culturali ed ambientali.

Negli anni recenti, infatti, risulta essersi avviata in svariati casi una proficua collaborazione fra le soprintendenze ai beni culturali e alcune associazioni operanti da anni nel territorio regionale.

Tali esperienze si inscrivono in una più ampia tendenza, da parte della società civile, a esprimere una partecipazione attiva al funzionamento delle organizzazioni pubbliche al perseguimento e alla tutela di benefici collettivi, tendenza che ha trovato riconoscimento e valorizazione, oltre che nella legge - quadro 11 agosto 1991, n. 266, anche in recenti provvedimenti della amministrazione nazionale dei beni culturali.

Va ovviamente sottolineato che, così come del resto avviene per molti altri campi in cui si esplicano attività di volontariato, gli apporti esterni dovranno essere sottoposti ad un rigoroso esame da parte dell'Amministrazione tanto in sede di proposta e progettazione, quanto in sede di sorveglianza e valutazione delle attività di volontariato medesime.

Ciò premesso, gli istituti in indirizzo nelle more dell'emanazione della legge regionale sul volontariato, e in analogia con le disposizioni della legge 11 agosto 1991, n. 266 (non disponibile), art. 6, in materia di registri delle organizzazioni di volontariato, possono stipulare accordi di collaborazione a termine con associazioni di volontariato che risultino istituite da almeno cinque anni, che siano affiliate al Centro nazionale per il volontariato o ad altro organismo operante a livello nazionale nel settore dei beni culturali ed ambientale (come ad es. L'Archeoclub d'Italia), e dei quali risulti certificata la pregressa attività, per un periodo di almeno 3 anni, nel territorio della Regione Siciliana.

Gli Istituti in indirizo, in sede di stipula degli accordi, dovranno espressamente richiamarsi alle seguenti prescrizioni.

Preliminarmente, alla conclusione dei suddetti accordi dovrà accertarsi che gli statuti o atti costitutivi delle organizazioni di volontariato presentino, oltre a finalità attinenti la conoscenza, e/o la tutela, e/o la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, i requisiti di cui all'art. 3 della legge n. 266/91 (assenza di fini di lucro, anche indiretti, democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche associative, gratuità assoluta delle prestazioni fornite dagli aderenti, rigorosi criteri di ammissione ed esclusione, obblighi e diritti degli aderenti medesimi).

Il rapporto fra codesti istituti e le organizzazioni stipulanti comporta l'espletamento di un servizio di interesse pubblico da parte delle organizzazioni stesse e dei loro aderenti, che collaborano in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà, ad una attività istituzionalmente rimessa a questa Amministrazione. Restano, pertanto, esclusi dall'ambito di applicazione degli accordi in parola eventuali rapporti con cooperative di servizi o altre entità che per fini, struttura e modalità operative non presentino le caratteristiche suddette.

L'attività dei singoli volontari non può essere retribuita in alcun modo, e la stessa non può dare luogo a un rapporto di lavoro subordinato, correlato, autonomo o ad ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale tanto con gli istituti beneficiari quanto con l'organizzazione di cui il volontario fa parte. I volontari non potranno essere utilizzati a copertura di posti in organico nè comunque in sostituzione di personale dipendente, impiegatizio od operaio.

Lo svolgimento di mansioni di addetto a servizi di sorveglianza non comporta il riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza.

A coloro che hanno espletato attività di volontariato le organizzazioni di appartenenza potranno rimborsare soltanto le spese effettivamente sostenute per l'attività svolta, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni medesime.

Sotto tale profilo, gli accordi in argomento potranno prevedere la corresponsione alle organizzazioni di somme a titolo di rimborso - spese secondo le modalità e nei limiti già previsti per i c.d. assuntori di custodia e per altre spese afferenti al cap. 38352 del bilancio della Regione Siciliana, fermo restando che, a seguito delle emanazione della normativa regionale su1 volontariato, la materia dei rimborsi - spese potrà venire diversamente regolata.

Si precisa, altresì, che le associzioni di volontariato dovranno provvedere a loro carico alla regolarizzazione assicurativa dei propri aderenti che presteranno attività di volontariato, mediante la stipula di assicurazioni contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa, nonchè a copertura della responsabilità civile verso i terzi. Gli oneri relativi sono a carico delle associazioni, ferma restando la possibilità che, a seguito dell'adozione della disciplina regionale della materia, si provveda per il futuro (dunque soltanto per spese e rapporti di collaborazione futuri), all'istituzione nel bilancio della Regione di un apposito capitolo di spesa.

Le organizzazioni stipulanti, e per esse i loro legali rappresentanti, dovranno espressamente rispondere (eventualmente anche in sede di responsabilità per danni civili) della buona condotta dei volontari aderenti e della regolare esecuzione delle prestazioni di cui agli accordi di collaborazione.

Saranno privilegiate le offerte di collaborazione che utilizzino i volontari nella vigilanza di beni culturali a rischio (zone archeologiche periferiche o beni culturali isolati); in visite guidate a musei, zone archeologiche e monumenti; per assicurare l'apertura quotidiana, con orari prolungati, di musei e biblioteche; nei rapporti con le istituzioni scolastiche volti a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale siciliano; nella ricerca critico - artistica; in itinerari guidati rivolti a non vedenti; nella sorveglianza di zone di alto pregio ambientale e paesistico particolarmente esposte al rischio di modificazioni e alterazioni.

Le associazioni di volontariato dovranno dichiarare alla soprintendenza competente per territorio, o alle altre istituzioni interessate a concludere accordi di collaborazione a termine, la propria disponibilità a stipulare tali accordi e forniranno, eventualmente, proposte operative al riguardo. Negli accordi saranno da indicare specificamente le finalità che si intendono perseguire, il numero dei volontari da utilizzare, i titoli di studio e curricula vitae che rendono questi ultimi idonei alla realizzazione delle attività previste.

Negli accordi dovrà, altresì, essere specificata la durata della prestazione, quantificandola in giorni e ore di presenza o comunque di attività, nonchè i mezzi di cui l'organizzazione si avvarrà per la realizzazione del progetto.

La presente circolare sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, al fine di garantirne la massima diffusione.

L'Assessore: FIORINO