DECRETO 18 ottobre 1999.

G.U.R.S. n. 35/2001


Dichiarazione di notevole interesse pubblico di alcune ville e giardini storici ubicati nel territorio comunale di Trapani ed Erice.

L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE


Visto lo Statuto della Regione;
Visto il D.P.R. 30 agosto 1975, n. 637, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di tutela del paesaggio, di antichità e belle arti;
Visto il T.U. delle leggi sull'ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione siciliana, approvato con D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70;
Vista la legge regionale 10 agosto 1977, n. 80;
Vista la legge regionale 7 novembre 1980, n. 116;
Vista la legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali e panoramiche;
Visto il regolamento di esecuzione della predetta legge n. 1497, approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357;
Vista la legge 8 agosto 1985, n. 431;
Esaminato il verbale redatto nella seduta del 3 luglio 1995, nel quale la commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Trapani ha proposto di sottoporre a vincolo paesaggistico, ex art. 1, n.2, della legge 29 giugno 1939 n. 1497, le ville e i giardini storici di Trapani e di Erice e più esattamente: villa Abate Nobili, villa Francesca, villa Maria, villa Burgarella Le Torri, villa Pampalone e villa Margherita, ubicate nel territorio comunale di Trapani e villa Roccaforte, sita nel territorio comunale di Erice, secondo quanto descritto nel verbale stesso a cui si rimanda e che fa parte integrante del presente decreto;
Ritenuto che le motivazioni riportate nel succitato verbale, a supporto della proposta di vincolo, sono sufficienti e congrue e testimoniano di una realtà storica-artistica singolarissima che presenta tutti i requisiti per essere oggetto di una studiata e corretta tutela che impedisca il degrado dei beni in questione, il cui rilevante e dettagliato interesse scientifico comporta la necessità di impedire qualsiasi incontrollata alterazione dei luoghi, tanto più che la problematica della conservazione dei centri antichi, solo da poco oggetto di attenzione legislativa e dei primi provvedimenti di recupero, mentre ha indotto gli amministratori a preoccuparsi delle trasformazioni delle aree periferiche, ha trascurato le questioni poste dalle residenze suburbane storiche e dal loro degrado.
Nello specifico caso trapanese, la diffusione suburbana dell'architettura di villa dal XVIII secolo in poi, è stata tale che, ad un'analisi attenta essa appare, in definitiva, la matrice dello sviluppo urbano di Trapani, avvenuto a partire dalla seconda metà del secolo scorso. E' dunque evidente che il censimento ed il rilievo di queste ville rappresenta il momento della conoscenza dello spazio architettonico, ma anche dello spazio urbano da ogni punto di vista, da quello storico filologico a quello strutturale, da quello ambientale a quello ecologico, e consente di acquisire una serie di preziose testimonianze e documentazioni indispensabili per il recupero ed il restauro di quel patrimonio culturale.
A questa logica concorrono anche gli strumenti offerti dalla legge n. 1497/39 e dalla legge n. 431/85.
Le ville rilevate, dislocate lungo l'asse stradale Trapani-Palermo, risalgono ad un arco temporale che parte dai primi dell'ottocento per giungere ai primi decennni del nostro secolo; dal punto di vista architettonico esse, pur offrendo alcuni episodi alquanto raffinati, sono accomunate da un eclettismo che presenta talora caratteri talora classici, talvolta un po' più inclini al manierismo, ma soprattutto spiccatamente "liberty".
Oggi queste ville versano in condizioni di degrado e rischiano di essere cancellate definitivamente, con l'irrimediabile perdita di un patrimonio culturale che testimonia un preciso periodo storico delle città di Trapani ed Erice.
Alla difficoltà di gestione e manutenzione da parte della proprietà privata, si sono aggiunte altre, ancora più pericolose, cause di depauperamento. Infatti la trasformazione progressiva e inesorabile prodotta dalla crescita urbana, le mutazioni produttive del territorio, la radicale trasformazione tecnologica del settore agricolo, hanno condotto a modificazioni ambientali pesanti che influiscono sui brani di verde storico e sui giardini che ne erano parte integrante.
Il giardino storico è una testimonianza culturale complessa fatta di elementi estetici, scientifici e tecnologici, che, nel corso del tempo, hanno contribuito alla sua creazione ed alle sue modificazioni: esso costituisce un unicum, con un proprio processo di sviluppo e una propria storia (nascita, crescita, mutazione, degrado) che riflette la società e le culture che l'hanno ideato, costruito, usato o che, comunque, sono entrate in relazione con esso.
Da questo punto di vista la denominazione di "giardino storico" si può applicare sia ai giardini modesti che ai parchi ordinati o paesistici. Sia legato ad un edificio (di cui allora è il complemento inseparabile), ovvero isolato in una specifica area urbana o extraurbana, il giardino storico non può essere separato dal suo contesto ambientale e la sua tutela è perciò correlata a un'opera di programmazione e di pianificazione delle risorse.
Il "giardino storico" appare oggi frutto di successive composizioni e ricostruzioni di un complesso dinamico, dove i vandalismi umani, le intemperie e soprattutto la vitalità della natura, hanno sempre insieme congiurato ad alterare, modificare, distruggere l'assetto che progettisti e costruttori si sono sforzati, nel corso del tempo, di imporre la giardino.
Il "giardino storico" è comunque un "bene culturale", sino a quando mantiene le caratteristiche di documento. Esso pertanto non può essere impunemente stravolto nei rapporti e nella conformazione, mutato attraverso arbitrari abbellimenti floristici o arborei, degradato attraverso l'incuria.
Il "giardino storico" non va confuso con il verde urbano, e quindi non è semplice area verde sita in città, ma costituisce il prodotto architettonico degli interventi di ideazione e costruzione avvenuti in epoca storica: in un contesto urbano, il giardino, la villa e le costruzioni circostanti configurano un paesaggio costituito da un'articolazione di elementi fra loro complementari, tra i quali il verde si inserisce con una specifica identità.
Un'analisi del significato più generale di questi spazi verdi, all'interno del tessuto urbano, conduce alla lettura univoca del significato e dell'importanza di queste aree, che costituiscono un contrappunto rispetto alla città edificata.
Accertato in particolare che la villa Abate Nobili, situata in via Marconi, lungo l'asse di espansione ottocentesca Trapani-Palermo, dove si trovano altre ville dello stesso periodo, è costruita secondo un progetto unitario datato 1870.
Venne edificata su una porzione del latifondo appartenuto ai Quartana e, seppure mai completata nelle decorazioni interne, rimane integra come manufatto architettonico, anche se ha purtroppo perso i caratteri di "giardino mediterraneo".
Gli eventi storici (bellici) e naturali (alluvioni), e le mutate condizioni economiche dei proprietari, hanno segnato l'intera composizione: restano le grandi masse arboree del giardino, mentre sono andati distrutti viali e sentieri e, sono state danneggiate le siepi e gli altri elementi connotanti l'originaria struttura del giardino.
L'intera composizione planimetrica dell'area su cui insiste la villa è regolata da un viale principale, ideale asse di simmetria, che dall'ingresso di via Marconi attraversa tutta la villa. Il viale giunge ad una seconda area perimetrata, che delimita la villa e il giardino all'italiana antistante.
Il giardino si estende su un'area di forma trapezoidale ed è formato da due parti distinte: il giardino "utilitario", che si sviluppa ai bordi del viale principale d'ingresso, impiantato secondo una originaria e precisa suddivisione del terreno, coltivato ad agrumeto e ad orto, ed il giardino estetico, antistante il prospetto principale e laterale del fabbricato, che si articola in parterres geometrici con aiuole a perimetro curvilineo con fiori ed esemplari isolati di specie arbustiva quali: l'araucaria, cipressi, siepi d'alloro, cycas, dracena, yucca, etc.
La villa, tipologicamente definibile "palazzo"si articola su tre livelli, oltre ad un piano di servizio che occupa parzialmente l'ala sud del fabbricato. Nel secondo corpo di fabbrica, staccato dalla villa, trovano posto i depositi, le stalle, i locali di servizio e l'ingresso secondario coperto. La villa con il suddetto corpo annesso definisce la corte retrostante dalla quale continua il viale coperto da pergolato ai cui bordi le aree sono coltivate ad uliveto.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita A, foglio 12, particella 525, sub. 1, via Guglielmo Marconi, piano terra; sub. 5, via TP-PA e via Guglielmo Marconi, piano terra (beni comuni);
-  partita 1029052, foglio 12, particella 91, sub. 5, via Nazionale TP-PA, piano terra; sub. 4, via Guglielmo Marconi, piano 2° e 3°, Fontana Anna, nata a Trapani il 20 ottobre 1957 (proprietaria per 1/2) e Fontana Daniela Maria, nata a Trapani il 21 maggio 1965 (proprietaria per 1/2);
-  partita 1029053, foglio 12, particella 525, sub. 3, via Guglielmo Marconi, piano T.1; area urbana di mq. 35; Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935 (proprietaria per 1000/1000mi);
-  partita 1029055, foglio 12, particella 525, sub. 2, via Guglielmo Marconi, piano T.1; Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 aprile 1927 (proprietaria per 54/100mi);
-  partita 1029054, foglio 12, particella 91, sub. 7, via Nazionale TP-PA, piano terra; Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927 (proprietaria per 54/100mi); Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935 (proprietaria per 46/100mi);
-  partita 1029057, foglio 12, particella 91, sub. 1, 2, 3, via Nazionale TP-PA, piano terra; sub. 4, via Palermo, piano T.1; Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944 (proprietaria per 1000/1000mi);
-  partita 1031314, foglio 12, particella 91, sub. 6, via Nazionale TP-PA, piano terra; Salvo Natale, nato a Trapani il 10 luglio 1920 (proprietario per 1/3); Salvo Maria Antonia, nata a Trapani il 4 aprile 1956 (proprietaria per 1/3); Salvo Bartolomeo, nato a Trapani il 23 gennaio 1960 (proprietario per 1/3);
-  partita 45797, foglio 12, particella 5, superficie Ha. 00.61.10, seminativo; particella 6, superficie Ha. 00.33.90, orto irriguo; particella 518 (ex 31a); particella 516; Burgarella Annamaria, nata a Trapani il 18 gennaio 1929 (proprietaria per 1/4); Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944 (proprietaria per 1/4); Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935 (proprietaria per 1/4); Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927 (proprietaria per 1/4);
-  foglio 12, particella 522 (ex 28g), superficie Ha. 00.15.98, agrumeto; Fontana Anna, nata a Trapani il 20 ottobre 1957 (proprietaria per 1/2); Fontana Daniela Maria, nata a Trapani il 21 maggio 1965 (proprietaria per 1/2);
-  foglio 12, particella 520 (ex 28e), superficie Ha. 00.11.20, agrumeto; particella 526 (ex 31b); Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935 (proprietaria per 1000/1000mi);
-  foglio 12, particella 519 (ex 28d), superficie Ha. 00.02.09, agrumeto; particella 521 (ex 28f), superficie Ha. 00.16.39, agrumeto; Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927 (proprietaria per 1000/1000mi);
-  foglio 12, particella 517 (ex 28b), superficie Ha. 00.26.20, agrumeto; particella 564 (ex 29), superficie Ha. 00.00.82, fabbricato rurale; Burgarella Annamaria, nata a Trapani il 18 gennaio 1929 (proprietaria);
-  foglio 12, particella 524 (ex 28i), superficie Ha. 00.21.70, agrumeto; Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944 (proprietaria per 1000/1000mi);
Accertato altresì che la Villa Francesca, un tempo villa Aula Adragna d'Altavilla, edificata intorno al 1890, che sorge subito dopo il quadrivio dell'autostrada A29 e la via Marconi, insiste su un'area di forma irregolare, delimitata ad ovest da un canale artificiale di raccolta d'acqua, a nord dalla S.S. 113 e ad est e a sud da trazzere interne a servizio della proprietà; l'area, bipartita dal viale d'ingresso fiancheggiato da palme e da ficus Benjamina e prospiciente la S.S. 113, è destinata a giardino utilitario coltivato ad agrumeto e ad uliveto, mentre la parte immediatamente adiacente la villa risulta destinata a giardino estetico e a giardino utilitario così come la zona retrostante la villa.
L'impostazione della villa è quanto mai semplice, constando di un corpo di fabbrica ad "U" con facciate perfettamente piane il cui asse di simmetria è ruotato di 15° circa rispetto all'asse del viale d'ingresso e si compone di 2 elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano.
Il corpo basso dei servizi sul lato ovest contribuisce a definire il piazzale antistante la villa. All'interno del l'area del giardino sorge un ulteriore corpo di fabbrica con corte interna destinato a stalla, magazzini e deposito derrate che versa in precarie condizioni di conservazione. Il fronte principale della villa, di gusto neoclassico, è scandito dai due portoni d'ingresso e dalle finestre inquadrate da mostre e coronate da cappelli rettilinei, triangolari e semicircolari.
Il giardino prospiciente la villa è suddiviso in settori non simmetrici, anche se traspare un'intenzione di simmetria successivamente abbandonata: da un lato del viale abbiamo un giardino estetico con impianto geometrico a comparti con al centro una Cycas le cui aiuole sono bordate da siepi di bosso ed arricchite dalla presenza di alberi di Giuda, dalle palme di un esemplare di ficus Bengalensis, disposti però senza una norma compositiva; la parte opposta del viale invece è coltivata ad agrumeto.
Lo slargo retrostante la villa è cinto da magnolie, yucche e ficus Benjamina e da una vegetazione bassa di agavi americane. La rimanente parte del giardino retrostante è coltivata ad uliveto con la sola presenza di un viale di pini.
La presenza di gazebi in muratura, di panchine in pietra, di una vasca con puttini e di spazi ombreggiati da piante rampicanti contribuiscono al decoro del giardino.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita 100, foglio 13, particella 6, sub. 1, 2, 3, 4, contrada Milo, piano terra; sub. 5, contrada Milo, piano 1°; particella 8, sub. 1, 2, contrada Milo, piano terra; particella 6, sub. 4, contrada Milo, piano terra-1°-2°; Aula Francesco, nato a Trapani il 31 marzo 1905 (proprietario, deceduto il 26 settembre 1991); Barraco Mafalda, nata a Pola il 24 gennaio 1931 (erede per 1/2); Aula Leonarda, nata a Roma il 29 gennaio 1940 (erede per 1/2);
-  partita 18972, foglio 13, particella 5, superficie Ha. 00.60.74, fabbricato rurale; particella 7, superficie Ha. 01.36.20, agrumeto; particella 10, superficie Ha. 01.58.50, uliveto; particella 93, superficie Ha. 00.59.20, agrumeto; particella 12, superficie Ha. 00.09.60, fabbricato rurale; particella 243, superficie Ha. 00.38.50, seminativo; particella 11, superficie Ha. 08.71.90, seminativo; Aula Francesco, nato a Trapani il 31 marzo 1905 (proprietario, deceduto il 26 settembre 1991); Barraco Mafalda, nata a Pola il 24 gennaio 1931 (erede per 1/2); Aula Leonarda, nata a Roma il 29 gennaio 1940 (erede per 1/2);
Accertato che la villa Maria, edificata alla fine della seconda metà dell'ottocento, si trova in contrada Milo, lungo la strada statale n. 113 Trapani-Palermo-Milo. Si compone di due elevazioni fuori terra: piano terra e 1° piano. Le facciate sono rigidamente simmetriche intonacate di colore rosa chiaro con ricorsi e conci d'angolo caratterizzati dal bianco. Il giardino antecedente alla costruzione della villa fu impiantato su di un'area di forma trapezoidale, limitrofa al giardino di villa Francesca dalla quale è diviso da una stradella interpoderale. Un lungo viale d'accesso bordato da alti ficus e pini conduce alla fabbrica padronale davanti alla quale vi è una situazione composite a viali, in parte sinuosi ed in parte regolari, (con scambiatori circolari di percorsi) ed aggruppamenti sparsi di specie arboree e arbustive alcune delle quali esotiche.
Il giardino retrostante la villa ad impianto regolare risulta suddiviso, dalla continuazione del viale d'ingresso, in due grandi aree che si articolano in quattro settori geometrici definiti da percorsi trasversali i cui perimetri sono bordati da siepi di bosso e da diversi arbusti.
L'impianto del giardino è nel suo insieme particolarmente elegante, suddiviso in aiuole alcune contornate da sassi di pietra locale. Esso ospita varie specie fra le quali: il ficus magnolioides, il ficus benjamina, oltre alle due araucarie disposte come al solito simmetricamente di fronte al prospetto principale. Ci sono anche numerose robinie e palme che tra l'altro contornano il viale d'ingresso. La vegetazione bassa è costituita da piante, come la kenzia, il papiro, il bambù, la dracena e l'aloe.
Lateralmente alla villa troviamo, inoltre, un particolare roseto inserito nel giardino all'italiana, di piccole dimensioni.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita 17982, foglio 13, particella 21, sub. 29, via S.N. TP-PA-Milo, piano terra-1°-2°; Di Alì Antonio, nato a Trapani il 24 giugno 1919 (proprietario per 3/6); Di Alì Giacomo, nato a Trapani il 15 aprile 1947 (proprietario per 1/6); Di Alì Pietro, nato a Trapani il 25 maggio 1949 (proprietario per 1/6); Di Alì Antonio, nato a Trapani il 25 dicembre 1951 (proprietario per 1/6).
Nonché al catasto terreni del comune di Trapani:
-  partita 49597, foglio 13, particella 16, superficie Ha. 00.88.40, agrumeto; particella 17, superficie Ha. 00.00.11, fabbricato rurale; particella 18, superficie Ha. 00.01.30, fabbricato rurale; particella 20, superficie Ha. 00.00.13, fabbricato rurale; particella 22, superficie Ha. 01.30.00, frutteto; particella 23, superficie Ha. 00.01.10, fu D accert.; Di Alì Antonio, nato a Trapani il 24 giugno 1919 (proprietario).
Accertato che la Villa Burgarella Le Torri, costruita intorno al 1884-'85 ed erroneamente denominata sulle cartografie villa Angelina, rimane ubicata nel tratto terminale della via Marconi.
La villa, di gusto un po' eclettico, è impostata lungo un asse fondamentale di simmetria longitudinale cui so no rigorosamente coordinati tutti gli elementi dell'organismo. Si compone di due elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano. I fronti della villa rispettano le leggi della simmetria con sporgenze che creano un movimento volumetrico alla massa del fabbricato. Lo scalone d'accesso al piano nobile caratterizza il contesto decorativo e volumetrico della facciata principale ottenendo un risultato compositivo e scenografico di notevole effetto.
Esso, essendo scoperto, conferisce alla villa un carattere prettamente estivo, "di villeggiatura".
Impiantato nella seconda metà dell'ottocento, il giardino della villa Le Torri, occupava un'area molto più estesa dell'attuale che nel tempo è stata depauperata dalla speculazione edilizia.
L'impianto iniziale del giardino è ancora leggibile all'interno del muro perimetrale.
Esso conserva il tipico aspetto del giardino all'italiana.
Dal piazzale prospiciente la villa si dipana un viale di cui una Washingtonia costituisce la fuga prospettica. Esso ripartisce il giardino in due aree, di uguali dimensioni, disegnate da viali in parte sinuosi ed in parte regolari e da aiuole a perimetro curvilineo bordate da siepi di bosso e ricche di palme ed altre specie esotiche.
Nella parte retrostante la villa, il giardino diventa un boschetto di modeste dimensioni impiantato su un'area caratterizzata dalla presenza di roccia affiorante che evidenzia l'aspetto naturalistico del sito. All'interno di questa zona, gli alberi e diverse specie esotiche hanno raggiunto uno sviluppo vegetativo libero da costrizioni formali senza essere forzato ai bisogni stilistici ed espressivi, conferendo dignità estetica all'area a verde.
La rimanente parte del giardino, esterna al muro di recinzione, una volta giardino utilitario, risulta manomessa da recenti opere di urbanizzazione.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita 7751, foglio 12, particella 19, sub. 19, via Nazionale Trapani-Palermo, piano terra-1°-2°; Burgarella Giuseppe, nato a Trapani il 2 febbraio 1941 (proprietario); Cernigliaro Giovanna vedova Burgarella, nata a Trapani l'1 febbraio 1916 (usufruttuaria per 1/2).
Nonché al catasto terreni del comune di Trapani:
-  partita 25607, foglio 12, particella 18, superficie Ha. 0.89.00, agrumeto; particella 21, superficie Ha. 0.12.70, fabbricato rurale; particella 367, superficie Ha. 0.01.00, seminativo; particella 370, superficie Ha. 0.01.60, orto irriguo; Burgarella Giuseppe, nato a Trapani il 2 febbraio 1941 (proprietario); Cernigliaro Giovanna vedova Burgarella, nata a Trapani l'1 febbraio 1916 (usufruttuaria per 1/2);
-  partita 2307, foglio 12, particella 20, superficie Ha. 00.25.00, orto irriguo; particella 368, superficie Ha. 00.14.00, orto irriguo (q.ta parte) comune di Trapani.
Accertato che la villa Pampalone è ubicata a Trapani, in contrada Fontanelle, prospiciente la via Nicolò Rodolico, nei pressi della SS. 113 Trapani-Palermo. Il fabbricato principale è composto da due elevazioni fuori terra: piano terra e 1° piano. Vi sono inoltre due piccoli fabbricati attigui a quello principale costituiti ciascuno da un piano terra.
La villa, costruita verso la fine del sec. XIX, appartiene alla famiglia Venuti.
Presenta una pianta di forma rettangolare dai caratteri stilistici assai semplificati con le facciate intonacate color rosa ed è assai valorizzata da un grande giardino dove dominante è la presenza di alberi secolari quali ficus, cipressi, pini e altissime palme.
Disposte simmetricamente alla facciata della villa vi sono due cycas che costituiscono i centri cui convergono i viali ortogonali tra loro che scandiscono il giardino. Questo è costituito da un agrumeto, inoltre vi troviamo l'immancabile capanna di cipressi. Notevole è la presenza di palme nane come la Sabal Blackburniana e le Kenzie, oltre ad una certa varietà di piante tropicali.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita 1011150, foglio 12, particella 53, sub. 1, contrada Fontanelle, piano terra; sub. 2, contrada Fontanelle, piano terra-1°; particella 92, sub. 1, contrada Fontanelle, piano terra-1°; sub. 2, contrada Fontanelle, piano terra; particella 93, contrada Fontanelle, piano terra; Venuti Francesco, nato a Trapani il 23 luglio 1910; Di Siena Filippina, nata ad Altavilla Milicia l'1 novembre 1916 (coniugi usufruttuari con diritto di accrescimento); Venuti Ippolita, nata a Trapani il 5 agosto 1948 (proprietaria).
Nonché al catasto terreni del comune di Trapani:
-  partita 43565, foglio 12, particella 52, superficie Ha. 00.56.20, agrumeto; Di Siena Filippina, nata ad Altavilla Milicia l'1 novembre 1916 (coniuge con diritto di accrescimento); Venuti Francesco, nato a Trapani il 23 luglio 1910 (coniuge con diritto di accrescimento); Venuti Ippolita, nata a Trapani il 5 agosto 1948 (per i propri diritti).
Accertato che lungo il viale Regina Margherita, che da piazza Vittorio Veneto conduce a piazza Vittorio Emanuele, sorge la villa Margherita, impiantata nel 1878 per iniziativa del benemerito cav. Giovan Battista Fardella e aperta al pubblico mentre era sindaco il comm. Francesco Incagnone. Essa fu dedicata alla regina Margherita di Savoia, prima regina d'Italia e sorse là dove prima esistevano i contraffossi, situati fra il castello e porta Osorio, già porta Borbone.
Nel 1901, sindaco il comm. Giulio D'Ali Staiti, fu recintata con una cancellata poggiante su una zoccolatura di pietra.
La villa è di forma rettangolare con 4 ingressi, il principale dei quali è sul viale Regina Margherita, i secondari sono sulle vie Palmerio Abbate, Osorio e Spalti. L'interno è diviso in 40 e più aiuole, fiancheggiate da viali sufficientemente larghi; bellissimo è il viale delle palme che ha per sfondo un piccolo laghetto artificiale. Adornano la villa diverse erme, parti di colonne, capitelli ed elementi lapidei vari. La villa è di particolare interesse per gli alberi di alto fusto e per le piante esotiche che vi prosperano, molte delle quali appartengono a specie rare che difficilmente si incontrano nei giardini del trapanese.
Il giardino, inserito nel contesto urbano di Trapani, non rappresenta un bene solo perché area verde urbana, ma anche perché è testimonianza di un particolare momento storico di ideazione e progettazione di giardini pubblici. Il giardino, con le costruzioni circostanti, vanno a configurare un singolare paesaggio, costituito da una vasta articolazione di elementi fra loro complementari.
La villa è censita al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Trapani con le seguenti classificazioni:
-  partita 1900, foglio 7, sezione E, particella 37, viale Regina Margherita, comune di Trapani.
Accertato che la villa Roccaforte, precedentemente denominata villa Burgarella, è ubicata nel comune di Erice, in contrada Rigaletta vicino la S.S. 113 Trapani-Palermo: edificata intorno al 1870, insiste su un'area di forma regolare all'interno di una vasta tenuta, posta in pendio, di proprietà della famiglia Zammarano, dalla quale si domina tutta la vallata sottostante.
La struttura edilizia della villa si sviluppa attorno ad una corte interna su cui prospetta la casa dei proprietari e il corpo dei servizi con annessi i magazzini e le stalle. Il corpo principale del fabbricato è costituito dalla casa di tipo ottocentesco, simmetrica rispetto all'asse della facciata. Al di là del muro laterale e posteriore della villa si estende un'ampia area adibita a giardino, in parte manomesso per motivi utilitaristici. Infatti in questo giardino le istanze dilettevoli e l'assunto utilitarista sono compresi in uno stesso sistema: oltre al boschetto e al parterre, si trovano anche l'orto, il vigneto e il frutteto. Il giardino, pur fondandosi su un tracciato regolare, è improntato a quella attenzione per il paesaggio e per le forme della natura che è riflesso dei precisi interessi naturalistici di alcuni ambienti siciliani dell'epoca del suo impianto.
Il giardino antistante il prospetto principale e laterale della villa è ripartito in parterres geometrici da aiuole, bordate da siepi di bosso, con fiori ed esemplari isolati di specie arbustive esotiche; l'area compresa tra il prospetto posteriore e laterale, attualmente in stato di inselvatichimento è segnata da un canale di scolo delle acque e da una vasca che raccoglie le acque di una piccola sorgente che si trova più a monte.
Scansione principale dell'intero giardino è quella operata dai tre viali di lecci, di ficus Benjamina e di palme Phoenix che ripartiscono l'area in rettangoli utilizzati a frutteto ed agrumeto.
Elemento di particolare interesse è la disposizione a cerchio dei cipressi.
La villa e l'annesso giardino sono rispettivamente censiti al nuovo catasto edilizio urbano del comune di Erice con le seguenti classificazioni:
-  partita 355, foglio 213, particella 71, sub. 12, via Nazionale TP-PA, piano 1°-2°-terra, Burgarella Gaspare fu Agostino.
Nonché al catasto terreni del comune di Erice:
-  partita 21125, foglio 213, particella 44, superficie Ha. 00.09.90, fabbricato rurale; particella 80, superficie Ha. 01.98.80, agrumeto; particella 91 superficie Ha. 00.33.10, seminativo arboreo; particella 114, superficie Ha. 00.30.00, mandorleto; particella 115, superficie Ha. 00.51.10, seminativo arboreo; Angelo Filippo, concedente in parte; Burgarella Marianna, nata a Trapani il 13 marzo 1903 fu Gaspare (livellaria) de cuius; Chiesa Matrice (concedente in parte); Tedesco Zammarano Amedeo, nato a Garbatula (Africa) l'11 ottobre 1925; Tedesco Zammarano Silvio, nato a Roma il 17 settembre 1926; Chimieri Gioia, nata a Napoli il 13 giugno 1933;
Considerato, quindi, nel confermare la proposta di vincolo delle ville sopraelencate, ai sensi dell'art. 1, n. 2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, di potere condividere le motivazioni espresse al riguardo dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Trapani nel verbale della seduta del 3 luglio 1995 anche riportate nella relazione tecnica, nei disegni e negli stralci planimetrici, allegati al verbale stesso, ai quali si rimanda, e che formano parte integrante del presente decreto;
Ritenuto, pertanto, che, nella specie ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse, per il cospicuo carattere di bellezza rivestito dalle ville e dai giardini circostanti per la dichiarazione del loro notevole interesse paesaggistico ai sensi dell'art. 1, n.2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497. Detti beni sono infatti una precisa testimonianza culturale delle valenze estetiche, scientifiche e architettoniche di un particolare periodo storico della città di Trapani.
I giardini annessi alle ville, costituiscono inoltre uno scenario sub-urbano di rilevante interesse pubblico per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito.
Per tali motivi si rende necessario conservare l'assetto vegetazionale dei giardini nel rispetto del loro status originario e di quelle varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la forma complessiva attuale, e, quindi, sottoporre a vincolo paesaggistico le ville e i giardini storici di Trapani e Erice, sopra elencati, in conformità alla proposta formulata dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Trapani in data 3 luglio 1995;
Rilevato che per tutte le ville e i giardini sopra elencati, l'apposizione del vincolo ex art. 1, comma 2, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 comporta l'obbligo per i proprietari, possessori o dententori, a qualsiasi titolo, degli immobili, di mantenere inalterato lo status dell'intera area vincolata. All'interno delle particelle sopra descritte, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono.
Gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra.
La scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali.
Gli elementi di architettura, di scultura, di decorazioni fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro.
Le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa, dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria dovrà essere rispettata la tipologia preesistente.
Ad ogni modo si dovrà presentare alla competente Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali, per la preventiva autorizzazione ai sensi dell'art. 7 della legge n. 1497/39, qualsiasi progetto di opere che possa modificare l'aspetto esteriore della zona stessa;
Ritenuto di dovere affidare ad uno specifico ed autonomo provvedimento la valutazione della proposta, espressa dalla citata Commissione nella medesime seduta del 3 luglio 1995, di sottoporre a vincolo paesaggistico, ai sensi dell'art. 1, nn. 3 e 4 della legge n. 1497/39, una vasta area dell'abitato di Trapani e di Erice comprendente le ville e i giardini di cui sopra, proposta che pertanto non si ratifica con il presente decreto;

Decreta:

 

Art. 1


Per le motivazioni espresse in premessa, le ville e i giardini storici descritti nel verbale del 3 luglio 1995 della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Trapani e delimitate nelle planimetrie allegate, che formano parte integrante del presente decreto, sono dichiarate di notevole interesse pubblico, in quanto bellezze individue ai sensi dell'art. 1, numero 2, della legge 29 giugno 1939 n. 1497, nonché del l'art. 9, nn. 1 e 2, del regolamento 3 giugno 1940 n. 1357 e dell'art. 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431.

Art. 2


Il presente decreto sarà trasmesso ai sindaci dei comuni di Trapani ed Erice per la notificazione agli interessati, ai sensi dell'art. 6 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e dell'art. 11, comma 3, del regolamento approvato con regio decreto n. 1357/40. La competente Soprintendenza curerà la trascrizione del presente provvedimento, ai sensi dell'art. 11, comma 4, del regio decreto n. 1357/40.

Art. 3


Il presente decreto sarà altresì pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Una copia della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, contenente il presente decreto, sarà trasmessa, per il tramite della competente Soprintendenza, ai comuni di Trapani ed Erice, perché venga depositata presso gli uffici dei rispettivi comuni, ove gli interessati potranno prenderne visione.

Art. 4


Avverso il presente decreto è esperibile il ricorso di cui al terzo comma dell'art.6 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, nonché ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. entro 60 giorni dalla data di notifica ai proprietari, possessori o detentori degli immobili.
Palermo, 18 ottobre 1999.

 

MORINELLO

 

Allegato

(Non sono riportate le planimetrie allegate da n. 1 a n. 14)

COMMISSIONE PROVINCIALE PER LA TUTELA DELLE BELLEZZE NATURALI E PANORAMICHE DI TRAPANI

 

Verbale della seduta del 3 luglio 1995


L'anno 1995, il giorno 3 del mese di luglio alle ore 10,00 nei locali della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Trapani, si è riunita la Commissione provinciale per la tutela delle belle naturali e panoramiche, nominata con decreto n. 8611 del 24 dicembre 1994, notificato a questa Soprintendenza con nota n. 596 del 7 marzo 1995 e convocata dal Soprintendente per trattare il seguente ordine del giorno:
-  vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 1, n. 2 (bellezze individue ville e giardini) e vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 1, nn. 3 e 4 della legge n. 1497/39, di parte del territorio comunale di Trapani ed Erice;
-  sono presenti: la dott.ssa Rosalia Camerata Scovazzo, presidente della commissione, l'arch. Salvatore Caradonna e l'arch. Nicolò Abita, componenti della commissione.
Assiste, disimpegnando le funzioni di segretario, la dott.ssa Angela Maggio, assistente amministrativo della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Trapani, designata con nota n. 66/DR dell'1 marzo 1990. Risulta assente, anche se regolar mente invitata, la dott.ssa Francesca De Luca, direttore dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste.
La commissione, preso atto della nota assessoriale n. 3589 del 6 dicembre 1994, redige il seguente verbale che annulla i precedenti, ossia del 31 gennaio e 7 febbraio 1994.
La dott.ssa Rosalia Camerata Scovazzo dichiara aperta la seduta e legge l'elenco delle ville che saranno riesaminate nel presente ordine del giorno:
Comune di Trapani
1)  Villa Abate Nobili;
2)  Villa Francesca;
3)  Villa Maria;
4)  Villa Burgarella - Le Torri;
5)  Villa Pampalone;
6)  Villa Margherita o Villa Comunale;
Comune di Erice
1)  Villa Roccaforte.
Il presidente invita a partecipare alla seduta l'arch. Gaspare Bianco, dirigente tecnico della sezione P.A.U., al quale viene chiesto di relazionare sulle ville di cui sopra e sui risultati dell'indagine svolta a campione su altre ville del trapanese per informare la commissione sullo stato di conservazione e tutela e stabilire quindi eventuali priorità da adottare per la stesura dei prossimi elenchi di ville da tutelare.
L'arch. Gaspare Bianco così relaziona:
"Lo studio delle ville e dei giardini storici, attivato da questa Soprintendenza, si inserisce in un momento particolarmente delicato della conoscenza e della gestione del territorio della provincia di Trapani. Di fronte alla problematica così drammatica e complessa dei centri antichi delle città in realtà sconosciuti e solo da poco oggetto dei primi provvedimenti di recupero, gli studi fino ad ora condotti sulle trasformazioni urbane e territoriali delle aree periferiche hanno sottovalutato la problematica della residenza suburbana storica. Nello specifico caso trapanese, la diffusione suburbana della architettura di villa, dal XVIII sec. in poi, è tale che riconoscerla e ritrovarla nel suo essere e divenire, significa fare ricerca territoriale urbana. Ad un'analisi attenta appare evidente come la polarità di villa, con le sue infrastrutture originarie, risultino in definitiva le matrici dello sviluppo urbano, avvenuto a partire dalla seconda metà del secolo scorso. E' evidente che il censimento ed il rilievo di esse rappresenta il momento della conoscenza dello spazio architettonico, conoscenza che significa presa di coscienza dello spazio da ogni punto di vista, da quello storico filologico a quello strutturale, da quello ambientale a quello ecologico, e che consente di produrre una serie di preziose testimonianze e documentazioni indispensabili per il recupero ed il restauro del patrimonio culturale. E' in questa logica che si inseriscono la legge n. 1497/39 e la legge n. 431/85.
Nelle previsioni della legge n. 431/85, art. 1, comma 3, dovevano sottoporsi opes legis a vincolo paesistico i beni di cui al numero 2 dell'art. 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (ville e giar dini).
Subito dopo l'entrata in vigore della legge n. 431/85, con circolare n. 1691 del 16 ottobre 1985 l'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali impartiva istruzioni sulle procedure da adottare per la redazione della cartografia dei vincoli apposti ai sensi della legge Galasso e sulla compilazione degli elenchi delle ville e giardini che ricadevano nelle previsioni della legge stessa.
Per queste ultime l'elenco doveva essere approvato dalla commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche, e trasmesso con la documentazione di merito all'Assessorato regionale.
Pertanto si è provveduto a redigere un primo elenco interessante alcune ville della provincia di Trapani dislocate lungo l'asse stradale Trapani-Palermo.
Trattasi di ville risalenti ad un arco temporale che parte dai primi dell'Ottocento per giungere ai primi decenni del nostro se colo.
Dal punto di vista architettonico esse, pur offrendo alcuni episodi alquanto raffinati, sono accomunate da un eclettismo che conferisce caratteri ora classici, ora un po' più inclini al manierismo, ora spiccatamente liberty.
Oggi queste ville versano in condizioni di degrado e rischiano di essere cancellate definitivamente con una irrimediabile perdita di un patrimonio culturale che testimonia un preciso periodo storico della città di Trapani e di Erice.
Il decadimento di queste ville e giardini storici ha origini di verse.
Alle difficoltà di gestione e manutenzione da parte della proprietà privata, si sono aggiunte altre, ancora più pericolose, cause di depauperamento. Infatti la trasformazione progressiva ed inesorabile prodotta dalla crescita urbana, le mutazioni produttive del territorio, la radicale trasformazione tecnologica del settore agricolo, hanno condotto a modificazioni ambientali così pesanti da non poter non influire sui brani di verde storico e sui giardini che ne erano parte integrante.
Possiamo definire il giardino storico una composizione architettonica e vegetale che per la sua non comune bellezza si configura come bene culturale, storico ed artistico di particolare interesse pubblico.
Esso è testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici e tecnologici che, nel corso della sua vita hanno contribuito alla sua creazione ed alle sue manutenzioni/modificazioni.
Il giardino, al pari di ogni altra risorsa, costituisce un unicum, limitato, peribile, irripetibile, con un proprio processo di sviluppo, una storia (nascita, crescita, mutazione, degrado) che riflette la società e le culture che l'hanno ideato, costruito, usato o che, comunque, sono entrate in relazione con esso.
Pertanto la denominazione di giardino storico si può applicare sia ai giardini modesti che a parchi ordinati o paesistici. Sia che sia legato o no ad un edificio, di cui è allora il complemento inseparabile, il giardino storico non può essere separato dal suo intorno ambientale urbano o rurale, artificiale o naturale e la sua tutela e conservazione è perciò inscindibile da un corretta opera di programmazione e di pianificazione delle risorse.
Il giardino storico ci appare oggi il frutto di successive composizioni e ricostruzioni di un complesso dinamico dove vandalismi umani, intemperie climatiche, da un lato, e soprattutto la incontenibile vitalità della natura, dall'altro, hanno sempre insieme congiurato ad alterare, modificare, distruggere un assetto che progettisti e costruttori si sono sforzati, nel corso del tempo, di imporre al corpo vivente del giardino. Ora è evidente che, se al giardino storico è assegnato un valore in quanto bene culturale, questo valore persiste sino a che il giardino mantiene le sue caratteristiche di documento culturale e pertanto non può essere stravolto nei rapporti e nella conformazione, mutato attraverso arbitrari abbellimenti floristici o arborei, degradato attraverso l'incuria, l'incompetenza degli interventi, l'abbandono all'inselvatichimento.
Insomma, il bene culturale giardino storico non è un verde urbano; non assume cioè il valore di bene soprattutto in quanto semplice area verde sita in città, ma come prodotto architettonico qualificato dagli interventi di ideazione e costruzione avvenuti in epoca storica.
In un contesto urbano, inoltre, il giardino con la villa e le costruzioni circostanti vanno a configurare un singolare paesaggio costituito da una vasta articolazione di elementi fra loro complementari tra i quali il verde come arredo urbano si inserisce con una sua identità.
Un'analisi del significato più generale di questi spazi verdi, al l'interno del tessuto urbano, ci conduce ad una lettura univoca del significato e dell'importanza di queste aree.
Infatti giustificazioni alla tutela si possono trovare anche sul piano igienico (assorbimento di rumori e polvere), delle regolazioni del microclima (ombreggiamento e traspirazione), del servizio (spazio di uso pubblico), dell'equilibrio ecologico (possibili individuazioni di biotipi).
Ma la caratteristica più importante è quella che questi spazi verdi costituiscono un contrappunto rispetto alla città muraria, attraverso le proprie connotazioni di morfologia urbana, di colore, odore, variabilità nel tempo.
Si passa quindi all'esame delle singole ville, attraverso la proiezione di un congruo numero di diapositive.
Terminata la proiezione delle stesse l'arch. G.Bianco è invitato ad allontanarsi dalla stanza per permettere alla commissione di discutere sugli argomenti posti all'ordine del giorno.
La commissione inizia quindi i lavori con l'esame della villa:
Abate Nobili
La villa è situata in via Marconi, lungo quell'asse di espansione ottocentesca Trapani-Palermo, dove si trovano altre ville dello stesso periodo.
La villa, costruita secondo un progetto unitario datato 1870, doveva essere la residenza estiva della famiglia Burgarella. Venne edificata su una porzione del latifondo appartenuto ai Quartana. La villa non fu mai completata nelle decorazioni interne, a causa della scomparsa prematura di un componente della famiglia. Attualmente la villa, pur rimanendo integra come manufatto architettonico, ha purtroppo perso le sue valenze originali, il carattere unico del giardino mediterraneo, in cui le esigenze produttive venivano connesse a quelle puramente estetiche. Eventi storici (bellici), naturali (alluvioni) e le mutate condizioni economiche dei proprietari hanno segnato l'intera composizione. Oggi del giardino restano le grandi masse arboree; sono invece andati distrutti viali e sentieri e in parte danneggiate siepi e alcune essenze connotanti l'originaria struttura del giardino.
L'intera composizione planimetrica dell'area su cui insiste la villa è regolata da un viale principale, ideale asse di simmetria, che dall'ingresso di via Marconi attraversa tutta la villa. Il viale giunge ad una seconda area perimetrata che delimita la villa e il giardino all'italiana antistante.
Il giardino si estende su un'area di forma trapezoidale ed è formato da due parti distinte: il giardino utilitario, che si sviluppa ai bordi del viale principale d'ingresso, impiantato secondo una originaria e precisa suddivisione del terreno, coltivato ad agrumeto ed a orto ed il giardino estetico, antistante il prospetto principale e laterale del fabbricato, che si articola in parterres geometrici con aiuole a perimetro curvilineo con fiori ed esemplari isolati di specie arbustive quali: l'araucaria, filari di cipressi, siepi d'alloro, cycas, dracena, yucca, ecc...
La villa, tipologicamente definibile "palazzo", si articola su tre livelli, oltre ad un piano di servizio che occupa parzialmente l'ala sud del fabbricato. Nel secondo corpo di fabbrica, staccato dalla villa, trovano posto i depositi, le stalle, i locali di servizio e l'ingresso secondario coperto.
La villa con il suddetto corpo annesso definisce la corte retrostante dalla quale continua il viale coperto da pergolato ai cui bordi le aree sono coltivate ad uliveto.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique, costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  beni comuni non censibili, unità immobiliare: identificativo; partita A, foglio 12, particella 525, sub. 1, via Guglielmo Marconi, piano terra; sub. 5, via TP-PA e via Guglielmo Marconi, piano terra;
-  Fontana Anna, nata a Trapani il 20 ottobre 1957, codice fiscale FNT NNA 57R60 L331Z (proprietaria per 1/2); Fontana Daniela Maria, nata a Trapani il 21 maggio 1965, codice fiscale FNT DLM 65E61 L331L (proprietaria per 1/2); unità immobiliare: identificativo; partita 1029052, foglio 12, particella 91, sub. 5, consistenza mq. 43, via Nazionale TP-PA, piano terra; particella 525, sub. 4, via Gugliemo Marconi, piano 2°-3°;
-  Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935, codice fiscale BRG FNC 35M42 L331P (proprietaria per 1000/1000); unità immobiliare: identificativo; partita 1029053, foglio 12, particella 525, sub. 3, consistenza mq. 9,5, via Gugliemo Marconi, piano terra-1°; particella 526, sub. 5, area Urbana di mq. 35;
-  Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927, codice fiscale BRG MNT 27C54 L331F (proprietaria per 1000/1000); unità immobiliare: identificativo; partita 1029055, foglio 12, particella 525, sub. 2, consistenza mq. 8, via Gugliemo Marconi, piano terra-1°;
-  Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927, codice fiscale BRG MNT 27C54 L331F (proprietaria per 54/100); Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935, codice fiscale BRG FNC 35M42 L331P (proprietaria per 46/100); unità immobiliare: identificativo; partita 1029054, foglio 12, particella 91, sub. 7, consistenza mq. 86, via Nazionale TP-PA, piano terra;
-  Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944, codice fiscale BRG MNL 44P64 L331X (proprietaria per 1000/1000); partita 1029057, foglio 12, particella 91, sub. 1, consistenza mq. 70, via Nazionale TP-PA, piano terra; sub. 2, vani 3, via Nazionale TP-PA, piano terra; sub. 3, consistenza mq. 92, via Nazionale TP-PA, piano terra; sub. 4, vani 3, via Palermo, piano terra-1°;
-  Salvo Natale, nato a Trapani il 10 luglio 1920, codice fiscale SLV NTL 20L10 L331Z (proprietario per 1/3); Salvo Maria Antonia, nata a Trapani il 4 aprile 1956, codice fiscale SLV MNT 56D44 L331O (proprietario per 1/3); Salvo Bartolomeo, nato a Trapani il 23 gennaio 1960, codice fiscale SLV BTL 60L23 L3313 (proprietario per 1/3); unità immobiliare: identificativo; partita 1031314, foglio 12, particella 91, sub. 6, consistenza mq. 32, via Nazionale TP-PA, piano terra;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  Burgarella Anna Maria, nata a Trapani il 18 gennaio 1929, codice fiscale BRG NMR 29A58 L331K (proprietaria per 1/4); Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944, codice fiscale BRG MNL 44P64 L331X (proprietaria per 1/4); Burgarella Francesca, nata a Trapani il 5 agosto 1935, codice fiscale BRG FNC 35M42 L331P (proprietaria per 1/4); Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927, codice fiscale BRG MNT 27C54 L331F (proprietaria per 1/4); partita 45797, foglio 12, particella 5, superficie Ha. 00.61.10, qualità seminativo; particella 6, superficie Ha. 00.33.90, qualità orto irriguo; particella 518 (ex 31a), superficie Ha. 00.13.95; particella 516;
-  Fontana Anna, nata a Trapani il 20 ottobre 1957, codice fiscale FNT NNA 57R60 L331Z (proprietaria per 1/2); Fontana Daniela Maria, nata a Trapani il 21 maggio 1965, codice fiscale FNT DLM 65E61 L331L (proprietaria per 1/2); foglio 12, particella 522 (ex 28g), superficie Ha. 00.15.98, qualità agrumeto;
-  Burgarella Francesca, nata a Trapani il 2 agosto 1935, codice fiscale BRG FNC 35M42 L331P (proprietaria per 1000/1000); foglio 12, particella 520 (ex 28e), superficie Ha. 00.11.20, qualità agrumeto; particella 526 (ex 31b);
-  Burgarella Maria Antonietta, nata a Trapani il 14 marzo 1927, codice fiscale BRG MNT 27C54 L331F (proprietaria); foglio 12, particella 519 (ex 28d), superficie Ha. 00.02.09, qualità agrumeto; particella 521 (ex 28df), superficie Ha. 00.16.39, qualità agrumeto;
-  Burgarella Anna Maria, nata a Trapani il 18 gennaio 1929, codice fiscale BRG NMR 29A51 L331K (proprietaria); foglio 12, particella 517 (ex 28b), superficie Ha. 00.26.20, qualità agrumeto; particella 564 (ex 29), superficie Ha. 00.00.82, qualità fabbricato rurale;
-  Burgarella Emanuela, nata a Trapani il 24 settembre 1944, codice fiscale BRG MNL 44P64 L331X (proprietaria); foglio 12, particella 524 (ex 28i), superficie Ha. 00.21.70, qualità agrumeto;
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Abate Nobili, per la loro complementarietà e per la loro non comune bellezza, costituiscono un particolare scenario sub-urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto, infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli immobili ricadenti nelle particelle, sopra descritte, po tran no essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo;
-  all'interno delle particelle, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra;
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria, dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Abate Nobili, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2 della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Abate Nobili e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Francesca
Subito dopo il quadrivia dell'autostrada A29 e la via Marconi, sulla S.S. 113 Trapani-Palermo in contrada Rigaletta-Milo, sorge villa Francesca, un tempo villa Aula Adragna d'Altavilla, edificata intorno al 1890. La villa insiste su un'area di forma irregolare ed è delimitata: ad ovest da un canale artificiale di raccolta d'acqua, a nord dalla S.S. 113 e ad est e a sud da trazzere interne a servizio delle proprietà.
L'area, bipartita dal viale d'ingresso fiancheggiato da palme e da ficus Benjamina e prospiciente la S.S. 113, è destinata a giardino utilitario coltivato ad agrumeto e ad oliveto, mentre la parte immediatamente adiacente la villa risulta destinata a giardino estetico e a giardino utilitario così la zona retrostante la villa.
L'impostazione della villa è quanto mai semplice constando di un corpo di fabbrica ad "U" con facciate perfettamente piane il cui asse di simmetria è ruotato di circa 15° rispetto all'asse del viale d'ingresso e si compone di due elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano.
Il corpo basso dei servizi sul lato ovest contribuisce a definire il piazzale antistante la villa. All'interno dell'area del giardino sorge un ulteriore corpo di fabbrica con corte interna destinato a stalla, magazzini e deposito derrate che versa in precarie condizioni di conservazione.
Il fronte principale della villa, di gusto neoclassico, è scandito dai due portoni d'ingresso e dalle finestre inquadrate da mostre e coronate da cappelli rettilinei, triangolari e semicircolari.
Il giardino prospiciente la villa è suddiviso in settori non simmetrici, anche se traspare un'intenzione di simmetria successivamente abbandonata, tant'è che da un lato del viale abbiamo un giardino estetico con impianto geometrico a comparti con al centro una cycas le cui aiuole sono bordate da siepi di bosso ed arricchite dalla presenza di alberi di Giuda, dalle palme e da un esemplare di ficus bengalensis, disposti però senza una norma compositiva; la parte opposta del viale invece è coltivata ad agrumeto. Lo slargo retrostante la villa è cinto da magnolie, yucche e ficus benjamina e da una vegetazione bassa di agavi americane. La rimanente parte del giardino retrostante è coltivata ad uliveto con la sola presenza di un viale di pini.
La presenza di gazebi in muratura, di panchine in pietra, di una vasca con puttini e di spazi ombreggiati da piante rampicanti contribuiscono al decoro del giardino.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique, costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  Aula Francesco, nato a Trapani il 31 marzo 1905, codice fiscale LAU FNC 05C31 L331E, de cuius il 26 settembre 1991; eredi:  Barraco Mafalda, nata a Pola il 24 gennaio 1931, codice fiscale BRR MLD 31A64 G778N e Aula Leonarda, nata a Roma il 29 gennaio 1940, codice fiscale LAU LRD 40A69 H501V; unità immobiliare: identificativo; partita 100, foglio 13, particella 6, sub. 1, contrada Milo, piano terra; sub. 2, contrada Milo, piano terra; sub. 3, contrada Milo, piano terra; sub. 4, contrada Milo, piano terra; sub. 5, contrada Milo, piano 1°; particella 8, sub. 1, contrada Milo, piano terra; sub. 2, contrada Milo, piano terra; sub. 4, contrada Milo, piano terra-1°-2°;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  Aula Francesco, nato a Trapani il 31 marzo 1905, codice fiscale LAU FNC 05C31 L331E, de cuius il 26 settembre 1991; eredi:  Barraco Mafalda, nata a Pola il 24 gennaio 1931, codice fiscale BRR MLD 31A64 G778N e Aula Leonarda, nata a Roma il 29 gennaio 1940, codice fiscale LAU LRD 40A69 H501V; partita 18972, foglio 13, particella 5, superficie Ha. 00.00.74, qualità fabbricato rurale; particella 7, superficie Ha. 01.36.20, qualità agrumeto; particella 10, superficie Ha. 01.58.50, qualità uliveto; particella 93, superficie Ha. 00.59.20, qualità agrumeto; particella 12, superficie Ha. 00.09.60, qualità fabbricato rurale; particella 243, superficie Ha. 00.38.50, qualità seminativo; particella 11, superficie Ha. 08.71.90, qualità seminativo (q.ta parte);
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Francesca, per la loro complementarietà e per la loro non comune bellezza, costituiscono un particolare scenario sub-urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto, infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli interventi consentiti agli immobili ricadenti nelle particelle sopra descritte, potranno essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo;
-  all'interno delle particelle sopra descritte, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra:
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria, dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Francesca, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2 della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Francesca e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Maria
La villa, edificata alla fine della seconda metà dell'ottocento, si trova in contrada Milo, lungo la strada statale n. 113 Trapani-Palermo. Si compone di due elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano. Le facciate sono rigidamente simmetriche intonacate di colore rosa chiaro con ricorsi e conci d'angolo caratterizzati dal bianco.
Il giardino antecedente alla costruzione della villa fu impiantato su di un'area di forma trapezoidale, limitrofa al giardino di villa Francesca dalla quale è diviso da una stradella interpoderale. Un lungo viale d'accesso bordato da alti ficus e pini conduce alla fabbrica padronale davanti alla quale è una situazione composita a viali, in parte sinuosi ed in parte regolari (con scambiatori circolari di percorsi), ed aggruppamenti sparsi di specie arboree e arbustive alcune delle quali esotiche.
Il giardino retrostante la villa ad impianto regolare risulta suddiviso, dalla continuazione del viale d'ingresso, in due grandi aree che si articolano in quattro settori geometrici definiti da percorsi trasversali i cui perimetri sono bordati da siepi di bosso e da diversi arbusti.
L'impianto del giardino è nel suo insieme particolarmente elegante, suddiviso in aiuole alcune contornate da sassi di pietra locale. Esso ospita varie specie fra le quali: il ficus magnolioides, il ficus benjamina, oltre alle due araucarie disposte come al solito simmetricamente di fronte al prospetto principale. Ci sono anche numerose robinie e palme che tra l'altro contornano il viale d'ingresso. La vegetazione bassa è costituita da piante, come la kenzia, il papiro, il bambù, la dracena e l'aloe.
Lateralmente alla villa troviamo, inoltre, un particolare roseto inserito nel giardino all'italiana, di piccole dimensioni.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique, costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  D'Alì Antonio, nato a Trapani il 24 giugno 1919, codice fiscale DLA NTN 19H24 L331N (proprietario per 3/6); D'Alì Giacomo, nato a Trapani il 15 aprile 1947, codice fiscale DLA GCM 47D15 L331W (proprietario per 1/6); D'Alì Pietro, nato a Trapani il 25 maggio 1949, codice fiscale DLA PTR 49E25 L331Y (proprietario per 1/6); D'Alì Antonio, nato a Trapani il 25 dicembre 1951, codice fiscale DLA NTN 51T25 L331T (proprietario per 1/6); unità immobiliare: identificativo; partita 17982, foglio 13, particella 21, vani 29, via S.N. TP-PA-Milo, piano terra-1°-2°;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  D'Alì Antonio, nato a Trapani il 24 giugno 1919, codice fiscale DLA NTN 19H24 L331N; partita 49597, foglio 13, particella 16, superficie Ha. 00.88.40, qualità agrumeto; particella 17, superficie Ha. 00.00.11, qualità fabbricato rurale; particella 18, superficie Ha. 00.01.30, qualità fabbricato rurale; particella 20, superficie Ha. 00.00.13, qualità fabbricato rurale; particella 22, superficie Ha. 01.30.00, qualità frutteto; particella 23, superficie Ha. 00.01.10, qualità F.U. d'accertare;
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Maria, per la loro complementarietà e per la loro non comune bellezza, costituiscono un particolare scenario sub-urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto, infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli interventi consentiti agli immobili ricadenti nelle particelle sopra descritte, potranno essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo;
-  all'interno delle particelle costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra;
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria, dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Maria, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2 della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Maria e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Burgarella Le Torri
Nel tratto terminale della via Marconi, attraverso un viale di palme Washingtonia filifera, si accede all'area di pertinenza della villa Burgarella che fu costruita intorno al 1884-'85, erroneamente denominata sulle cartografie villa Angelina.
La villa, di gusto un po' eclettico, è impostata lungo un asse fondamentale di simmetria longitudinale cui sono rigorosamente coordinati tutti gli elementi dell'organismo. Si compone di due elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano. I fronti della villa rispettano le leggi della simmetria con sporgenze che creano un movimento volumetrico alla massa del fabbricato. Lo scalone d'ac cesso al piano nobile caratterizza il contesto decorativo e volumetrico della facciata principale ottenendo un risultato compositivo e scenografico di notevole effetto. Esso, essendo scoperto, conferisce alla villa un carattere prettamente estivo "di villeggiatura".
Impiantato nella seconda metà dell'ottocento, il giardino della villa Le Torri, occupava un'area molto più estesa dell'attuale che nel tempo è stata depauperata dalla speculazione edilizia.
L'impianto iniziale del giardino è ancora leggibile all'interno del muro perimetrale. Esso conserva il tipico aspetto del giardino all'italiana.
Dal piazzale prospiciente la villa si dipana un viale di cui una Washingtonia costituisce la fuga prospettica. Esso ripartisce il giardino in due aree, di uguali dimensioni, disegnate da viali in parte sinuosi ed in parte regolari e da aiuole a perimetro curvilineo bordate da siepi di bosso e ricche di palme ed altre specie esotiche.
Nella parte retrostante la villa, il giardino diventa un boschetto di modeste dimensioni impiantato su un'area caratterizzata dalla presenza di roccia affiorante che evidenzia l'aspetto naturalistico del sito. All'interno di questa zona, gli alberi e diverse specie esotiche, hanno raggiunto uno sviluppo vegetativo liberi da costrizioni formali senza essere forzati ai bisogni stilistici ed espressivi, conferendo dignità estetica all'area a verde.
La rimanente parte del giardino, esterna al muro di recinzione, una volta giardino utilitario, risulta manomessa da recenti opere di urbanizzazione e pertanto per essa sarebbe auspicabile un in ter vento di recupero atto a ripristinare l'antico impianto a verde per restituire decoro e dignità all'intero complesso di villa Le Torri.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique, costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  Burgarella Giuseppe, nato a Trapani il 2 febbraio 1941, codice fiscale BRG GPP 41B02 L331O (proprietario); Cernigliaro Giovanna vedova Burgarella, nata a Trapani l'1 febbraio 1916, codice fiscale CRN GNN 16B41 L331I (usufruttuaria per 1/2); unità immobiliare: identificativo; partita 7751, foglio 12, particella 19, vani 19, NL. TP-PA, piano terra-1°-2°;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  Burgarella Giuseppe, nato a Trapani il 2 febbraio 1941, codice fiscale BRG GPP 41B02 L331D (proprietario); Cernigliaro Giovanna, nata a Trapani l'1 febbraio 1916, codice fiscale CRN GNN 16B41 L331I (usufruttuaria per 1/2); partita 25607, foglio 12, particella 18, superficie Ha. 00.89.00, qualità agrumeto; particella 21, superficie Ha. 00.12.70, qualità fabbricato rurale; particella 367, superficie Ha. 00.01.00, qualità seminativo; particella 370, superficie Ha. 00.01.60, qualità orto irriguo; partita 2307, foglio 12, particella 20, superficie Ha. 00.25.00, qualità orto irriguo; particella 368, superficie Ha. 00.14.00, qualità irriguo (q.ta parte);
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Burgarella Le Torri, per la loro complementarietà, costituiscono un particolare scenario urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  all'interno delle particelle sopra descritte, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra:
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa, dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria, e straordinaria dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Burgarella Le Torri, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2 della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Burgarella Le Torri e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Pampalone
La villa è ubicata a Trapani, in contrada Fontanelle, prospiciente la via Nicolò Rodolico, nei pressi della S.S. 113 Trapani-Palermo.
Il fabbricato principale è composto da due elevazioni fuori terra: piano terra e primo piano. Vi sono inoltre due piccoli fabbrica ti attigui a quello principale costituiti ciascuno da un piano terra.
La villa, costruita verso la fine del sec. XIX, appartiene alla famiglia Venuti. Presenta una pianta di forma rettangolare dai caratteri stilistici assai semplificati con le facciate intonacate color rosa ed è assai valorizzata da un grande giardino dove dominante è la presenza di alberi secolari quali: ficus, cipressi, pini e altissime palme.
Disposte simmetricamente alla facciata della villa vi sono due cycas che costituiscono i centri cui convergono i viali ortogonali tra loro che scandiscono il giardino.
Questo è costituito da un agrumeto, inoltre vi troviamo l'im mancabile capanna di cipressi. Notevole è la presenza di palme nane come la Sabal Blackburniana e le Kenzie, oltre ad una certa varietà di piante tropicali.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  coniugi usufruttuari con diritto di accrescimento: Venuti Francesco, nato a Trapani il 23 luglio 1910, codice fiscale VNT FNC 10L23 L331U; Di Siena Filippina, nata ad Altavilla Milicia l'1 novembre 1916, codice fiscale DSN FPP 16S41 A229O; Venuti Ippolita, nata a Trapani il 5 agosto 1948, codice fiscale VNT PLT 48M45 L331S (proprietaria); unità immobiliare: identificativo; partita 1011150, foglio 12, particella 53, sub. 1, consistenza mq. 64, contrada Fontanelle, piano terra; sub. 2, vani 17, contrada Fontanelle, piano terra-1°; particella 92, sub. 1, consistenza mq. 45, contrada Fontanelle, piano terra-1°; sub. 2, consistenza mq. 104, contrada Fontanelle, piano terra; particella 93, vani 5,5, contrada Fontanelle, piano terra;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  Di Siena Filippina, nata ad Altavilla Milicia l'1 novembre 1916, codice fiscale DSN FPP 16S41 A229O (coniuge con diritto di accrescimento); Venuti Francesco, nato a Trapani il 23 luglio 1910, codice fiscale VNT FNC 10L23 L331U (coniuge con diritto di accrescimento); Venuti Ippolita, nata a Trapani il 5 agosto 1948, codice fiscale VNT PLT 48M45 L331S (per i propri diritti); partita 43565, foglio 12, particella 52, superficie Ha. 00.56.20, qualità agrumeto;
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Pampalone, per la loro complementarietà, costituiscono un particolare scenario sub-urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli interventi consentiti agli immobili ricadenti nelle particelle, sopra descritte, potranno essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo;
-  all'interno delle particelle sopra descritte, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa, dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria, e straordinaria dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Pampalone, tenuto conto delle motivazioni espresse e dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2 della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Pampalone e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Margherita
Lungo il viale Regina Margherita, che da piazza Vittorio Veneto conduce a piazza Vittorio Emanuele, sorge la villa Margherita. "La villa di Trapani" fu impiantata nel 1878 per iniziativa del benemerito cav. Giovan Battista Fardella e fu aperta al pubblico mentre era sindaco il comm. Francesco Incagnone. Essa fu dedicata alla regina Margherita di Savoia, prima regina d'Italia e sorse là ove prima esistevano i contrafossi, situati fra il castello e porta Osorio, già porta Borbone.
Nel 1901, sindaco il comm. Giulio D'Alì Staiti, fu recintata con una cancellata poggiante su una zoccolatura di pietra.
La villa è di forma rettangolare con quattro ingressi, il principale dei quali è sul viale Regina Margherita, i secondari sono sulle vie Palmerio Abbate, Osorio e Spalti.
L'interno è diviso in quaranta e più aiuole, fiancheggiate da viali sufficientemente larghi; bellissimo è il viale delle palme che ha per sfondo un piccolo laghetto artificiale.
Adornano la villa diverse erme, parti di colonne, capitelli ed elementi lapidei vari.
La villa è di particolare interesse per gli alberi di alto fusto e per le piante esotiche che vi prosperano, molte delle quali appartengono a specie rare che difficilmente si incontrano nei giardini del trapanese.
Il giardino, inserito nel contesto urbano di Trapani, non rappresenta un bene solo perché area verde urbana, ma anche perché è testimonianza di un particolare momento storico di ideazione e progettazione di giardini pubblici.
Il giardino, con le costruzioni circostanti, va a configurare un singolare paesaggio, costituito da una vasta articolazione di elementi fra loro complementari.
La villa meglio evidenziata nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique costituisce la "bellezza individua" ed è censita al:
Catasto urbano del comune di Trapani
-  comune di Trapani; unità immobiliare: identificativo; partita 1900, foglio 7, sezione E, particella 37, viale Regina Margherita;
Catasto terreni del comune di Trapani
-  comune di Trapani; partita 2307, foglio 304, particella 9, superficie Ha. 02.14.28, qualità giardino pubblico;
Considerato che la villa Margherita rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il giardino di villa Margherita costituisce un particolare scenario urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli interventi consentiti agli immobili ricadenti nelle particelle, sopra descritte, potranno essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, e di restauro conservativo;
-  all'interno delle particelle, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra;
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili, che sono parte integrante del giardino, non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa, dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  è fatto divieto di collocare cartelli pubblicitari all'interno dell'area vincolata;
-  ogni intervento dovrà essere preventivamente sottoposto all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza;
-  la commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Margherita, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2, della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Margherita e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
Villa Roccaforte
La villa Roccaforte, precedentemente denominata villa Burgarella, è l'unica, tra quelle facenti parte di questo primo elenco, ad essere ubicata nel comune di Erice, in contrada Rigaletta vicino la S.S. 113 Trapani-Palermo.
Edificata intorno al 1870, insiste su un'area di forma regolare all'interno di una vasta tenuta, posta in pendio, di proprietà della famiglia Zammarano, dalla quale si domina tutta la vallata sottostante.
La struttura edilizia della villa si sviluppa attorno ad una corte interna su cui prospetta la casa dei proprietari e il corpo dei servizi con annessi i magazzini e le stalle.
Il corpo principale del fabbricato è costituito dalla casa di tipo ottocentesco, simmetrica rispetto all'asse della facciata. Al di là del muro laterale e posteriore della villa si estende un'ampia area adibita a giardino che è stato in parte manomesso per motivi utilitaristici.
Infatti in questo giardino le istanze dilettevoli e l'assunto utilitarista sono compresi in uno stesso sistema, oltre alle passeggiate romantiche, al boschetto, al parterre, vi si trovano anche l'orto, il vigneto e il frutteto. Il giardino pur fondandosi in un tracciato regolare è improntato a quella attenzione per il paesaggio e per le forme della natura che è riflesso di precisi interessi naturalistici di alcuni ambienti siciliani.
L'impianto del giardino è costituito da due parti distinte: il giardino antistante il prospetto principale e laterale della villa ripartito in parterres geometrici da aiuole, bordate da siepi di bosco, con fiori ed esemplari isolati di specie arbustive esotiche ed un'area, estesa fra il prospetto posteriore e laterale, attualmente in stato di inselvatichimento, segnata da un canale di scolo delle acque e da una vasca che raccoglie le acque di una piccola sorgente che si trova più a monte.
Scansione principale dell'intero giardino è quella operata dai tre viali di lecci, di ficus Benjamina e di palme Phoenic che ripartiscono l'area in rettangoli utilizzati a frutteto ed agrumeto.
Elemento di particolare interesse è la disposizione a cerchio dei cipressi che vengono a configurare una capanna.
La villa e l'annesso giardino, meglio evidenziati nell'allegata planimetria "C" e planimetria catastale "D" con una campitura a righe oblique costituiscono la "bellezza individua" e sono rispettivamente censiti al:
Catasto urbano del comune di Erice
-  Burgarella Gaspare fu Agostino; unità immobiliare: identificativo; partita 355, foglio 213, particella 71, vani 12, via Nazionale TP-PA, piano 1°-2°-terra;
Catasto terreni del comune di Erice
-  Angelo Filippo (concedente in parte); Burgarella Marianna fu Gaspare, nata a Trapani il 13 marzo 1903, codice fiscale BRG MNN 03C53 L331P, de cuius (livellaria); Chiesa Matrice (concedente in parte); eredi: Tedesco Zammarano Amedeo, nato a Garbatula (Africa) l'11 ottobre 1925, codice fiscale TDS MDA 25R11 Z322C); Tedesco Zammarano Silvio, nato a Roma il 17 settembre 1926, codice fiscale TDS SLV 26P17 H501U; Chimieri Gioia, nata a Napoli il 13 giugno 1933, codice fiscale CHM GIO 33H53 F839A; partita 21125, foglio 213, particella 44, superficie Ha. 00.09.90, qualità fabbricato rurale; particella 80, superficie Ha. 01.98.80, agrumeto; particella 91, superficie Ha. 00.33.10, seminativo arboreo; particella 114, superficie Ha. 00.30.00, mandorleto; particella 115, superficie Ha. 00.51.10, seminativo arboreo;
Considerato che la villa con il giardino circostante rappresenta una testimonianza culturale complessa di interessi estetici, scientifici, tecnologici e architettonici di un particolare periodo storico della città di Trapani;
Considerato che il fabbricato e il giardino annesso alla villa Roccaforte, per la loro complementarietà, costituiscono un particolare scenario sub-urbano, di rilevante interesse paesistico, per il carattere e l'importanza della flora e per il mirabile equilibrio fra natura e costruito;
Considerato che è necessario conservare l'assetto vegetazionale del giardino che rispetti l'originario o più spesso quelle serie di varianti che si sono sovrapposte nel corso dei secoli e che hanno determinato la sua forma complessiva attuale;
Ritenuto infine, che per maggiore salvaguardia dell'area presa in esame, si debbano rispettare delle limitazioni, derivanti dal vincolo stesso, si impartiscono le seguenti prescrizioni:
-  l'intera area vincolata dovrà essere sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta;
-  gli interventi consentiti agli immobili ricadenti nelle particelle, sopra descritte, potranno essere sottoposti ai soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo;
-  all'interno delle particelle sopra descritte, costituenti il giardino, gli interventi dovranno simultaneamente tenere conto sia del disegno che del volume delle sue parti che della sua decorazione o della scelta degli elementi vegetali o minerali che lo costituiscono;
-  gli interventi stessi, dovranno, altresì, rispettare l'evoluzione del giardino, senza privilegiare un'epoca a spese di un'altra:
-  la scelta delle specie di alberi, di arbusti, di piante, di fiori da sostituire dovrà essere tesa ad una volontà di mantenimento e di ricerca delle specie originali;
-  gli elementi di architettura, di scultura, di decorazione fissi o mobili che sono parte integrante del giardino non devono essere rimossi o spostati se non nella misura necessaria per la loro conservazione o il loro restauro;
-  le recinzioni interne e quelle perimetrali della villa, dovranno essere mantenute nella loro più riconoscibile configurazione storica e, nel caso di manutenzione ordinaria, e straordinaria dovrà essere rispettata la tipologia preesistente;
-  sono vietate opere che possano recare danni diretti o indiretti alle piante e che possano pregiudicare il decoro e l'aspetto estetico del giardino;
-  non potranno essere consentite modificazioni dell'ambiente fisico (canalizzazioni, sistemi di irrigazione, strade, parcheggi, sistemi di coltivazione, ecc...) che possano essere dannose per l'equilibrio ecologico dell'area presa in esame;
-  ogni intervento all'interno dell'intera area vincolata dovrà essere preventivamente all'esame e alla valutazione della competente Soprintendenza.
La commissione, esaminata la documentazione relativa alla villa Roccaforte, dopo un'ampia e approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1, n. 2, della legge n. 1497/39 (bellezza individua), gli immobili costituenti la villa Roccaforte e quindi propone di sottoporre gli stessi a tutte le disposizioni di cui alla legge, nonché alle prescrizioni previste nel presente provvedimento.
La commissione completato l'esame delle ville passa alla trattazione del secondo punto all'ordine del giorno: vincolo d'insieme ai sensi dell'art. 1 nn. 3 e 4 della legge n. 1497/39, di una porzione di territorio ricadente nel comune di Trapani e di Erice di particolare pregio paesaggistico e naturalistico, dove insistono le antiche ville trattate nel punto precedente.
Il perimetro di vincolo partendo dallo spigolo del muro di cinta della villa Angelina, ad angolo tra la via F. Sceusa e via Marconi, prosegue lungo il perimetro della villa prospiciente la via Marconi fino allo spigolo della via da denominare (parallela alla via 35) che viene percorsa in direzione sud, il vincolo prosegue lungo la via 35 perimetrando le recenti costruzioni che rimangono escluse dal vincolo fino ad incontrare la via 29 che viene interamente percorsa fino all'intersezione con la citata via Marconi che viene percorsa in direzione est fino al quadrivio di Milo.
Si prosegue in direzione nord lungo la circonvallazione (S.P. 83) fino al punto di incrocio con la regia trazzera Mazara-Monte San Giuliano che viene percorsa per circa m. 100, fino all'intersezione con una strada interpoderale. Il confine prosegue lungo quest'ul tima, in direzione sud, fino al piazzale di sosta della prevista zona artigianale in contrada Rigaletta che rimane escluso dal vincolo.
Il perimetro di vincolo prosegue lungo il margine destro della strada di recente costruzione di servizio alla istituenda zona artigianale fino ad incontrare la strada statale n. 113 che viene percorsa in direzione ovest per circa m. 320, da qui il vincolo prosegue in direzione sud lungo la linea di confine tra l'area dei nuovi uffici della motorizzazione civile e il perimetro est delle particelle 29, 33, 34 e 42 fino ad incontrare la stradella sterrata che corre parallelamente alla strada A29 diramazione Trapani-Alcamo.
Si prosegue lungo il margine destro della stradella sterrata fino allo svincolo autostradale, da qui il vincolo prosegue sempre nella stessa direzione lungo il margine della strada di adduzione al nucleo industriale, fino ad incontrare la strada interpoderale adiacente la villa Pampalone che viene percorsa in direzione nord fino al muro di confine tra la villa Angelina e il nuovo "conservatorio di musica" Antonino Scontrino, prosegue lungo il sopradetto confine fino ad intersecare la via Francesco Sceusa che viene percorsa in direzione nord fino ad incontrare la via Marconi punto d'inizio del perimetro di vincolo.
Il perimetro di vincolo interessa anche l'area circostante la villa Abate Nobili così individuata:
-  partendo dall'incrocio tra la via Marconi e la via Etna si prosegue lungo quest'ultima fino ad intersecare il confine della particella 24 del foglio di mappa 12 del comune di Trapani. Si prosegue lungo il confine orientale delle particelle 24 e 27 e gira sul confine sud della particella 27 prosegue lungo la linea di confine delle particelle 522, 518, 524 che rimangono interamente incluse nel vincolo. Si incrocia la strada interpoderale che viene percorsa per un breve tratto in direzione sud fino al confine sud-ovest della particella 550. Si prosegue lungo il confine sud ed ovest della sopradetta particella includendo inoltre i confini ovest delle particelle 551, 34 e il confine nord delle particelle 34, 33. Detto confine include la stradella interpoderale che perimetra le particelle 98, 530, 529, 528 che rimangono interamente incluse nel perimetro di vincolo. Il vincolo prosegue in direzione ovest lungo il bordo destro della via Marconi fino a ricongiungersi al punto di inizio del perimetro angolo via Etna.
Lo sviluppo urbanistico recente ha compromesso parte di questa area consentendo costruzioni di elevate dimensioni che vanno ad alterare scorci visivi di particolare interesse paesaggistico;
Vista la relazione introduttiva dell'arch. Bianco sul problema generale delle ville che la commissione recepisce e fa propria;
Vista la situazione ambientale dei luoghi;
Ritenendo di fondamentale importanza tutelare il singolare paesaggio costituito da una vasta articolazione di elementi fra loro complementari quali: il paesaggio agricolo, i bagli e il verde storico che si inserisce con una sua identità;
Considerato che occorre conservare il paesaggio sub-urbano di Trapani caratterizzato dalla presenza di numerose oasi di verde di pertinenza delle ville storiche oggetto di particolare proposta di vincolo quali bellezze individue;
Considerato che occorre tutelare l'intorno ambientale delle ville storiche attraverso una corretta opera di programmazione e pianificazione delle risorse paesistiche per restituire equilibrio al territorio oggetto di vincolo;
Considerato che le singole ville e gli edifici di interesse storico, ricadenti nel perimetro proposto, per il fatto di essere localizzati ed inseriti nel complesso, unitariamente considerato, di trovarsi, cioè, in una data reciproca relazione, costituiscono parti essenziali di questo, concorrendo a determinare l'aspetto coessenziale del medesimo complesso, il suo modo di essere e la sua consistenza estetica e tradizionale.
La commissione, esaminata la documentazione agli atti, dopo un'ampia ed approfondita discussione, dichiara di notevole interesse paesistico ex art. 1 nn. 3 e 4 della legge n. 1497/39, l'area descritta come sopra ed evidenziata con campitura nelle planimetrie allegate che formano parte integrante del presente verbale.
La commissione, visto l'elevato numero di pagine da manoscrivere sul registro dei verbali per ciascuna seduta decide che, a partire dalla presente e quindi per le future, i verbali saranno elaborati direttamente al computer e ogni singola pagina verrà bollata e firmata.
Il presente verbale è composto di n. 35 pagine e da n. 16 elabo rati grafici allegati (stralci aerofotogrammetrici e planimetrie catastali scala 1/2.000 delle aree soggette di vincolo) che costituiscono parte integrante del verbale stesso.
Esauriti gli argomenti posti all'ordine del giorno la commissione si autoconvoca per mercoledì 12 luglio 1995 alle ore 10,00 con il seguente ordine del giorno:
1)  vincolo paesistico d'insieme dell'area compresa fra Monte Barbaro e Monte Pispisa, Monte Inici, Monte Tre Croci e l'altura di Castello Eufemio ai sensi dell'art. 1 nn. 3, 4 della legge n. 1497/39;
2)  Rocca Giglio territorio di Valderice.
La seduta viene sciolta alle ore 14,00.
Letto, approvato e sottoscritto.