Museo di Adrano - Archeologia e storia sotto il vulcanoMuseo di Adrano - Archeologia e storia sotto il vulcano

Il Restauro

Negli anni Cinquanta del Novecento l’edificio, che nel corso del XIX secolo, quasi per uno scherzo del destino, era stato dichiarato monumento nazionale, viveva uno dei periodi più bui della sua storia centenaria. Parzialmente in rovina e completamente abbandonato nei piani superiori, era utilizzato pienamente solo nel primo piano, dove i continui lavori di adattamento come carcere mandamentale avevano comportato lo scempio dei saloni, deturpandone anche il profilo architettonico esterno.
 


Il Castello Normanno
(particolare della facciata est prima del restauro)

Anche il piano terra era adibito ad usi non consoni alla dignità del monumento. Il vano all’interno del bastione orientale era, infatti, utilizzato come canile municipale e diviso con tramezzi che servivano a mantenere separati gli animali. I due bellissimi saloni con copertura a volta dello stesso piano erano stati trasformati, rispettivamente, in magazzino comunale e in pozzo nero.

Finalmente per la pressione delle istituzioni e dell’opinione pubblica il carcere venne rimosso e, in una lettera dell’8 agosto 1956, inviata dalla Soprintendenza ai Monumenti di Catania all’Intendenza di Finanza, si legge: “ L’edificio, di proprietà demaniale, resta pertanto inutilizzato, dato anche lo stato di rovina delle sue murature. Sarebbe intenzione del superiore Ministero della Pubblica Istruzione prendere in consegna il Castello, per destinarlo ad uso culturale…”.
La vicenda, tristissima, del monumentale torrione, da fortezza e residenza nobiliare a carcere può finalmente dirsi conclusa.
 


Il Castello Normanno
(i piani superiori in rovina)

Particolare della Cappella
(prima del restauro)

Vengono immediatamente avviati, in stretta collaborazione tra la Soprintendenza ai Monumenti di Catania e quella alle Antichità di Siracusa, i lavori che porteranno dapprima al restauro dei piani inferiori del castello, dove verranno collocate le prime sezioni del neonato “Museo di Adrano” e, successivamente, in contemporanea con l’incremento delle collezioni archeologiche, al restauro dei saloni superiori, che vedranno finalmente il rifacimento dei soffitti crollati oramai da secoli.

Nell’ambito del POR Sicilia 2000 – 2006 si è realizzato il “Progetto di nuovo allestimento del Museo Regionale di Adrano”. Esso, seppur principalmente mirato all’allestimento museale, ha creato i presupposti per curare anche minime opere di restauro che, per ragioni di carattere organizzativo e funzionale, non erano state prese in considerazione in precedenza.

Le problematiche, emerse in fase di progettazione prima e di esecuzione dopo, sono state alquanto complesse, considerato che si è dovuto coniugare l’aspetto funzionale del nuovo allestimento, nel pieno rispetto delle norme che regolano la sicurezza e la fruizione degli immobili a destinazione museale, con quello conservativo, verso il quale si è cercato di intervenire senza incidere sugli elementi caratterizzanti il manufatto e anzi, in qualche caso, evidenziandone le peculiarità.
 

 
Castello Normanno
Allestimento del museo prima dei lavori P.O.R 2000-2006 

Queste considerazioni, ritenuto che proprio l’istituzione del Museo rappresenti un punto di riferimento di grande rilevanza culturale nel territorio, hanno fatto sì che l’intervento, nel suo complesso, venisse rivolto fondamentalmente verso la realizzazione del nuovo allestimento museale, senza trascurare gli aspetti riguardanti il recupero architettonico del manufatto.

A tale scopo è stato curato prioritariamente lo studio del percorso di visita. Conseguenzialmente sono scaturiti una serie di interventi che lo rendessero fruibile ad un più vasto numero di visitatori.
Così, per non interferire con i flussi in ingresso ed in uscita, il piano terra è stato collegato al primo attraverso una scala in acciaio posta nell’intercapedine tra la cinta muraria ed il castello, mentre, al fine di disimpegnare i primi tre livelli dedicati interamente all’esposizione, all'ultimo piano hanno trovato posto gli uffici di direzione e di custodia del museo. Da questo piano, inoltre, è possibile accedere al terrazzo di copertura.

Per rendere possibile la visita ai diversamente abili è stato realizzato un ingresso, a Sud, attraverso la riapertura di un varco preesistente nella cinta muraria fortificata a livello stradale e l’installazione di un elevatore tra il piano terra ed il primo; inoltre, attraverso una rampa, ad ovest del primo piano, è possibile accedere al riproposto camminamento esterno, tra il torrione e la cinta fortificata cinquecentesca.

Oltre a riproporre il camminamento esterno è stato realizzato un nuovo solaio al terzo piano, del tipo misto legno-calcestruzzo e struttura portante in legno lamellare a vista, in sostituzione del vecchio, in calcestruzzo armato.

La scelta delle pavimentazioni è stata rivolta verso l’utilizzo della pietra lavica per quanto riguarda gli ambienti esterni ed il piano terra mentre, per il primo e secondo piano, è stato predisposto un pacchetto ignifugo e dogato in legno. Il terzo piano, invece, è stato pavimentato con mattoni in cotto.

Gli ambienti destinati a servizi ed impianti, funzionali al Museo, sono stati posizionati lungo l’intercapedine di piano terra, dove meno interferiscono con il percorso di fruizione e di visita e le strutture storicizzate del monumento.

Gli interventi a carattere conservativo consistono, in larga massima, nella riconfigurazione e restauro del paramento murario interno, a vista, del piano terra e del primo.
A questo livello sono state demolite le murature e i servizi dei locali precedentemente destinati ad uffici ed al personale di custodia.
Per quanto riguarda gli esterni, sono state riconfigurate e restaurate le murature aggettanti sul lato Est del monumento, al piano terrazzo.

Allo scopo di evitare lo spolvero delle vecchie malte di allettamento, gli ambienti interni del piano terra e del primo sono stati trattati con un protettivo consolidante per superfici fortemente disaggregate. Tale composto, non pellicolare ed a completo assorbimento, è stato appositamente valutato per non alterare la composizione e le cromie dei materiali sui quali sarebbe stato impiegato.

Nella cappella posta nell’angolo di Sud-Est del secondo piano sono stati previsti una serie di interventi volti al restauro dell’apparato decorativo lapideo ed al rifacimento degli intonaci.

Attraverso l’istallazione di nuovi corpi illuminanti e di 26 vetrine espositive, ai piani, l’allestimento ha assunto l’immagine definitiva.

In conclusione, gli interventi eseguiti hanno restituito l’immagine architettonica storicizzata del monumento e l’antico rapporto visivo col circostante soddisfacendo, altresì, le norme che regolano la sicurezza e la funzionalità degli edifici pubblici a destinazione museale.

 

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