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Secondo piano




Sala I

Vi sono esposte le collezioni restituiteci dalla città greca di Adranon, l’insediamento siracusano fondato, secondo Diodoro Siculo, intorno al 400 a.C. sui cui resti insiste in parte il moderno centro urbano di Adrano. La rassegna di materiali proveniente dal centro è costituita da vasi acromi, a figure rosse e a vernice nera, talora con decorazione sovraddipinta, statuette di terracotta di argomento sacro o teatrale, oggetti di uso quotidiano provenienti sia dagli scavi dell’abitato, sia da quelli delle necropoli che si estendevano ad oriente (contrada Vigna di Corte) e ad occidente (contrada S. Alfio), fuori le mura della città.


Statuetta di attore comico dall’abitato di Adranon (IV secolo a.C.)
Skyphos a figure rosse (seconda metà del IV secolo a.C.)
Lekythos a figure rosse (seconda metà del IV secolo a.C.)
Figurine di terracotta raffiguranti uccelli dall’abitato di Adranon (III secolo a.C.)
Statuetta di tanagrina avvolta in ampio himation (II secolo a.C.)
Pisside a figure rosse (330 - 300 a.C.) dal corredo della tomba n. 8 della Necropoli orientale.
Unguentario (III secolo a.C.). Necropoli orientale, scavi 1998

Sala II

E’ dedicata all’esposizione dei materiali di età romana, bizantina e medievale del territorio adranita. Si possono visionare ceramiche, vetri, metalli e monete di età romano-imperiale; ceramiche e metalli di età bizantina, tra i quali due incensieri e due cucchiai di bronzo databili ai secoli VI-VIII d.C.; vasellame invetriato e smaltato e monete di età medievale. Due ritratti virili, una testa di Dioniso fanciullo ed alcune anfore da trasporto di provenienza sporadica, tutti di età imperiale, completano il percorso espositivo dedicato all'archeologia di Adrano e del suo territorio.


Brocchetta in pasta vitrea (seconda metà I secolo d.C.)
Unguentarlo in pasta vitrea (fine I – inizi II secolo d.C.)
Ritratto maschile di età romana (III-IV secolo d.C.)

Cappella

Ospita una selezione di opere di carattere storico-artistico. Si possono ammirare frammenti di affreschi ascrivibili al XIV secolo; nel catino dell’abside il Pantocrator (nella mandorla circondato da angeli) testimonia la presenza di maestranze transalpine operanti nel XIV secolo. All’interno del raccolto ambiente sacro sono esposti manufatti lapidei di varia provenienza, tra essi si distinguono una statua in marmo acefala del XVI secolo, l’Immacolata, una scultura in marmo alabastrino del XVI secolo di dimensioni ridotte, ma di indubbia raffinata fattura. Nel vano sacrestia trova posto un busto marmoreo virile alla maniera rinascimentale.


Cappella gentilizia
Cappella gentilizia. Catino dell
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