La vicenda biografica

Antonio de Antonio, noto universalmente come Antonello da Messina, nasce a Messina nel 1431.
Compiuti i primi studi, si trasferisce nella Napoli aragonese, presso la bottega di Colantonio; qui conosce la pittura fiamminga di Jan van Eyck, Roger Van Der Weyden e Petrus Christus, l’arte catalana e quella angioina.
Nel 1457, il suo primo contratto per la realizzazione di un gonfalone per la confraternita di San Michele dei Gerbini di Reggio lo rivela a Messina, dove la sua bottega rimarrà attiva sino al 1465 e produrrà gonfaloni e icone per varie committenze siciliane e calabresi.
Il silenzio delle fonti d’archivio tra il 1466 e il 1471 ha fatto supporre alla critica un suo primo viaggio nel Nord Italia, ipotesi oggi largamente respinta. Ugualmente ipotetici, in assenza di prove documentali, rimangono i soggiorni di Antonello a Roma e nelle Fiandre, teorizzati sulla base delle straordinaria capacità dell’artista di recepire le innovazioni, e del comune sentire con gli altri grandi del Rinascimento italiano, Piero della Francesca e Giovanni Bellini innanzitutto.
Nell’ottobre 1471 Antonello è nuovamente presente nei documenti di Messina, dove riceve un acconto da parte dei magistri della chiesa dello Spirito Santo di Noto per un gonfalone. Altre commissioni di gonfaloni e icone documentano la sua attività nella Sicilia orientale (a Messina, Randazzo, Caltagirone) tra il 1472 e il 1473.
Nell’agosto del 1474 stipula un contratto con Iuliano Maniuni per dipingere l’Annunciazione della chiesa di Palazzolo Acreide, oggetto della mostra. Dall’agosto 1475 all’aprile 1476 è a Venezia, dove impianta una bottega molto attiva; qui avverrà l’incontro con Giovanni Bellini.
La sua notorietà è tale che, nel marzo del 1476, il duca Galeazzo Maria Sforza lo richiede presso la sua corte, ma nel giugno dell’anno successivo Antonello è nuovamente a Messina.
Il 14 febbraio 1479 redige il suo testamento, e il 25 febbraio è già dichiarato morto.