“Se volessimo scrivere una biografia immaginaria di un pittore… che coincida con la storia di una società, dei movimenti culturali che vi si producono, della ricerca di nuove o ritrovate forme espressive e insomma con la storia della pittura in Italia tra le due guerre; se volessimo scriverla, i dati in cui si dissolverebbe l’immaginazione finirebbero con l’essere quelli della vita di Francesco Trombadori…”
Leonardo Sciascia
7 aprile 1886
Francesco Trombadori nasce a Siracusa da un’antica famiglia di incisori e ceroplastici. Dopo aver frequentato la Scuola Tecnica a Siracusa, nel 1907 si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti.
E’ allievo di Giuseppe Cellini, Filippo Prosperi e Tommaso Minardi e compagno di studi di Cipriano Efisio Oppo, Amerigo Bartoli, Mario Broglio e Virgilio Guidi.
Frequenta la scuola libera del nudo ove lavora en plein air.
Nel 1911 tiene a Siracusa, nel foyer del Teatro Massimo, la sua prima mostra personale.
A partire dal 1913, ed in seguito durante il suoi soggiorni romani, frequenta la Terza saletta del Caffè Aragno in via del Corso, luogo delle più accese dispute artistiche e intellettuali.
Vede sorgere il Futurismo e il “ritorno all’ordine”. Nel caffè letterario romano, frequentato da artisti italiani e stranieri in transito nella città, Trombadori incontra personalità straordinarie: Giovanni Verga, Giovanni Papini e Pablo Picasso.
Dopo la sua prima esposizione siracusana (1911), l'artista adotta il nome d'arte di Franz Trombadori d'Ortigia, (poi Cino d'Ortigia) pseudonimo con il quale firma anche le iniziali prove come illustratore per le rappresentazioni classiche del Teatro Greco di Siracusa, inaugurate nel 1914.
1915: l’Italia è in guerra, e Trombadori viene richiamato alle armi.
Nel luglio del 1916 sposa a Roma Margherita (Ghita) Ermenegildo. Ferito al braccio sinistro sul Podgora verrà fregiato della croce di guerra e nominato cavaliere dell’ordine della corona d’Italia.
Nel 1917, in convalescenza a Roma, partecipa alla Mostra di guerra Il 10 giugno dello stesso anno nasce il figlio Antonello.
Alla fine del 1919 il commissariato degli alloggi di Roma assegna a Trombadori lo studio n. 12 a Villa Strohl-fern, poco distante da piazzale Flaminio. Lo studio del pittore, grazie all’operosità della figlia Donatella è oggi sede dell’ Archivio Trombadori.
Negli anni successivi, mentre frequenta Giorgio de Chirico, Riccardo Francalancia, Carlo Socrate e Antonio Donghi, Trombadori studia la pittura antica.
La sua attività artistica , che va dal 1911 al 1961, anno della sua scomparsa, lo porta ad esporre nelle principali manifestazioni artistiche nazionali e straniere:
Venezia, Roma, Milano, Forlì, Siracusa, Catania sono solo alcune delle sedi, e ancora Barcellona, Baltimora, Vienna, Buenos Aires accolgono le sue opere in mostra.
Nel 1934, insieme a Marinetti, Mafai, Ceracchini, Cagli, Pirandello, Capogrossi, Donghi, Cavalli, Martini, Fazzini, viene intervistato da Bernard sulla ormai prossima Quadriennale.
Nel giugno del 1937 ha inizio la collaborazione con la rivista “Circoli”, bimestrale di poesia diretta dal poeta Adriano Grande. Tra i collaboratori vanno ricordati Elio Vittorini, Curzio Malaparte, Leo Longanesi, Umberto Saba, Salvatore Quasimodo, Alberto Savinio, Libero de Libero, Sandro Penna, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti.
Tra l’aprile ed il maggio del 1961 si inaugura a Roma la sua ultima mostra personale.
In agosto partecipa alla XII rassegna nazionale delle arti figurative, “Premio Avezzano”. È la sua ultima apparizione; il 24 agosto 1961 Francesco Trombadori muore suscitando grande cordoglio nel mondo della cultura.
Segue un lungo silenzio.
Nel 1983 Maurizio Fagiolo, Netta Vespignani, con Antonello e Donatella Trombadori, danno vita all’Archivio della Scuola Romana.
All’iniziativa aderiscono moltissimi pittori, eredi degli artisti, che generosamente aprono ai giovani studiosi, che presto si affiancano all’archivio, le loro carte di famiglia, dando vita in tal modo a una serie di mostre che contribuiscono a far uscire dall’oblio quei pittori ingiustamente dimenticati.
Nel 1985 nella Villa Strohl-fern a Roma, nello studio n. 12 di Francesco Trombadori, l’ archivio personale, con alcuni quadri e i suoi libri, viene vincolato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Oggi rimane l’ultima e purtroppo unica testimonianza della vita artistica e culturale che si è svolta per oltre un secolo in quel luogo magico.
Lo studio dal 1991 è aperto al pubblico e agli studiosi.
Francesco Trombadori all'opera
Trombadori a Capo d’Orlando, in uno dei rari
episodi di pittura dal vero, fine anni cinquanta

Francesco Trombadori