PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA

FONDO SOCIALE EUROPEO

ORGANISMI ISTITUZIONALI

INTERVENTI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA FAMIGLIA

FUNZIONAMENTO E QUALITA' SERVIZI SOCIALI UFFICIO PIANO

A.P.Q. “GIOVANI PROTAGONISTI DI SE' E DEL TERRITORIO”

UFFICIO SPECIALE SOLIDARIETA’ VITTIME CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO

UFFICIO ISPETTIVO

PROMOZIONE E TUTELA DELLA CONDIZIONE MINORILE E GIOVANILE

HOME Assessorato Famiglia

 

 

 

 

Repubblica Italiana  Regione Siciliana

 

Assessorato Regionale della famiglia delle politiche sociali e delle autonomie locali

 

Istituito con legge regionale del 28 aprile 2003, n. 6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Programma Operativo Regionale Sicilia

Fondo Sociale Europeo

Coordinamento e attuazione PO FESR e FSE 2007-2013

DOMANDE

RISPOSTE

1

Quali opportunità sono offerte in Sicilia dai Fondi Strutturali nell’ambito delle politiche sociali e di inclusione?

Si tratta di diverse tipologie d’intervento inserite nei Programmi Operativi (PO), nazionali e regionali; i Programmi regionali per la Sicilia sono stati approvati dalla Commissione Europea nell’ultimo trimestre del 2007.

2

Qual è il periodo di riferimento dei Programmi Operativi ?

In base al ciclo di programmazione comunitaria, i Programmi nazionali e regionali si riferiscono al settennio  2007-2013.

3

Che tipo di interventi sono previsti nei Programmi regionali?

Il Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo (FSE) prevede interventi per lo più di tipo immateriale; il Programma Operativo del Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) prevede interventi per lo più di tipo strutturale e infrastrutturale.

4

Nell’ambito del Programma Operativo del FESR in quale settore sono previsti gli interventi per il sociale?

Il PO FESR, come il PO FSE è articolato in assi prioritari; la maggior parte degli interventi per il sociale è concentrato nell’Asse VI Sviluppo urbano sostenibile; alcuni interventi per le persone diversamente abili sono inseriti nell’Asse IV  Diffusione della ricerca, dell’innovazione della società dell’informazione.

In ogni caso, in base agli indirizzi comunitari, il principio di pari opportunità e di non discriminazione costituisce un principio trasversale a cui devono essere orientati  tutti gli interventi.

5

Nell’ambito del Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo (FSE) in quale settore sono previsti gli interventi per il sociale?

Il PO FSE, come il PO FESR è articolato in assi prioritari; l’Asse III del Programma FSE è dedicato esclusivamente all’inclusione sociale, ma anche in altri Assi sono previsti interventi per fasce deboli.

In ogni caso,anche per il FSE come per il FESR il principio di pari opportunità e di non discriminazione costituisce un principio trasversale a cui devono orientarsi tutti gli interventi.

 

 

Organismi Istituzionali e Terzo Settore

FRANCESCO FAZIO

Dirigente Responsabile

Piano 12 St. 10 091-7074240 fax 091 7074135

famiglia.servizio1@regione.sicilia.it

francesco.fazio@regione.sicilia.it

DOMANDE

RISPOSTE

1

A cosa serve il registro del Volontariato?

L’iscrizione nel registro regionale del volontariato costituisce il requisito necessario per poter accedere ad eventuali contributi e/o per la stipula di convenzioni con lo Stato, la Regione, gli enti locali ed altri enti pubblici.

2

Qual’è il termine entro il quale l’istanza di iscrizione va presentata?

La domanda d’iscrizione nel registro va presentata dal 1 al 31 gennaio o dal 1 al 30 settembre di ciascun anno.

3

Quali documenti vanno allegati all’istanza d’iscrizione?

I documenti da allegare sono i seguenti:

a) copia (conforme all'originale) dell'atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli aderenti da cui risulti la conformità dell'organizzazione di volontariato al dettato degli articoli 2 e 3 della legge 11 agosto 1991, n. 266;

b) relazione sull'attività (gratuita) svolta nel territorio regionale dall'associazione di volontariato negli ultimi sei mesi e sull'attività che intende svolgere;

c) dichiarazione contenente l'indicazione del legale rappresentante e di coloro i quali rivestono (tutte) le altre cariche sociali previste dallo statuto;

d) dichiarazione contenente il numero e l'elenco dei soci e dei volontari aderenti (distinto per categorie statutarie);

e) dichiarazione contenente l'entità e la natura delle risorse disponibili (corredata dall'ultimo bilancio approvato e dall'inventario dei beni);

f) dichiarazione contenente il numero e le mansioni espletate da eventuali operatori esterni di cui l'organizzazione di volontariato si avvale con contratto di lavoro subordinato o autonomo (da produrre anche in forma negativa.)

4

Quali sono i contributi erogati dall’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali in favore delle associazioni iscritte nel Registro del volontariato?

L’Assessorato della famiglia eroga annualmente in favore delle Organizzazioni iscritte nel registro regionale contributi per la copertura delle polizze di assicurazione stipulate per i soci sia per infortuni che per responsabilità civile.

5

Esiste un termine entro il quale la domanda di contributo regionale per la copertura assicurativa va presentata?

L’istanza di contributo va presentata entro il 31 luglio di ciascun anno.

6

Cosa sono i Centri di Servizio per il volontariato?

L’istituzione dei Centri di Servizio per il Volontariato è prevista dall’art.15 della legge quadro sul volontariato 11 agosto 1991, n.266, ma il numero degli stessi centri da istituire in Sicilia è fissato dall’art.14 della legge regionale sul volontariato n.22/1994 che ha espressamente previsto 3 Centri nei seguenti capoluoghi di Provincia: Palermo, Messina e Catania. Detti Centri, istituiti e attivi dall’1 giugno 2001, sono destinatari annualmente di fondi erogati dal Comitato di Gestione per il volontariato che gestisce risorse assegnate dalle fondazioni bancarie. Il compito principale di detti Centri di Servizio è quello di offrire servizi di consulenza, informazioni e assistenza  tecnica alle organizzazioni di volontariato.

7

Dove si trovano i tre Centri di Servizio istituiti in Sicilia?

A Palermo il Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo (CESVOP) che ha sede in via Maqueda 334, tel .+39 091 331970, sito internet: www.cesvop.org.

A Messina il Centro Servizi Volontariato (CESV) ha sede in piazza Duomo n.25, tel.+39 090 6011825, sito internet: www.cesvmessina.it

a Catania il Centro Servizi per il Volontariato Etneo, ha sede in via Zuccarelli n.34, tel. +39 095 7122634, sito internet: www.csvetneo.it

8

Se un’associazione di volontariato ha sede in provincia a quale Centro di Servizio deve rivolgersi per chiedere assistenza?

I Centri di Servizio di Palermo, Messina e Catania, hanno una competenza territoriale comprendente più province. In particolare, il Centro di Servizio di Palermo ha competenza nelle province di Palermo, Agrigento, Trapani e Caltanissetta; il Centro di Servizi di Messina ha competenza nella provincia di Messina; il Centro di Servizio di Catania ha competenza nelle province di Catania, Ragusa, Siracusa ed Enna. Va ricordato, inoltre, che i Centri di Servizio hanno istituito in alcuni Comuni delle province di riferimento delle delegazioni alle quali poter rivolgersi senza la necessità di recarsi nel capoluogo di provincia di pertinenza.

SOLIDARIETÀ FAMILIARE Art. 16 l.r. 31 luglio 2003, n. 10

1

A cosa serve il Registro della Solidarietà Familiare?

L’iscrizione nel registro regionale costituisce il requisito necessario per poter accedere ad eventuali contributi, per la stipula di convenzioni dei servizi sociali con i Comuni, la gestione di comunità alloggio ed altri servizi a sostegno delle famiglie.

2

Qual è la differenza tra il Registro di Solidarietà Familiare e il Registro di Volontariato?

Nel registro del volontariato le prestazioni sono gratuite con diritto al rimborso delle spese eventuali, figure professionali e spese varie come (benzina, trasporto con mezzi pubblici, spese telefoniche), mentre per il Registro di Solidarietà Familiare gli stessi soci possono essere impiegati della stessa associazione e percepire uno stipendio secondo il contratto collettivo nazionale.

3

Qual è il termine entro il quale l’istanza di iscrizione va presentata?

La domanda d’iscrizione nel registro va presentata dal 1 Marzo ovvero dal 1al 30 settembre.

4

Quali documenti vanno allegati all’istanza di iscrizione?

I documenti da allegare sono i seguenti:

 

 

a) Copia conforme all’originale dell’atto di costituzione e del relativo statuto, munito degli estremi di registrazione (se lo statuto approvato in sede di costituzione è stato successivamente modificato, occorre in ogni caso inviare l’atto costitutivo dell’associazione);

 

b) relazione sull’attività svolta nel territorio regionale dell’associazione e sull’attività che intende svolgere con priorità alle finalità di cui al primo comma del citato art.16 della legge regionale 31 luglio 2003, n.10;

 

c) dichiarazione contenente l’indicazione del legale rappresentante e di coloro i quali rivestono tutte le altre cariche sociali previste dallo statuto;

 

d) dichiarazione contenente il numero e l’elenco di tutti gli associati distinto per categorie statutarie (soci, soci ordinari, volontari ecc) nell’elenco devono risultare i nominativi di tutti i soci con indicazione dei vincoli familiari;

 

e) dichiarazione contenente l’entità e la natura delle risorse disponibili (corredata dall’ultimo conto consuntivo approvato e dall’inventario dei beni);

f) dichiarazione contenente il numero e le mansioni espletate da eventuali operatori sia esterni che interni, sempre nel rispetto dell’art.18 della legge 383/2000, di cui l’associazione si avvale con contratto di lavoro subordinato o autonomo (qualora l’associazione non si avvalga di operatori esterni, la dichiarazione va resa in forma negativa).

5

Sono previsti contributi e/o agevolazioni nei confronti degli enti iscritti ?

L’attuale normativa non prevede la concessione di contributi né per spese di funzionamento né per oneri derivanti dalle polizze di assicurazione per R.C. e infortuni dei soggetti impiegati dagli enti iscritti.

In conclusione la normativa di riferimento del Registro di Solidarietà Familiare art. 16 l.r, n. 31 luglio 2003 n. 10 è il D.A. n. 835/S7 del 31/03/04 che istituisce il suddetto Registro.

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Interventi per la tutela e la valorizzazione della famiglia

GABRIELLA GARIFO

Dirigente Responsabile

Piano 4/17 - 091-7074277

gabriella.garifo@regione.sicilia.it

famiglia.servizio2@regione.sicilia.it

INTERVENTO ECONOMICO IN FAVORE DELLE FAMIGLIE       SPORTELLO INFORMA FAMIGLIA

BUONO SOCIO-SANITARIO

 

DOMANDE

RISPOSTE

1

Che cosa è il Buono Socio-Sanitario e quali sono i requisiti dell'utente.

 

Il Buono Socio-sanitario è un intervento diretto al sostegno delle famiglie che accolgono e mantengono nel proprio ambito anziani non autosufficienti o disabili gravi, conviventi, legati da vincolo familiare, parentela, filiazione, adozione, affinità, in alternativa al ricovero in presidi residenziali.

Sono destinatari del Buono Socio-Sanitario le famiglie che, residenti nel territorio regionale, si prendono cura di un anziano di età non inferiore a 69 anni e un giorno, in condizioni di non autosufficienza debitamente certificata (invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento) ovvero accolgono un disabile con disabilità grave certificata ai sensi della legge 104/92. Il limite I.S.E.E. del nucleo familiare (indicatore situazione economica equivalente) per l'accesso all'intervento è determinato in € 7.000,00.

2

Qual'è la normativa di riferimento per l'erogazione del Buono Socio-sanitario?

La normativa di riferimento è l'art.10 della L.R. 10/2003, il D.P.R. 10/07/2008 pubblicato sulla G.U.R.S. n.32 parte prima, del 18/07/2008, il D.P.R. 07/07/2005 e il D.P.R. 07/10/2005.

3

A chi va presentata l'istanza per l'anno 2009?

L'istanza del cittadino va presentata presso gli uffici comunali di residenza entro il mese di aprile.

I Comuni Capofila di Distretto sono tenuti a presentare le istanze di finanziamento all'Assessorato Famiglia entro il 30/06/2009.

4

Quali documenti vanno allegati all'istanza dell'utente?

-Verbale della commissione invalidi civili attestante l'invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento, o in alternativa, certificazione attestante disabilità grave ai sensi della legge 104/92.

-Certificazione I.S.E.E. rilasciata da uffici ed organismi abilitati.

5

Il Buono Socio-Sanitario 2008 è stato pagato?

Sì, le somme destinate al Buono Socio- Sanitario 2008 sono già state pagate ai Comuni Capofila dei Distretti Socio-Sanitari e vengono pagate ai beneficiari direttamente dai medesimi Comuni.

INTERVENTO ECONOMICO IN FAVORE DELLE FAMIGLIE CON FIGLI MINORI CONVIVENTI E A CARICO IN NUMERO PARI O SUPERIORE A QUATTRO.

1

In che cosa consiste l'intervento?

 

Si tratta di un sostegno alle famiglie con almeno quattro figli minori a carico e conviventi, prendendo in considerazione la condizione economica equivalente dell'intero nucleo familiare certificata dall'ISEE alla data di presentazione della domanda.

2

Chi può inoltrare domanda?

Il genitore intestatario della scheda anagrafica del proprio nucleo familiare.

3

Dove si presenta la domanda?

Presso il proprio Comune di appartenenza entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando.

4

Quali sono i requisiti per la presentazione della domanda?

 

Si deve essere in possesso di:

 

-         cittadinanza italiana, o di uno stato membro dell'U.E. o per i soggetti extra comunitari titolarità di carta di soggiorno;

-         residenza nel territorio della Regione Siciliana da almeno un anno alla data di presentazione dell'istanza;

-         ISEE dell'intero nucleo familiare non superiore a € 5.000,00 (cinquemila).

5

Cosa si deve allegare alla domanda?

Si deve allegare:

 

-         fotocopia del documento di riconoscimento dell'istante;

-         attestato ISEE dell'intero nucleo familiare rilasciato dagli uffici abilitati.

6

Da chi sarà effettuato il pagamento?

 

I pagamenti ai nuclei familiari saranno effettuati direttamente dai Comuni di appartenenza dei beneficiari.

7

Sono stati già trasferiti i soldi ai Comuni?

Sì, sono stati già trasferiti e quindi le famiglie beneficiarie dovranno rivolgersi direttamente al Comune in cui è stata presentata la domanda per ottenere le informazioni relative ai pagamenti.

SPORTELLO INFORMA FAMIGLIA

1

Cosa sono gli sportelli informa famiglia?

 

Gli sportelli informa famiglia vanno intesi come servizi di profilo integrato che, in coerenza con la funzione di Segretariato Sociale assicurato nel territorio dai Comuni hanno la funzione di individuare e mettere in connessione la risorse dei Servizi Sociali, Socio-sanitari e informativi utili a supportare il ruolo delle famiglie diffondendo, al contempo le informazioni necessarie a facilitare l'accesso alla rete e l'individuazione dei servizi adeguati.

2

Qual'è lo stato attuale dell'intervento?

 

E' in corso la realizzazione degli Sportelli Informa Famiglia presso i Comuni dell'Isola i cui progetti sono utilmente collocati nella graduatoria approvata con D.A. 930/S2 dell’11/04/2008 pubblicato sulla G.U.R.S. n.24 del 30/05/2008.

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SILVANA LA ROSA

Dirigente Responsabile

 

Funzionamento e Qualità sistema integrato Servizi Sociali Ufficio Piano

Piano 4 St. 7 - 091-7074431 FAX 091-7074288

famiglia.ufficiopiano@regione.sicilia.it

s.larosa@regione.sicilia.it

ALBO DEGLI ENTI ASSISTENZIALI

DOMANDE

RISPOSTE

1

Quali sono i requisiti per l’iscrizione all’albo regionale degli enti assistenziali?

Possono chiedere l’iscrizione agli enti pubblici e privati senza finalità di lucro (Ipab, Ass.ni, Cooperative) in possesso dei requisiti strutturali ed organizzativi previsti per ogni singola tipologia di servizio.

2

A cosa serve l’iscrizione all’albo regionale?

L’iscrizione è il requisito necessario per la stipula delle convenzioni con i Comuni della Sicilia.

3

Quali documenti vanno presentati per l’iscrizione?

L’elenco della documentazione è pubblicato in questo stesso sito.

4

Se un ente vuole svolgere l'attività assistenziale privatamente, senza volere stipulare convenzioni con i Comuni, deve iscriversi all'albo regionale?

Nell'ipotesi che l'attività assistenziale venga svolta privatamente, accogliendo cioè soggetti che pagano rette a loro carico, l'ente non deve iscriversi all'albo bensì all'albo comunale istituito presso i Comuni ai sensi dell'art. 27 della citata l.r. 22/86.

5

Quali caratteristiche deve avere una struttura per ospitare soggetti anziani, minori o disabili?

I requisiti strutturali (standard) richiesti per l'iscrizione all'albo regionale sono quelli previsti dal D.P.R.S. 29/06/1988, pubblicato nella G.U.R.S. n. 34 del 06/08/1988.

6

Cos'è la casa famiglia per minori?

La casa famiglia è una struttura residenziale per minori a dimensione familiare e rappresenta il superamento, insieme alla comunità alloggio, dell'istituto di ricovero a convitto per il quale la legge nazionale 149/2001, ha sancito la definitiva chiusura. I requisiti richiesti per l'iscrizione della casa famiglia all'albo regionale sono quelli di cui al D.P.R.S. n. 311 del 26/05/06 pubblicato nel sito dell'Assessorato alla Famiglia.

 

 

FELICIA GUASTELLA

Dirigente responsabile

Programmazione Socio-assistenziale e socio-sanitaria

Piano 3 St. 15 - 091-7074255

famiglia.servizio4@regione.sicilia.it 

licia.guastella@regione.sicilia.it

 

AZIONI  NN. 1, 2, 3, 4, 6

DOMANDE

RISPOSTE

1

Cosa significa l’acronimo A.P.Q. ?

L’acronimo significa Accordo di Programma Quadro ed è uno strumento di programmazione congiunta tra  Stato e Regione.

2

I soggetti beneficiari del finanziamento sono direttamente i giovani?

No. I diretti beneficiari del finanziamento sono gli enti, pubblici e privati . I giovani sono, invece, i destinatari delle attività progettuali.

3

Può un singolo giovane presentare un progetto?

No, né un singolo giovane, né un singolo ente.

4

In che misura l’Amministrazione regionale finanzia i progetti?

L’Amministrazione regionale finanzia i progetti ammessi per l’80% del costo complessivo del progetto, gli enti, invece, sono tenuti a cofinanziare nella misura minima del 20% del costo complessivo del progetto.

5

Come va calcolato il cofinanziamento a carico del R.E.A.P. ?

Il cofinanziamento va calcolato partendo dal costo complessivo del progetto e non dal contributo richiesto. Ad esempio: costo complessivo del progetto euro 750.000,00; cofinanziamento enti: euro 150.000,00 (20%); contributo da richiedere: euro 600.000,00 (80%).

6

Il cofinanziamento a carico degli enti come deve essere garantito?

Deve essere garantito o interamente in liquidità o, nella misura massima del 10%, attraverso l’ impiego di risorse umane, la  manutenzione e/o l’utilizzo di immobili e/o di attrezzature, ecc…

7

Il cofinanziamento deve essere imputato solo al soggetto proponente?

Non necessariamente. Può essere imputabile anche agli altri soggetti beneficiari e il bando, comunque, non pone limiti o condizioni in merito. Sarà il  R.E.A.P. a decidere sull’imputazione del cofinanziamento.

8

Il costo di un progetto può essere superiore all’ importo indicato nell’Avviso?

Solo nel caso in cui gli enti apportino ulteriori risorse economiche nell’ ambito del loro cofinanziamento.

9

Tra i costi ammissibili sono incluse le spese per acquisto automezzi?

No, come si legge nel Formulario (all. 2), tra le macrovoci di spesa è prevista quella per  acquisto  attrezzature e arredi, ma non per mezzi di trasporto.

10

Nel caso in cui il soggetto proponente sia un ente senza fini di lucro (art. 5 lett. e), l’Amministrazione pubblica che aderisce al R.E.A.P. deve fare un Avviso pubblico?

No, in quanto non soggetto proponente.

11

Può un ente del privato sociale essere partner esterno?

No, il ruolo di partner esterno è riconosciuto solo alle amministrazioni pubbliche.

12

Gli enti pubblici o privati, di cui all’art. 5, possono essere soggetti proponenti o partners di più progetti?

No, pena l’esclusione di tutti i progetti in cui risulta la presenza di un ente che è già partner o proponente di un altro progetto.

13

Se un soggetto proponente, pubblico o privato, intercetta solo due Azioni, nel rispetto della tipologia di soggetti previsti nelle schede tecniche dell’APQ, come può presentare un progetto?

In questo caso l’ ente può intercettare la terza Azione affidando il  coordinamento di questa Azione ad un altro ente previsto nella rispettiva scheda tecnica.

14

Si può acquisire il Formulario non in formato pdf per la compilazione?

E’ possibile richiedere il file in formato word al Servizio IV del Dipartimento Famiglia che provvederà alla trasmissione a mezzo mail:

 

a.camastra@regione.sicilia.it mlinda.lagrassa@regione.sicilia.it giovanna.alia@regione.sicilia.it

r.barone@regione.sicilia.it

antonina.petta@regione.siclia.it

 

15

Se il distretto socio-sanitario istituito ai sensi della legge 328/2000 intende presentare in qualità di soggetto proponente un progetto, devono aderire tutti Comuni facenti parte del distretto?

SI, tutti i Comuni facenti parte del distretto sono tenuti ad aderire al R.E.A.P. presentato dal Comune capofila, firmando l’apposito Modello 3 (Modello costituzione R.E.A.P.). Il Comune facente parte del distretto non può aderire in qualità di proponente o di partner ad altri progetti, pena l’esclusione di entrambi i progetti (quello del distretto socio-sanitario e quello del Comune).

16

Se il Comune capofila del distretto socio-sanitario intende aderire a progettualità proposte da altri soggetti, l’adesione in qualità di capofila del distretto dovrà essere documentata attraverso la partecipazione al R.E.A.P.  di tutti i Comuni che fanno parte del distretto socio-sanitario?

SI, in questo caso il modello 3 riguardante la costituzione del R.E.A.P. dovrà essere firmato da tutti i rappresentanti legali dei Comuni facenti parte del distretto.

17

Se l’ Azienda Sanitaria Locale presenta un progetto, possono i singoli distretti sanitari presentare o aderire in qualità di partner ad un altro progetto?

NO, pena l’esclusione di entrambi i progetti (quello della ASL e quello del distretto sanitario).

18

Nel caso in cui un ente senza fini di lucro risulti sezione staccata (sezione provinciale – comunale) di un ente nazionale e goda di autonomia rispetto alla sede nazionale, può partecipare ad un progetto in qualità di soggetto proponente o partner?

 

NO, se il soggetto proponente o il partner è l’ente nazionale, che utilizza le diverse sedi locali. In questo caso, non sarà possibile da parte delle varie sezioni o dello stesso ente nazionale aderire a più R.E.A.P. pena l’esclusione.

Analogo criterio viene utilizzato nel caso in cui il soggetto proponente o il partner è l’ente regionale o provinciale. La partecipazione in qualità di soggetto proponente o partner del livello regionale o provinciale esclude la partecipazione degli altri livelli di dimensione territoriale ridotta e già inclusi nel soggetto associato competente per la dimensione territoriale più ampia. La partecipazione del soggetto associato che rappresenta il territorio più ampio esclude la partecipazione delle sezioni territoriali già incluse in quel livello territoriale (la partecipazione del livello nazionale esclude la partecipazione del livello regionale- provinciale o comunale; la partecipazione del livello regionale esclude la partecipazione del livello provinciale o comunale; la partecipazione del livello provinciale esclude la partecipazione del livello comunale).

19

La scuola pubblica di II grado può garantire la dimensione territoriale anche attraverso l’adesione al progetto dei Comuni e/o delle Province interessate, come previsto per gli altri soggetti proponenti?

SI, l’eccezione prevista all’art.6 per le scuole non esclude la possibilità di far riferimento alla regola generale.

20

Le scuole facenti parte di un unico istituto comprensivo possono essere considerate in modo singolo, al fine di raggiungere il numero di scuole richiesto per garantire la dimensione territoriale?

NO, in quanto costituiscono componenti del medesimo istituto; l’istituto comprensivo, per il raggiungimento del requisito numerico richiesto per la dimensione territoriale (n.5 per R.E.A.P. distrettuali – n.10 per R.E.A.P. provinciali e n.20 per  R.E.A.P. regionali) dovrà dunque creare delle reti di partenariato con altri istituti comprensivi.

21

Possono aderire al R.E.A.P. tipologie di enti diversi da quelli previsti all’art.5?

NO, in quanto il bando prevede il rispetto e dunque coinvolgimento solo delle tipologie dei soggetti previsti nelle schede tecniche dell’APQ per le rispettive Azioni.

22

Dopo la presentazione dell’istanza di finanziamento con i relativi documenti, è consentito produrre, eventualmente, ulteriore documentazione?

No, non è prevista alcuna integrazione documentale.

23

Saranno finanziati tutti i progetti inseriti in graduatoria?

I progetti ritenuti ammissibili saranno finanziati nei limiti delle risorse disponibili, considerando la disponibilità finanziaria di ogni singola Azione prevista nell’APQ.

24

Quando si avranno notizie sui progetti ammessi a finanziamento?

Non è possibile ipotizzare una tempistica certa poichè essa è strettamente correlata al numero delle istanze che perverranno.

25

Nel caso di domande di finanziamento pervenute all’Assessorato oltre il termine di scadenza, farà fede il timbro postale di spedizione?

No. Saranno prese in considerazione solo le istanze pervenute all’Assessorato entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del  bando sulla G.U.R.S. e, nel caso di consegna brevi manu, entro le ore 12:00 del giorno di scadenza del termine indicato.

26

Nell’art. 5 dell’Avviso “Soggetti proponenti”, si chiede all’ente senza fini di lucro di avere un’esperienza almeno quadriennale continuativa nella realizzazione di progetti e/o servizi in favore di giovani, finanziati da enti pubblici. Può essere considerata come esperienza i progetti di inserimento di giovani nei progetti di Servizio civile?

Si. Considerato che i progetti di servizio civile hanno come destinatari i giovani ai quali sono rivolte specifiche attività formative, si ritiene di poter computare nell’ambito della quadriennalità richiesta dall’Avviso, anche l’esperienza realizzata per la gestione di progetti di servizio civile.

27

Nel caso in cui gli enti senza fini di lucro siano espressione di più enti associati autonomi (ad es. Consorzi di cooperative), chi deve firmare il modello 3 di costituzione del REAP?

Il modello 3 deve essere firmato dal rappresentante legale del Consorzio e dalle cooperative che aderiscono al progetto presentato. Ciò consentirà all’amministrazione di individuare gli enti coinvolti e verificare l’eventuale presenza degli stessi in altri progetti, condizione che determinerebbe l’esclusione.

28

Se il soggetto proponente è un ente senza scopo di lucro, può soddisfare la dimensione territoriale inserendo nel REAP  5 istituti scolastici?

No, l’ipotesi dell’art. 6 vale soltanto nel caso in cui il soggetto proponente sia l’istituto scolastico.

29

L’art. 4 “Risorse finanziarie” prevede che gli enti titolari delle progettualità finanzino il progetto nella misura minima del 20% del costo dello stesso. Si prevede inoltre che nell’ambito del 20% può essere ammesso un cofinanziamento, nella misura massima del 10%, da garantire attraverso l’uso di personale dipendente, attrezzature, immobili, ecc.

Come va calcolata la quota da garantire attraverso queste diverse voci di spesa?

Premesso che la quota di cofinanziamento pari al 20% va calcolata partendo dal costo complessivo del progetto, la quota da garantire attraverso la monetizzazione di servizi reali o l’utilizzo di personale e/o immobili non deve superare il 10% del costo complessivo del progetto, ossia il 50% della quota complessiva di cofinanziamento.

Ad es. Costo complessivo del progetto € 500.000,00=; contributo pubblico da chiedere € 400.000,00; cofinanziamento obbligatorio € 100.000,00; il cofinanziamento di € 100.000,00 può essere interamente garantito in liquidità oppure essere garantito per € 50.000,00 in liquidità e € 50.000,00 attraverso l’utilizzo di personale dipendente, utilizzo di immobili, di attrezzature, ecc.

ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO “GIOVANI PROTAGONISTI DI SÉ E DEL TERRITORIO”.

F.A.Q. SU PROGETTAZIONE DI CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE INTEGRATA A SUPPORTO DEL PROGRAMMA “GIOVANI PROTAGONISTI DI SÉ E DEL TERRITORIO” (CIG 0274611828)

DISCIPLINARE DI GARA

DOMANDE

RISPOSTE

1

Tra i requisiti minimi indispensabili previsti per la partecipazione alla Gara al punto 5 del Disciplinare è previsto il possesso, alla data di pubblicazione del bando, della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000 per le attività oggetto dell’appalto. Nel caso di RTI o di consorzio ordinario di concorrenti, detto requisito deve essere posseduto da ciascun partecipante? Può essere suscettibile di avvalimento?

Si, il requisito deve essere posseduto da ciascun partecipante ed è l’unica eccezione per cui non è possibile fare ricorso all’avvalimento, come peraltro specificato al punto 5 del Disciplinare di Gara.

2

Il possesso della certificazione UNI EN ISO 9001:2000 prevista nel bando, da’ diritto all’abbattimento del 50% della garanzia provvisoria prevista nel Disciplinare di Gara al punto 7?

Si, come previsto dall’art. 40 comma 7 del Decreto Legislativo 163/2006.

3

Nell’ambito della capacità tecnica, al punto 6 si chiede come  requisito la realizzazione nel triennio 2006-2007-2008 di uno o più Piani di comunicazione integrata a copertura regionale. Al riguardo, per copertura regionale si intende quella realizzata specificatamente nella regione siciliana  o più in generale la progettazione e realizzazione di una campagna di comunicazione aventi caratteristiche a diffusione regionale?

Il requisito richiesto al punto 6 della “capacità tecnica” fa’ riferimento alla diffusione territoriale del piano di comunicazione e non alla realizzazione dello stesso nell’ambito della Regione Siciliana.

CAPITOLATO SPECIALE D’ONERI

DOMANDE

RISPOSTE

1

Al punto 7 del Capitolato Speciale d’Oneri, dove vengono indicati i criteri di aggiudicazione, si fa’ riferimento alla “funzionalità ed efficacia del servizio informativo telematico”. A cosa si riferisce?

Il termine “telematico”  utilizzato al paragrafo 7 del Capitolato Speciale d’Oneri è un evidente refuso. In luogo di “Funzionalità ed efficacia del servizio informativo telematico” leggasi: “Funzionalità ed efficacia del servizio informativo”.

Il criterio si riferisce ai servizi di carattere informativo previsti dal Capitolato Speciale d’Oneri, quali produzione e diffusione di servizi redazionali su televisione e stampa e realizzazione e distribuzione di materiali informativi e/o ad ulteriori servizi migliorativi proposti dal Concorrente.

La valutazione sarà quindi effettuata in base alla funzionalità e l’efficacia dei servizi offerti rispetto agli obiettivi dell’Amministrazione e alla capacità di veicolare le informazioni ai beneficiari e ai destinatari finali.

 

Ufficio speciale per la solidarietà alle vittime del crimine organizzato

Pietro Fina

Dirigente Responsabile

Piano 10° St. 17 - 091-7074689 FAX 091-7074364

ufficio.vittime.mafia@regione.sicilia.it

pietro.fina@regione.sicilia.it

BENEFICI E CONTRIBUTI ALLE VITTIME

DEL CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO

DOMANDE

RISPOSTE

1

Quale normativa regionale prevede contributi per le vittime della mafia e della criminalità organizzata?

La risposta di riferimento è la legge n. 20 del 13/09/1999.

2

Chi sono nella fattispecie, i possibili beneficiari dei contributi suddetti?

I beneficiari sono coloro i quali risultano vittime innocenti di azioni mafiose o della criminalità organizzata, e se le vittime sono siciliane anche per eventi verificatesi fuori dal territorio siciliano.

3

Quali sono i benefici che si possono richiedere?

I benefici che si possono richiedere cambiano in relazione al danno subito dalle vittime:

 

In caso di morte (o di invalidità permanente non inferiore al 50%) i familiari delle vittime (o la vittima stessa) possono richiedere contestualmente 1) l'assunzione c/o l'Amministrazione regionale o c/o gli enti locali o le aziende sanitarie (art. 4 l.r. 20/99) 2) Il rimborso delle spese processuali per la costituzione di parte civile (art. 9 l.r. 20/99). Solo in caso di morte i familiari della vittima possono anche richiedere 3) la speciale elargizione di una somma di denaro (art. 2 l.r. 20/99) 4) Contributi per il sostegno alla formazione degli orfani delle vittime della mafia e della criminalità organizzata (art. 3 l.r. 20/99).

 

In caso di danneggiamento a beni mobili od immobili o a mezzi di trasporto o di lavoro, si può richiedere un contributo UNA TANTUM finalizzato al ripristino del bene danneggiato (art. 10 l.r. 20/99)

 

In caso di estorsione si può richiedere un contributo a carico del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive per il pronto recupero di attività imprenditoriali, economiche o professionali che risultino danneggiate o compromesse da eventi criminosi di natura estorsiva (art. 11 l.r. 20/99). Si può altresì richiedere il rimborso delle spese processuali per la costituzione di parte civile (art. 9 l.r. 20/99.)

 

In caso di atti intimidatori subiti da imprenditori o soggetti comunque esercenti un’attività economica, si può richiedere un contributo per l'acquisto e l'istallazione di impianti elettronici di rilevamento (art. 12 l.r. 20/99.)

 

In caso di soggetti quali imprenditori o soggetti esercenti un’attività economica, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione che risultino danneggiati dal ricorso a prestiti ad usura, la Regione Siciliana offre la garanzia sui mutui che tali soggetti debbano contrarre per il regolare prosieguo dell'attività, e si fa carico del relativo rimborso degli interessi (art. 13 l.r. 20/99). Si può altresì richiedere il rimborso delle spese processuali per la costituzione di parte civile (art. 9 l.r. 20/99.)

4

Quale documentazione, oltre a quella di rito, è fondamentale per l'accesso ai benefici di cui alla l.r. 20/99?

Per accedere ai benefici di cui sopra l'istante deve poter produrre attestato di vittima innocente della mafia o della criminalità organizzata o di vittima dell'usura rilasciato dall'autorità competente. E' necessario che gli istanti tendenti ad ottenere i benefici di cui all'art. 9 della l.r. 20/99 siano in possesso di sentenza di condanna scaturita dal processo penale per cui si richiede il rimborso delle spese legali.

5

Esiste un termine entro il quale si devono presentare le domande per ottenere i benefici?

No. Non è previsto alcun termine, tranne che per la richiesta dei benefici disposti dall'art. 10 l.r. 20/99 in questo caso la domanda non deve essere presentata oltre il termine di tre anni dalla data dell'evento lesivo.

6

Esiste la possibilità di cumulo con benefici erogati da altre Amministrazioni per le stesse circostanze?

L'art. 8 della l.r. 20/99 dispone il divieto di cumulo dei benefici. Le eccezioni vengono disposte con leggi apposite.

7

In favore delle Associazioni che operano nel settore Antiracket ed Antiusura sono previsti contributi?

La Regione Siciliana con l'art. 17 della l.r. 20/99, prevede l'elargizione di un contributo nella misura massima di € 25.822,85 per le Associazioni Antiracket ed Antiusura aventi sede in Sicilia e regolarmente iscritte nell'apposito albo tenuto dall'Ufficio Territoriale del Governo competente per territorio (ai sensi del D. M. 614/94), dietro presentazione di istanza e per il perseguimento delle finalità connesse alla lotta contro il fenomeno estorsivo e del racket finalità che devono risultare dallo statuto delle predette Associazioni.

8

Esiste un termine entro il quale deve essere presentata la domanda per l'ottenimento del contributo da parte delle Associazioni antiracket ed antiusura?

L'istanza di contributo va presentata entro il 28 febbraio di ogni anno, pena l'esclusione.

9

Gli orfani dei caduti sul lavoro e i familiari delle vittime del dovere possono essere assunti per chiamata diretta ai sensi dell’art.4 della l.r. 20/99?

 

No. Per usufruire della speciale misura regionale dell’assunzione, la causa dell’evento lesivo deve essere necessariamente connessa ad azioni collegate alla mafia o alla criminalità organizzata.

(Tuttavia si fa presente che le Pubbliche Amministrazioni, anche nel territorio siciliano, hanno l’obbligo di assunzione dei familiari delle vittime del lavoro ai sensi dell’art.1 della legge statale 407/98 con precedenza assoluta rispetto ad altre categorie, così come previsto dal comma 123 art.3 della legge statale 244/07)

Per maggiori informazioni si rinvia al seguente indirizzo di posta elettronica: ufficio.vittime.mafia@regione.sicilia.it

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UFFICIO ISPETTIVO

 

LUCIANA GIAMMANCO

Dirigente Responsabile

Piano 9° St. 15 - 091-7074403

famiglia.servizio12@regione.sicilia.it

luciana.giammanco@regione.sicilia.it

RISPOSTE

DOMANDE

1

Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato il bilancio di previsione nei tempi previsti dalla normativa?

L'ufficio ispettivo propone ed emana un decreto per l'intervento sostitutivo, ex art. 109/bis dell'O.R.EE.LL.,con la nomina di un commissario ad acta, che curi gli adempimenti omessi dall'ente. Il commissario può trovare il consiglio già convocato sull'argomento de quo, oppure provvedere ad una nuova convocazione, assegnando un termine entro il quale il Consiglio dovrà adottare la deliberazione dei documenti finanziari sopracitati.
Il decorso infruttuoso del termine assegnato comporterà l’azione sostitutiva del commissario ed il conseguente avvio delle procedure relative all’applicazione delle sanzioni della sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento, previsti dai commi 3 e 4 dell’art. 109/bis dell’O.R.EE.LL.

2

Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato il rendiconto nei tempi previsti dalla normativa?

L’ufficio ispettivo propone ed emana un decreto per l'intervento sostitutivo, ai sensi dell’art.24 della l.r. 03.12.1991, n.44, con la nomina di un Commissario ad acta, che curi gli adempimenti omessi dall’Ente.
Il commissario assegna un termine entro il quale il Consiglio dovrà adottare la deliberazione dei documenti finanziari sopracitati.
Il decorso infruttuoso del termine assegnato comporterà l’azione sostitutiva del commissario. L’eventuale approvazione della delibera commissariale, poiché l’intervento sostitutivo è stato proposto ai sensi dell’art. 24 della l.r. 03.12.1991, n.44, non porta all’avvio delle procedure relative all’applicazione delle sanzioni della sospensione del Consiglio e del successivo scioglimento, previsti dai commi 3 e 4 dell’art. 109/bis dell’O.R.EE.LL., come nel caso della mancata approvazione del bilancio di previsione.

3

Quali sono le procedure nel caso in cui un ente locale non abbia ancora approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio nei tempi previsti dalla normativa?

L'eventuale inadempienza dell’ente locale alle prescrizioni dell’art. 193 del d.lgs. n. 267/2000, è equiparata ad ogni effetto, ai sensi dell’art. 58, comma 1, della l.r. 01.09.1993, n. 26, alla mancata approvazione del bilancio di previsione, con l’applicazione della conseguente procedura prevista dall’ex art. 109/bis dell'O.R.EE.LL..

 

 

Promozione e tutela della condizione minorile e giovanile

Grazia Genduso

Dirigente Responsabile

Piano7° St. 11 - 091-7074581

famiglia.servizio13@regione.sicilia.it

graziagenduso@regione.sicilia.it

ADOZIONI INTERNAZIONALI

 

CONCORSO ALLE SPESE ADOZIONECONCORSO ALLE SPESE PER L'A INTERNAZIONALE

AFFIDO FAMILIARE

RISPOSTE

DOMANDE

1

Chi ha diritto ad essere adottato?

Il minore che nel suo paese di origine non ha alcuno che possa prendersi cura di lui e, quindi, l'Autorità competente accerta il suo "stato di abbandono".

2

Chi può adottare?

La coppia sposata, con almeno tre anni di matrimonio e che deve avere con l'adottato una differenza di età che va da un minimo di 18 anni ad un massimo di 45 anni ( deroghe sulle differenze di età sono specificatamente previste dalla legge 476/98, 183/84 e successive modifiche introdotte dalla legge 149/2001.)

3

A chi rivolgersi?

La coppia si rivolge al Tribunale per i Minorenni di appartenenza. a) Il Tribunale per i Minorenni indirizza i coniugi ai colloqui previsti per lo studio di coppia alle equipe adozioni che attraverso la fase informativa e formativa del percorso adottivo redigono la relazione psico-sociale. L'equipe è composta da un assistente sociale e da uno psicologo. b) Il Tribunale per i Minorenni, sentita la coppia ed esaminata la relazione psico-sociale emana il Decreto di idoneità all'Adozione Internazionale.

4

Gli Enti Autorizzati

▪ Entro un anno dall'emissione del Decreto di idoneità la coppia deve dare incarico ad un Ente Autorizzato che opera nel territorio nazionale. a) L'Ente Autorizzato avvia le procedure con lo Stato estero che predispone l'abbinamento tra i coniugi ed il minore. b) Sono Enti privati che svolgono per conto delle coppie le pratiche adottive di minori stranieri e la formazione all'adozione. Le relative spese sono a carico dei coniugi. Sono autorizzati a svolgere queste funzioni della Commissione Nazionale per le Adozioni Internazionali e sono iscritti in appositi albi pubblicati nel sito della CAI www.commissioneadozioni.it.

5

Lo Stato Estero

Il Giudice dello Stato Estero dichiara "lo stato di abbandono" del minore nel rispetto delle norme che regolano le adozioni nei singoli Paesi e ne pronuncia l'adozione.

ART. 7 L. R. 10/2003 - CONCORSO ALLE SPESE PER L'ADOZIONE INTERNAZIONALE

1

A chi va presentata l'istanza?

L'istanza va presentata all'Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali per il tramite del Comune di residenza.

2

Qual è il termine entro il quale l'istanza va presentata?

L'istanza va presentata entro il 30 giugno di ciascun anno solare.

3

Quali documenti vanno allegati all'istanza per accedere al contributo?

1) Attestazione indicatore ISEE rilasciato dagli Uffici abilitati (CAF, PATRONATO, Comune ecc.)

 

 

2) Fotocopia del documento di riconoscimento dei genitori adottivi ai sensi degli artt. 36 e 38 del D.P.R. 445/2000.

 

 

3) Certificazione delle spese sostenute rilasciate dall'Ente Autorizzato;

 

 

4) Certificazione rilasciata dal Comune del Tribunale dei minorenni con cui viene resa efficace in Italia la sentenza di adozione del Tribunale della Nazione di provenienza del minore.

 

 

5) Eventuale certificazione sanitaria attestante le condizioni di handicap o patologia cronica.

 

 

6) Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 di entrambi i coniugi, debitamente autenticate, da cui si evince che per le spese giustificative del contributo e per la parte da queste coperte non è stato richiesto ed ottenuto, ne sarà richiesto altro contributo ad altri soggetti pubblici o privati.

4

Chi procederà ad erogare il contributo?

Il contributo verrà erogato dall'Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, per il tramite del Comune di residenza, secondo l'ordine di graduatoria.

5

In che misura spetta il contributo?

Il contributo spetta a condizione che l'indicatore Situazione Economica (ISEE) equivalente del nucleo familiare, computato secondo le disposizioni di cui al Decreto Legislativo n. 109 del 31.03.98 e del Regolamento attuativo approvato con D.P.C.M. n. 221 del 07.05.99 e successive modifiche ed integrazioni viene fissato nella seguente misura:

 

 

a) il 50% delle spese sostenute per condizioni economiche ISEE sino a € 20.000,00;

 

 

b) il 40% delle spese sostenute per condizioni economiche ISEE sino a € 26.000,00;

 

 

c) il 30% delle spese sostenute per condizioni economiche ISEE superiori a € 26.000,00;

AFFIDO FAMILIARE

1

Cos'è l'affido?

L'affidamento etero-familiare consiste nell'inserire "un minore o adolescente temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo" in un nucleo familiare diverso da quello originario, la cui famiglia d'origine è in difficoltà e non è in grado di garantirne le condizioni fisiche, educative, emotive ed affettive. Tali interventi presuppongono, una valutazione che comprende la "recuperabilità" della famiglia d'origine e/o l'importanza del mantenimento dei rapporti con i genitori genetici.

2

Caratteristiche principali dell'affidamento

Le caratteristiche principali sono: la temporaneità, il mantenimento dei rapporti minori-famiglia, la previsione del rientro del minore nella famiglia d'origine.

3

Durata dell'affidamento

L'affidamento può essere progettato per periodi brevi, medi o lunghi in base alle esigenze del minore ed alle caratteristiche delle relazioni familiari e delle motivazioni dell'affidamento. In ogni caso non può superare i 24 mesi così come sancito dalla legge n.149/2001. Tale periodo è prorogabile in casi eccezionale dal Tribunale per i Minorenni, qualora la sospensione dell'affidamento rechi pregiudizio al minore (art. 4, comma 4 legge n.183/84).

4

Chi dispone l'affido?

Il Servizio sociale territoriale del Comune di residenza del minore.

5

Come può attivarsi?

a) Con il consenso della famiglia d'origine, con la convalida da parte del Giudice Tutelare (affidamento consensuale);

 

 

b) Per decreto del Tribunale per i Minorenni, qualora l'intervento si ravvisi indispensabile per la tutela e la protezione del minore, anche senza il consenso dei genitori (affidamento giudiziale.)

6

Compiti, diritti e doveri degli affidatari

La famiglia affidataria provvede al mantenimento, educazione ed istruzione del minore, collabora con il Servizio Sociale Territoriale ed il Centro Affido, partecipando al percorso formativo, riceve un contributo economico mensile, stabilito dall’Amministrazione Comunale, viene assicurata da ogni eventuale rischio e responsabilità civile.

7

Chi può prendere un bambino in affidamento?

Qualunque persona singolarmente o in coppia che sottoposta ad una valutazione tecnica psico-sociale, risulti: a) in grado di accudire, educare e mantenere il minore; b) capace di affrontare vicende emotive connesse ad esperienze di separazione; c) prive di motivazioni esclusivamente AFFILIATIVE, nei confronti di un bambino in affido.

AFFIDO ED ADOZIONE SEGUONO PERCORSI DIVERSI, NON SOVRAPPONIBILI

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