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 INDICE   DELLE   FAQ

 

- Modalità presentazione liste

 - Incompatibilità

Ineleggibilità

 - Incandidabilità  del personale degli uffici o   sezioni circoscrizionali  di  collocamento

Costituzione degli uffici elettorali

Agevolazioni viaggi  elettori residenti all’estero

Rappresentanti di lista 

Assegnazione dei seggi alle liste

 Mozione di sfiducia 

Cessazione dalle cariche 

 Applicazione al procedimento  elettorale della  normativa sulla                    semplificazione amministrativa 

Voto a domicilio 

Cessazione dalla carica del sindaco e del consiglio comunale

- Contemporaneo svolgimento di consultazioni elettorali regionali  e nazionali 

 - Composizione delle giunte comunali

 

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Modalità presentazione liste

 

Quali sono le modalità di presentazione della candidatura a sindaco e a consigliere comunale?

 

Per la presentazione della candidatura  va presentata una dichiarazione  di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale   e  delle collegate candidature alla carica di sindaco  sottoscritta da un numero  di elettori che varia a seconda  il numero degli abitanti del Comune interessato. Per i comuni con popolazione inferiore a 1000 abitanti non è prevista  alcuna sottoscrizione, pertanto, saranno gli stessi candidati a sottoscrivere la propria candidatura. Ogni elettore  può sottoscrivere  esclusivamente una sola dichiarazione di presentazione  di lista, pena l’applicazione di gravi sanzioni.

 Nessuna sottoscrizione è, altresì, prevista per i partiti politici costituiti presso l’Assemblea regionale  siciliana in gruppo parlamentare o che nell’ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio. In quest’ultima ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte  dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate con firme autenticate. (cfr  art.7 l.r. n.7/92 sostituito dall’art.1 della l.r. n.35/97).

 Con la lista dei candidati dev’essere presentato il candidato sindaco e il suo programma  amministrativo. Il candidato sindaco deve, altresì,  presentare una dichiarazione di non accettare la candidatura in altro comune  e l’elenco di almeno la metà degli assessori  che intende nominare.

Alla dichiarazione di accettazione della candidatura, inoltre, deve essere aggiunta l’apposita dichiarazione di cui all’art.7, comma 8, della l.r. 26/08/1992, n.7, come sostituito dall’art.1 della l.r. 15/09/1997, n.35. (vedi allegati nn.6 e 6bis del libretto  istruzioni n.3 del Servizio elettorale riguardante la “presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale  e delle collegate candidature a sindaco”).

 

 

Chi sono i soggetti  competenti ad eseguire le autenticazioni delle firme dei sottoscrittori della dichiarazione di presentazione della lista di candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale ?

 

Le firme dei sottoscrittori  delle liste dei candidati devono essere autenticati dai soggetti indicati dall’art.14 , 1° comma,  della legge 21/03/1990,n.53, introdotto nella legislazione elettorale della Regione siciliana , con valenza generale , dall’art.49 della l.r. 01/09/1993, n.26.

 

 Entro quale data  può ritenersi valida la sottoscrizione e autenticazione delle firme della dichiarazioni di presentazione delle liste dei candidati?

 

La data di sottoscrizione della dichiarazione di presentazione  della lista dei candidati e la relativa autenticazione  non deve essere anteriore al centottantesimo  giorno  precedente il termine fissato per la presentazione delle candidature. (art.14, comma 3   

Della legge 21/03/1990, n.53).

 Il candidato sindaco può candidarsi contemporaneamente alla carica di consigliere comunale nello stesso comune?

 

Le due candidature sono consentite  ed in caso di elezione ad entrambe le cariche, il candidato eletto sindaco decade da quella di consigliere comunale (art.7, comma 7, della l.r. n.7/92 sostituito dall’art. 1 della l.r. n.35/97).

Incompatibilità

 

Quali sono le cause di incompatibilità per la carica di consigliere provinciale, comunale e circoscrizionale?

 

Le cause di incompatibilità per la carica di consigliere provinciale, comunale e circoscrizionale sono elencate dall’art.10  della l.r. 24/06/1986, n.31 e succ. modif. ed integr.

Le cariche di consigliere provinciale, comunale e circoscrizionale sono incompatibili rispettivamente con quelle di consigliere provinciale di altra provincia, di consigliere comunale di altro comune e di consigliere circoscrizionale  di altra circoscrizione. La carica di consigliere provinciale è incompatibile con quella di consigliere comunale e la carica di consigliere comunale con quella di consigliere di circoscrizione. (art.11, l.r. 24/06/1986, n.31).

 

Quali sono le cause di incompatibilità per gli assessori?

 

Le cause di incompatibilità  previste per  la carica di consigliere comunale e di sindaco sono estese ai componenti della giunta. La carica di componente della giunta è incompatibile con quella di consigliere comunale. (art.12, 2° e 4° comma della l.r. 26/08/1992,n.7).

 

Cosa comporta l’esistenza di una causa di incompatibilità?

 

La  causa di incompatibilità sia che esista al momento dell’elezione sia che sopravvenga ad essa importa  la decadenza dalla carica.

Le cause di  incompatibilità non hanno effetto se l’interessato cessa  dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa, non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. La cessazione delle funzioni deve avvenire entro  10 giorni dalla data  in cui si è  concretizzata  la causa di incompatibilità. (art.13  l.r.24/06/1986, n.31)

 

Il consigliere comunale  nominato assessore quale adempimento  è tenuto a compiere?

 

Entro 10 giorni dalla nomina ha la facoltà di scegliere, mediante presentazione di apposita  dichiarazione,   per quale ufficio intende optare. In assenza di tale scelta  decade dalla carica di assessore. (art.12, 4° comma della l.r. 26/08/1992, n.7 e succ. modif. ed integr.)

 

Al fine della cessazione del consiglio comunale o del consiglio provinciale per dimissioni della maggioranza assoluta dei componenti o per altra causa, come sono  da considerare le dimissioni del consigliere che opta per la carica di assessore?

 

Ai sensi dell’art.4 della l.r. 08/05/1998, n.6,  la dichiarazione di opzione alla carica di assessore  non  va considerata come dimissione  ai fini del computo della maggioranza di cui sopra.

 

I dipendenti e professionisti convenzionati USL  possono ricoprire la carica di sindaco o assessore comunale?

 

I dipendenti dell’USL e i professionisti convenzionati  non possono ricoprire la carica di sindaco e di assessore  del comune  il cui territorio coincide con quello dell’USL  nonchè del comune con popolazione superiore a 28500 abitanti che concorre a costituire l’USL dalla quale dipendono o sono convenzionati. Detta causa di incompatibilità non ha effetto se  entro 10 giorni dalla data in cui diviene esecutiva la nomina  abbiano chiesto di essere collocati in aspettativa. I professionisti  convenzionati,  entro il suddetto termine, devono cessare dalle funzioni che danno luogo alla incompatibilità. Di conseguenza,  la convenzione rimane sospesa per la durata del mandato elettivo. (art.15, l.r.24/06/1986, n.31).

 

Quali sono le cause di incompatibilità  dei componenti della giunta comunale?

 

La carica di componente della giunta è incompatibile con quella di consigliere comunale. Inoltre, le cause di incompatibilità  previste per il consigliere comunale  sono estese  ai componenti della giunta comunale e devono essere rimosse entro 10 giorni dalla nomina  per non incorrere nella decadenza dalla carica di assessore.(art.12, 2° comma,  l.r.26/08/1992, n.7).

 

Agli assessori e ai consiglieri comunali possono essere conferiti dal sindaco o dal consiglio comunale incarichi in altri enti?

 

Né il sindaco né il consiglio comunale può conferire incarichi agli assessori e ai consiglieri comunali in altri enti anche se in rappresentanza del comune. .(art.12, 3° comma,  l.r.26/08/1992, n.7).

 

 

Gli assessori e i consiglieri comunali possono far parte  di organi consultivi  del comune?

 

La risposta è negativa. Assessori e consiglieri comunali  non possono essere nominati o eletti componenti di organi consultivi del comune. (art.12, 3° comma,  l.r.26/08/1992, n.7).

 

Ineleggibilità

 

Quali sono le cause di ineleggibilità a consigliere provinciale,comunale e  circoscrizionale?

 

 Le cause di ineleggibilità a consigliere provinciale,comunale e  circoscrizionale sono elencate dall’art.9 della l.r. 24/06/1986, n.31 e successive modifiche ed integrazioni. Inoltre, le cariche suddette sono incompatibili con le corrispondenti cariche  di un'altra provincia, di un altro comune e di un'altra circoscrizione.

Per la rimozione delle cause di incompatibilità, i soggetti interessati  devono cessare dalle funzioni per  dimissioni , trasferimento, revoca dell’incarico o del comando, collocamento in aspettativa non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. La pubblica amministrazione  è tenuta ad adottare i provvedimenti connessi ai suddetti atti di richiesta di cessazione dalle funzioni, entro 5 giorni dalla richiesta medesima. In caso di omissione dell’amministrazione, la domanda ha effetto dal 5° giorno successivo alla presentazione. L’aspettativa è concessa, anche in deroga ai rispettivi ordinamenti, per tutta la durata del mandato senza assegni, fermo restando quanto previsto dalle leggi statali n.1078/1966, n.300/1970  e n.169/1974 e succ. modif.

 I dipendenti assunti a tempo determinato non possono essere collocati in aspettativa.

(art.9, l.r. 24/06/1986, n.31).

 

Incandidabilità  del personale degli uffici o sezioni circoscrizionali  di collocamento

 

Il personale in servizio presso gli uffici o le sezioni circoscrizionali di collocamento  può candidarsi alle elezioni comunali o provinciali?

 

L’art.18 della l.r. 21/09/1990, n.36,  prevede il divieto  al  personale che riveste funzioni direttive presso gli uffici o le sezioni circoscrizionali di collocamento  di potersi candidare al consiglio comunale e provinciale nonchè alla carica di sindaco o di presidente della provincia. Lo stesso personale non  può, altresì,  ricoprire la carica di assessore comunale o provinciale.

Costituzione degli uffici elettorali

 

Da chi è composto l’ufficio elettorale di ciascuna sezione?

 

L’ufficio elettorale è composto  da un Presidente , designato dal Presidente della Corte di Appello, da cinque scrutatori e da un segretario, scelto dal Presidente  di seggio  tra gli elettori residenti nel Comune.

 

Come  vengono scelti e  nominati gli scrutatori?

 

Tra il 25°  e il 19° giorno antecedente la data delle elezioni, il Comune, previa adeguata pubblicizzazione  a mezzo di manifesti, provvede ad  invitare coloro che intendono iscriversi nell’elenco  degli scrutatori, a farne richiesta alla commissione elettorale comunale. Detta commissione procede, quindi, tra il 15° e  l’8° giorno precedente l’elezione,  alla nomina degli scrutatori  scelti dal suddetto elenco mediante sorteggio. In caso di esaurimento degli iscritti,  la commissione procede, mediante votazione,  alla nomina degli scrutatori mancanti scegliendoli tra gli elettori del comune in possesso dei requisiti  richiesti.

 

Quali sono i requisiti richiesti per  essere inseriti nell’elenco degli scrutatori?

 

 I requisiti sono i seguenti: 1) essere elettore del comune; 2) essere in possesso almeno del titolo di studio di scuola dell’obbligo; 3)  non essere candidato alla elezione e non essere ascendente, discendente, parente o affine fino al secondo grado o coniuge  di un candidato.

 

Agevolazioni viaggi  elettori residenti all’estero

 

Sono previste agevolazioni  per  gli elettori residenti all’estero che si recano in Sicilia per votare?

 

L’unica agevolazione prevista dalla normativa vigente riguarda la riduzione del costo  del biglietto ferroviario  concessa da Trenitalia  dalla frontiera italiana sino al luogo di residenza dell’elettore

Rappresentanti di lista

 

Da chi sono designati i rappresentanti di lista?

 

I rappresentanti di lista, due  per ogni sezione e per l’ufficio centrale di cui  uno effettivo e l’altro supplente, sono  designati dai delegati di lista.

 

Quali sono i requisiti richiesti per essere scelto  rappresentante di lista?

 

Il rappresentante di lista  può essere liberamente scelto tra gli elettori  del comune.  Si ritiene  opportuno che  il rappresentante di lista non venga scelto tra i candidati alle elezioni  e che  in caso di  due o più elezioni contemporanee  venga confermato  lo stesso nominativo. E’, altresì,  opportuno che  quest’ultimo criterio venga applicato in caso di un secondo turno di elezioni. Il delegato può designare  se stesso quale rappresentante di lista.

 

Quando deve essere presentata la designazione dei rappresentanti di lista?

 

La presentazione dei  rappresentanti di lista deve essere effettuata entro le ore 16,00  del sabato precedente le elezioni al segretario del comune che ne rilascerà ricevuta. Il segretario comunale  curerà la trasmissione di tale designazione ai presidenti di seggio mediante redazione di apposito verbale in duplice copia di cui una copia sarà trattenuta dal presidente di seggio e l’altra consegnata al segretario comunale. La designazione può essere presentata direttamente ai singoli presidenti  di seggio la stessa mattina  del giorno delle elezioni prima dell’inizio delle votazioni.

 

Quando va presentata la designazione dei rappresentanti di lista presso l’ufficio centrale?

 

La presentazione dei rappresentanti di lista presso l’ufficio  centrale  può essere presentata al presidente  prima dell’inizio delle operazioni di competenza dell’ufficio medesimo.

 

Chi effettua e in cosa consiste l’esame sulla regolarità  delle designazioni dei rappresentanti di lista?

 

L’esame sulla regolarità delle designazioni dev’essere effettuato dai  presidenti dei seggi e dell’ufficio centrale e consiste essenzialmente nel verificare che la designazione sia stata presentata dai delegati indicati  nella dichiarazione di presentazione della lista dei candidati o della candidatura alla carica di sindaco e che la designazione stessa sia stata redatta  per iscritto e sottoscritta dai delegati con firma autenticata.

 

Assegnazione dei seggi alle liste

 

Nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, qualora altra lista non collegata al sindaco abbia ottenuto il 50% più uno dei voti validi,  quanti seggi verranno attribuiti a tale lista?

 

Alla suddetta lista, non collegata al sindaco eletto, che abbia riportato il 50% più uno dei voti validi, ai sensi dell’art.2, 5°comma della l.r. n.35/97, verrà attribuito il 60% dei seggi.  A tal riguardo, va precisato che, in conformità al costante orientamento giurisprudenziale del C.G.A.,  nel  calcolo dei voti validi  vanno computati  non solo i voti riportati dalle liste ma anche i voti espressi  per i candidati alla carica di sindaco.

 

Mozione di sfiducia

 

Quale maggioranza è richiesta per presentare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, del presidente della provincia e delle rispettive giunte?

 

La mozione di sfiducia   dev’essere presentata da almeno due quinti dei consiglieri assegnati  che devono sottoscriverla e motivarla. (art.10, 2° comma, l.r. 15/’9/1997, n.35)

 

Quando  può essere discussa la mozione di sfiducia?

 

La discussione  può avvenire non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione (art.10, 2° comma, l.r. 15/’9/1997, n.35).

 

 

 

Quali sono le modalità di approvazione della mozione di sfiducia?

 

Per approvare la mozione di sfiducia dev’essere votata per appello nominale  dal 65 per cento dei consiglieri assegnati e nei comuni con popolazione sino a diecimila abitanti con la maggioranza dei quattro quinti dei consiglieri assegnati (art.10, 1° comma, l.r. 15/’9/1997, n.35).

 

 

Cosa comporta l’approvazione della mozione di sfiducia?

 

La sua approvazione  comporta l’immediata cessazione degli organi del comune o della provincia regionale e la conseguente adozione del decreto  del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale della famiglia e delle autonomie locali, con il quale  si procede alla dichiarazione di anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi del comune o della provincia nonché  alla nomina di un commissario per l’amministrazione dell’ente ( art.10, 2° comma,15/09/1997, n.35).

 

 

                              Cessazione dalle cariche

 

Quali conseguenze comportano le dimissioni, la decadenza, la rimozione, la morte  o l’impedimento permanente  del sindaco o del presidente della provincia ?

 

La cessazione dalla carica del sindaco o del presidente della provincia per decadenza, dimissioni, rimozione, morte o impedimento permanente comporta la cessazione dalla carica  delle rispettive giunte ma non dei rispettivi  consigli  che rimangono in carica  fino a nuove elezioni che si svolgeranno contestualmente alle elezioni del sindaco o del presidente della provincia nella prima tornata elettorale utile (art.11, 1° comma, l.r. 15/09/1997, n.35).

 

In caso di dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali o provinciali il Commissario  nominato in sostituzione del consiglio comunale o provinciale cessato dalla carica per dimissioni della maggioranza sino a quanto resterà in carica?

 

Il commissario nominato a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consigli comunali o provinciali resterà in carica  sino al  scadenza naturale  degli organi  cessati dalla carica  e non sino alla prima tornata elettorale utile

(art.11, 2° comma, l.r. 15/09/1997, n.35).

 

Applicazione al procedimento  elettorale della normativa sulla semplificazione amministrativa

 

Può l’elettore presentare una autocertificazione  in sostituzione del certificato elettorale?

 

Il certificato elettorale non  può essere sostituito da un’autocertificazione. Al riguardo, si rammenta che il Consiglio di Stato con parere n.283/2000 Sez.1 del 13/12/2000, in considerazione del carattere di specialità  della normativa elettorale, ha ritenuto che i principi di semplificazione in materia di documentazione amministrativa, introdotti dalla legge n.15/68, poi  ribaditi dagli artt.2 e seguenti della legge 15/05/1997, n.127  e ora disciplinati dal D.P.R. 28/12/2000, n.445, non si applichino al procedimento elettorale. Pertanto, il principio di autocertificazione, di cui all’art.46 del D.P.R. n.445/2000, non si applica al fine di certificare l’iscrizione nelle liste elettorali. Non è, altresì, consentito  procedere alla proroga della validità del certificato di iscrizione nelle liste elettorali, mediante autodichiarazione dell’interessato in calce al documento, atteso che la relativa disposizione,  prevista dall’art.41, 2° comma, del citato D.P.R. n.445/2000, si riferisce solo ai certificati anagrafici e a quelli di stato civile con esclusione quindi dei certificati elettorali.

 

La previsione legislativa prevista dall’art.7, 3° comma del D.P.R. n.403/1998, recante norme in materia di semplificazione amministrativa,  che consente la presentazione alla P.A. di documenti mediante  utilizzo del fax o altri mezzi informatici,  è applicabile al procedimento elettorale?

 

E’ da escludere tale applicazione al procedimento elettorale e ciò, anche,  in coerenza  con il nuovo testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari  in materia  di documentazione amministrativa recato dal D.P.R. 28/12/2000, n.445, che non ha introdotto specifiche modifiche al quadro normativo di riferimento.

  

Voto a domicilio

 

Gli elettori  affetti da gravi infermità possono chiedere di votare presso il proprio domicilio?

 

Il voto a domicilio è disciplinato dalla legge 27 gennaio 2006 n.22, recentemente modificata dalla   legge 7 maggio 2009, n.46, pubblicata nella GURI n.105 dell’8 maggio 2009.

In particolare, gli elettori che  si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali ovvero gli  elettori intrasportabili in  quanto  affetti da gravissime  infermità, possono chiedere  di poter votare presso il proprio domicilio.

 

A tal riguardo si riportano di seguito alcune essenziali istruzioni:

 

 1) la domanda in carta libera di richiesta del voto domiciliare va presentata  al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali l’elettore è iscritto tra il 40° e il 20° giorno precedente  la data di votazione;

 

2) nella domanda va specificata la volontà di esprimere il voto a domicilio e va indicato l’indirizzo della propria abitazione e un recapito telefonico;

 

3) alla domanda va allegata la copia della tessera elettorale e un certificato sanitario di  un medico dell’ASL, redatto  in  data non anteriore al 45° giorno precedente la votazione,  attestante l’esistenza delle condizioni di infermità previste dall’art.1, 1° comma, della legge n.46/2009 e riportante la  prognosi di almeno sessanta  giorni decorrenti dalla data del rilascio del certificato ovvero  attestante le condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali;

 

4) il certificato potrà attestare l’eventuale necessità di un accompagnatore per l’esercizio del voto;

 

5) il voto verrà raccolto dal Presidente di sezione  che si farà assistere dal segretario e da uno scrutatore.

 

Cessazione dalla carica del sindaco e del consiglio comunale

 

Quali conseguenze comporta sulla Giunta municipale e sul consiglio comunale la cessazione dalla carica del sindaco?

 

La cessazione dalla carica del sindaco per dimissioni,  rimozione, decadenza morte o impedimento permanente comporta la cessazione dalla carica della rispettiva giunta  ma non  del consiglio comunale.

 

Sino all’insediamento del Commissario straordinario, nominato in sostituzione del sindaco cessato dalla carica, chi svolge le funzioni indifferibili di competenza del  sindaco  e della giunta?

 

Dette  funzioni  saranno svolte dal vice sindaco  e dalla giunta.

 

In caso di cessazione dalla carica del sindaco sino a quando  resta in carica il consiglio comunale?

 

Il consiglio  rimane in carica  sino alla prima tornata elettorale utile nella quale sarà eletto il sindaco e il consiglio comunale.

 

 

Quali conseguenze comportano le dimissioni da parte della maggioranza dei consiglieri comunali?

 

Le dimissioni della metà più uno dei consiglieri comunali comportano la cessazione dalla carica dell’intero consiglio comunale.

 

In caso di dimissioni della maggioranza dei componenti del consiglio comunale quando si  andrà ad elezioni per il rinnovo del consiglio?

 

Il consiglio comunale cessato dalla carica per dimissioni della maggioranza di essi  verrà rinnovato alla scadenza naturale. 

 

 

Contemporaneo svolgimento di consultazioni elettorali regionali  e nazionali

 

Qualora lo stesso giorno si svolgono elezioni regionali e nazionali quali disposizioni legislative si applicano?

 

In caso di contemporaneo svolgimento di consultazioni regionali e nazionali, diversamente disciplinate da norme statali e da norme regionali, per tutte le procedure di natura analoga  si applicano le norme statali.

 

 

Composizione delle giunte comunali

 

Da quanti assessori  è composta la  giunta comunale?

 

Il numero dei componenti della giunta municipale è stabilito in modo aritmetico dagli statuti e non può essere superiore al 20% dei componenti del rispettivo consiglio comunale. Nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti il numero degli assessori non può essere superiore a quattro (art.1, 1° comma, l.r. 16/12/2008, n.22).

 

Per quanto concerne il numero degli assessori entro quale termine gli statuti devono essere adeguati?

 

L’adeguamento statutario deve avvenire entro  il termine del rinnovo delle cariche elettive (art.2, 1° comma, l.r. 16/12/2008, n.22).

 

Alla scadenza delle cariche elettive, in assenza dell’avvenuto adeguamento degli  statuti, come viene determinato il numero degli assessori?

 

In mancanza di adeguamento statutario, a decorrere dal rinnovo delle cariche elettive, si applicano le nuove disposizioni legislative di cui agli artt.1 e 2 della l.r.16/12/2008, n.22, secondo le quali il numero dei componenti della giunta non deve essere superiore al 20% dei componenti del consiglio comunale e, nei comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti, non può essere superiore a quattro (art.2, 2° comma, l.r. 16/12/2008, n.22).

FAQ  IN MATERIA DI

INELEGGIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’

TRA LA CARICA  DI SINDACO  E  DI DEPUTATO  

INELEGGIBILITA’  ALLA CARICA  DI DEPUTATO O SENATORE  DEI SINDACI DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 20.000 ABITANTI

  

1.I sindaci dei comuni   sono eleggibili a deputato o senatore?

 

E’ ineleggibile solo il sindaco di  un comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

Tale causa di ineleggibilità non ha effetto se le funzioni esercitate cessano 180 giorni prima della data di scadenza del quinquennio di durata della Camera dei deputati.

 

 

2.Cosa si intende per cessazione  dalle funzioni?

 

Per cessazione dalle funzioni si intende l’astensione  da ogni atto inerente l’ufficio rivestito  preceduta dalla presentazione delle dimissioni.

 

 

3. In caso di scioglimento anticipato  della Camera dei deputati  entro quale termine devono cessare le funzioni esercitate perché la causa di ineleggibilità non abbia effetto?

 

In caso di scioglimento anticipato di oltre 120 giorni  della Camera dei deputati  le funzioni esercitate devono cessare entro i sette giorni successivi  alla data di pubblicazione  del decreto di scioglimento nella Gazzetta Ufficiale  della Repubblica italiana.  

 

 

4. Per l’Assemblea regionale siciliana  in caso di conclusione anticipata della legislatura  ovvero in caso di scioglimento  si applicano gli stessi termini previsti per la Camera dei deputati?

 

Il termine  entro il quale devono cessare  le funzioni esercitate  perché le cause di ineleggibilità non siano applicabili è di dieci  giorni   e non di sette dalla data  di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  della Regione siciliana  del decreto di convocazione dei comizi elettorali.

 

 

 

 

INCOMPATIBILITA’ TRA  DEPUTATO   REGIONALE  E SINDACO DI UN COMUNE CON    POPOLAZIONE    SUPERIORE   A 20.000   ABITANTI

 

 

 

5. Qualora un deputato regionale viene eletto sindaco di un Comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti  la carica di deputato regionale è incompatibile con quella di sindaco?

 

La Corte Costituzionale con sentenza  n.143/2010 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale  della l.r. 20/03/1951, n.29, così come  modificata dalla  l.r. 05/12/2007, n.22, nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra  l’ufficio di deputato regionale  e la sopravvenuta carica di sindaco  e assessore  in un comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

 

 

6. Come si applica in Sicilia  l’incompatibilità sopravvenuta tra l’ufficio di deputato regionale e la carica di sindaco di un comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti?

 

Per l’applicazione   dell’incompatibilità  in questione  occorre fare riferimento  all’art. 10 sexies della l.r. n. 29/1951 come modificato ed integrato con l.r. n.8 del 7 luglio 2009.

 

 

7. Come può essere  accertata la causa di incompatibilità ?

 

Con ricorso o reclamo da presentare all’Assemblea regionale siciliana ovvero in sede giudiziale. Nel primo caso accertata l’incompatibilità,  entro 10 giorni dalla deliberazione definitiva adottata dall’Assemblea, l’eletto deve esercitare il diritto di opzione a pena di decadenza.

Qualora, invece, l’incompatibilità  sia accertata in sede giudiziale, il termine suindicato decorre dal passaggio in giudicato della sentenza