Località
ERICE
19081008
ESTRATTO DELLA SCHEDA DI
RILEVAMENTO
Comune Erice
Provincia
Trapani
Abitanti 29.500
Bacino idrografico
principale T. Lenzi
Quota m slm. 735
Foglio I.G.M.I. 248 III SE
Sezione C.T.R. 1:10.000 592160
Abitato dichiarato da
consolidare
-
Fabbricati ed infrastrutture
coinvolte
Edifici ad uso
residenziale -
Edifici ad uso pubblico -
Edifici ad uso
produttivo -
Vie di comunicazione Strada provinciale
Altro
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Studi e progetti di
intervento
Studio del dissesto Non esistente
Strumentazione di controllo Non installata
Progetto generale di
sistemazione Non esistente
Interventi eseguiti Opere di sottomurazione
Causa di instabilità Potenziale distacco di massi
SINTESI DELLE
CONOSCENZE
Frane di crollo si
sono verificate lungo le scarpate settentrionali e meridionali dell’abitato di Erice dove
persiste il potenziale pericolo di distacchi di massi.
I terreni affioranti
appartengono ad un'età compresa tra il Trias e l’Oligocene. In particolare si
distinguono: dolomie e calcari
dolomitici, Trias (FAN); calcari dolomitici e loferitici, Trias
sup.-Lias (INI); calcilutiti e calcisiltiti, Lias-Dogger (ERI);
calcari lastriformi ad Ammoniti con livelli marnosi, Dogger medio-sup.
(RAM); marne calcaree con
intercalazioni di calcareniti ad Orbitoline e calcisiltiti chiare passanti a
calcilutiti biancastre a Globotruncane con intercalazioni di calcareniti Cretaceo
medio-sup (CER); argille, marne
sabbiose, marne e calcari marnosi con intercalazioni di strati e livelli lenticolari di biocalcareniti e bicalciruditi
Eocene sup.-Oligocene (AMS). Affiorano, inoltre, depositi di versante
caratterizzati da elementi litoidi carbonatici di forma irregolare e di varie
dimensioni immersi in una matrice limo-sabbiosa (DET) ed accumuli di frane.
[38]
La cittadina di
Erice è posta alla sommità di un rilievo calcareo di forma triangolare
delimitato da pareti subverticali che alla base si raccordano con pendii a debole pendenza costituiti da
terreni argillosi.
L'azione meccanica e chimica delle acque, combinata con quella
gravitativa, ha portato la formazione di abbondanti accumuli detritici
localizzati lungo le pareti calcaree. Su questi versanti sono
distinguibili profonde incisioni che,
in occasione di precipitazioni intense,
sono attraversate da notevoli volumi di acqua che determinano degli allagamenti
a valle. Uno di questi, verificatosi il 5/11/1976, provocò vittime in località
Casa Santa, S.Cusumano, Trentapiedi.
Anche la zona di Pizzolungo è soggetta a fenomeni di inondazione
derivanti dalla tracimazione delle
acque convogliate dal Canale delle Femmine.
Nella zona meridionale dell’abitato si
riscontrano, lungo le scarpate delle "Rocce del Calderaro", diffuse
nicchie di frane di crollo. A causa del diverso grado di resistenza all'azione
degli agenti esogeni dei calcari marnosi
e dei livelli marnosi ad essi intercalati, si generano molte zone con
rocce aggettanti. La presenza inoltre di fratture variamente orientate fa si
che alcuni blocchi di roccia si trovino in equilibrio precario, costituendo
condizioni di pericolo, in alcuni
tratti della SP n. 3 Ericina.
Potenziali
distacchi di massi sono presenti inoltre
nel versante meridionale di Pizzo dell'Argenteria con pericolo per il
transito sulla SS n. 187. In tale versante
il 5/5/2001 si è verificato il crollo di un masso.
Nella
zona occidentale della frazione di Erice, denominata Bonagia, si riscontrano
porzioni di versante con rocce aggettanti, ingrottamenti, fratture verticali,
che predispongono il pendio a potenziali distacchi di blocchi. Uno di questi si
è verificato in località Loco Secco.
Allo
stato attuale lungo la SP 3 Ericina non sono osservabili danni, se non
l'accumulo di detrito di varie dimensioni derivante dalla disgregazione degli
affioramenti calcarei. La frana di crollo in località Loco Secco ha causato dei
danni ad un'abitazione.
In un tratto delle scarpate di "Rocce
del Calderaro" sono state eseguite delle opere di sottomurazione.
Altri
interventi eseguiti nel territorio di Erice riguardano i tagli effettuati lungo la strada
Erice-Valderice in cui sono stati posti in opera muri e reti zincate romboidali
a doppia torsione; inoltre a seguito dell'evento alluvionale del 1976
sono state realizzate delle briglie lungo le incisioni più marcate presenti
lungo i pendii di P.zo Castellazzo ed un canale di gronda per intercettare ed
allontanare le acque provenienti da monte.
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