GIBELLINA
19081015
ESTRATTO DELLA SCHEDA DI
RILEVAMENTO
Comune Gibellina
Provincia
Trapani
Abitanti 4500
Bacino idrografico
principale F. S. Bartolomeo
Quota m slm 240
Foglio I.G.M.I. 258 III NO
Sezione 1:10.000 606150
Abitato dichiarato da
trasferire con L 241/68
Fabbricati ed infrastrutture
coinvolte
Edifici ad uso
residenziale -
Edifici ad uso pubblico -
Edifici ad uso
produttivo -
Vie di comunicazione -
Altro -
Studi e progetti di
intervento
Studio del dissesto
Esistente
Strumentazione di controllo -
Progetto generale di
sistemazione -
Interventi eseguiti
-
Causa di instabilità Allagamenti nel centro
abitato
SINTESI DELLE
CONOSCENZE
L'abitato di Gibellina, a seguito del sisma
del 1968, è stato trasferito su un'area subpianeggiante, incisa da un corso
d'acqua che, in seguito ai lavori di urbanizzazione, è stato deviato e
canalizzato causando, in occasione di eventi meteorici critici, l'allagamento
del centro abitato.
I
litotipi affioranti nella zona appartengono a formazioni geologiche aventi
un'età compresa tra il Miocene medio-superiore ed il Pliocene medio-superiore.
Tali formazioni in ordine cronostratigrafico sono:
-
Fm.
di Cozzo Terravecchia (Tortoniano sup.-Messiniano inf.): si tratta di
depositi deltizi costituiti da argille ed argille marnose (TERa), sabbie (TERs)
e conglomerati poligenici (TERc), con spessori intorno a 400 m.
-
Fm.
Gessoso-solfifera (Messiniano):
rappresentata alla base da un'alternanza di marne tripolacee (GST)
passante verso l'alto a gessi (GSS) costituiti da strati dello spessore variabile da qualche decimetro
fino ad un metro circa separati
da partimenti marnosi centimetrici. Si presentano macrocristallini
(selenitici), molto fratturati e carsificati. Lo spessore è di circa 250 m.
-
Depositi
colluviali (Olocene): si riscontrano in modo sporadico all'interno di
qualche dolina presente sulla dorsale gessosa di Serra Longo e soprattutto
nella porzione medio-bassa del versante
su cui insiste la parte più occidentale di Gibellina. Qui raggiungono spessori intorno a 10 metri. Si
tratta di depositi argillosi grigiastri (terre nere) (DEP) con limitati livelli sabbiosi accumulati nella porzione
medio bassa del versante. [25,46]
Una
morfologia di tipo collinare con versanti a debole pendenza è presente nei terreni argillosi, mentre pendii più
acclivi sono caratteristici negli affioramenti evaporatici.
Fenomeni franosi
prevalentemente di tipo colamento sono moderatamente diffusi nella zona esterna
all'abitato ed interessano le litologie argillose.
Numerose scarpate di faglie
si sviluppano in corrispondenza dei banconi gessosi di cui la principale
delimita il versante nord-occidentale di Monte Castellaccio e di Monte
Finestrelle; su quest’ultimo rilievo sono presenti numerose doline e valli
chiuse.
La
rete idrografica risente in modo particolare della litologia del substrato:
infatti sui terreni gessosi prevalgono le aree endoreiche ed il drenaggio
superficiale è limitato ad alcune valli cieche, mentre sulle argille il
reticolo idrografico è moderatamente sviluppato.[46]
L'abitato di Gibellina è stato realizzato in
parte sulle argille marnose della Formazione Cozzo Terravecchia ed in parte sui
depositi colluviali che raggiungono uno spessore massimo di 10 metri circa.
L'area
urbanizzata è posta nella parte bassa di un bacino idrografico, dalla forma
sufficientemente tondeggiante che si sviluppa per il settore medio alto sul
rilievo gessoso di Serra Longa e per quello rimanente sui terreni
argillo-marnosi .
In
occasione di eventi meteorici critici buona parte dell’acqua di questo bacino
non riesce a defluire attraverso un
canale artificiale e inonda l’abitato.
Dal
punto di vista della franosità nel territorio comunale si osservano dissesti
lungo la S.P. Salemi-Poggioreale, in località Affrappato e lungo la S.P. Santa
Ninfa - Gibellina (Vallone S.Caterina). In entrambi le località i dissesti sono
legati all'azione erosiva dei corsi d'acqua che si manifesta soprattutto in
conseguenza di eventi meteorici
eccezionali.
In occasione di eventi meteorici eccezionali,
come quelli accaduti nei mesi di settembre del 1988 e di novembre 1993, si
verificano inondazioni dell'abitato con relativi danni alla rete viaria e
fognante.
Le opere di tipo idraulico, realizzate in
seguito ai lavori di urbanizzazione e consistenti nella copertura del corso
d'acqua che attraversa il centro abitato, nella canalizzazione e deviazione nel
tratto immediatamente a monte e nella realizzazione di una vasca di raccolta
posta nel tratto terminale di detto
canale, dimostrano come gli studi a suo
tempo effettuati avessero del tutto sottovalutato l’aspetto geologico e geomorfologico
in relazione alle precipitazioni
critiche che ciclicamente investono tale territorio.
Per
sopperire a tale situazione l'Ufficio tecnico del Comune ha in progetto la
realizzazione di un canale di gronda a monte dell'abitato al fine di intercettare le acque provenienti
dalla collina riversandole direttamente a valle dell’abitato.
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