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Fra gli obiettivi prioritari della Presidenza italiana dell'Unione
Europea, hanno figurato la politica euromediterranea e l'accelerazione
del relativo processo di integrazione avviato con la "Dichiarazione
di Barcellona" del 27-28 novembre 1995.
Lo strumento più efficace per rafforzare il dialogo
e la cooperazione euromediterranei è la partecipazione
delle istituzioni locali, a partire dalle Regioni, alle
quali molti dei Governi dell'Unione Europea assegnano poteri
legislativi o crescenti funzioni amministrative, rendendole
ormai soggetti attivi della nuova "governance",
portatrici di istanze più prossime ai cittadini e
di consenso democratico, articolazioni funzionali del policentrismo,
nonché della nuova politica di prossimità.
Le Regioni italiane, in collaborazione con il Ministero
degli Esteri, hanno ritenuto utile proporre alle Regioni
degli Stati membri dell'Unione Europea, agli enti territoriali
dei Paesi candidati all'adesione, e dei Paesi vicini ed
amici, incontratisi a Palermo il 27 e 28 novembre 2004 in
una "Conferenza Interistituzionale", di concorrere
alla definizione dei nuovi comuni modelli di sviluppo, del
dialogo interculturale, nella prospettiva della creazione
di una zona di pace e di stabilità, secondo le linee
indicate nella "Dichiarazione di Barcellona".
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