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Meningite in Sicilia: raccomandazioni


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PALERMO, 24 dicembre 2007
In relazione al caso di decesso per meningite da meningococco verificatosi in data odierna all’Ospedale Cannizzaro di Catania ed al caso di meningite da pneumococco in una donna in atto ricoverata ad Enna, si ritiene utile fornire un chiarimento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la prevenzione e il controllo della malattia.
Si precisa subito che non vi è nessun collegamento con il caso di decesso avvenuto in Veneto in quanto il ceppo di meningococco responsabile del decesso avvenuto a Catania è differente da quello che ha causato il decesso in Veneto.
Il meningococco e lo pneumococco sono germi presenti normalmente nelle prime vie respiratorie di una buona quota di soggetti, detti portatori sani (fra il 10 e il 15 % della popolazione), senza che questi manifestino alcun sintomo o problema. La maggioranza delle persone, quindi, non sviluppa la malattia e solo in casi rari i germi superano le difese dell'organismo provocando la meningite. Ciò avviene soprattutto durante il periodo invernale a causa della concomitanza di più fattori quali ad. es. il sovraffollamento, il freddo e la contemporanea presenza di infezioni da virus influenzali e/o parainfluenzali.
Il contagio avviene da persona a persona a seguito di contatti stretti. I batteri non riescono a sopravvivere nell'ambiente, né negli alimenti, nelle bevande o sugli oggetti: è quindi sufficiente effettuare una normale pulizia ed aereazione dei locali e non sono necessarie disinfezioni ambientali.
Solo nei contatti stretti dei casi di malattia è indicata la profilassi con antibiotico.
Si ribadisce che episodi epidemici sono assolutamente infrequenti, mentre la maggioranza dei casi del nostro Paese si presenta come casi sporadici. In Italia, da gennaio a settembre di quest’anno, si sono verificati 20 casi di meningite C e 2 decessi (non includendo quelli attuali), su un totale di circa 900 casi di meningite batterica. Si tratta di una malattia infettiva grave, ma curabile, anche se si presenta con una mortalità significativa (14% dei casi), in particolare nella sua forma fulminante, come è accaduto nel caso del focolaio epidemico del Veneto. Dei 900 casi italiani circa un terzo è causato dal Meningococco (prevalentemente di gruppo C), un altro terzo da Pneumococco, mentre gli altri casi per oltre la metà erano causati dal batterio Emofilo, ormai sconfitto grazie alla vaccinazione specifica di massa dei neonati già attiva in Italia da 7 anni. L'altra metà (circa un sesto dei casi) è invece causata da altri batteri.
In Sicilia, grazie alla vaccinazione estensiva della popolazione infantile, dei soggetti a rischio e degli anziani, rispetto agli 80-90 casi/anno di meningiti attesi (dei quali 10-15 mortali), si registrano ca. 25/30 casi/anno, dovuti quasi esclusivamente a virus ed a ceppi di meningococco non ricompresi tra quelli presenti nel vaccino.
La reazione dei Servizi Ospedalieri e dei Servizi di Sanità pubblica è stata comunque appropriata e tempestiva seguendo le linee guida nazionali ed internazionali. La pronta identificazione del germe offerta dal laboratorio di Catania diretto dal Prof. Nicoletti, ha permesso di identificare il ceppo di meningococco responsabile del decesso verificatosi in un uomo di 52 anni ricoverato presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania e l’effettuazione dell’inchiesta epidemiologica ha consentito la tempestiva identificazione dei contatti stretti del caso e l’immediata attivazione della chemioprofilassi, confermando la piena efficienza della catena di allerta sanitaria.
Per quanto concerne il caso ricoverato presso l’Ospedale di Enna, si tratta di una donna di 76 anni non vaccinata per pneumococco, già affetta da broncopolmonite e trasferita dall’Ospedale di Canicattì a Caltanissetta per l’insorgere di sintomi meningei. Dall’ospedale di Caltanissetta la paziente è stata trasferita, per mancanza di posti, presso il Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Enna, dove, in atto, grazie alle tempestive cure somministrate, le sue condizioni sono stazionarie.
Per quanto sopra, si dispone quanto segue:
1) Non sono utili misure di disinfezione del microambiente (es. aule scolastiche, reparti ospedalieri), ma solamente misure di prevenzione di carattere generale (pulizia e areazione dei locali).
2) Per i contatti stretti del soggetto deceduto per meningite meningococcica, il trattamento di chemioprofilassi dovrà essere effettuato utilizzando uno dei seguenti farmaci:
CIPROFLOXACINA
CEFTRIAXONE
RIFAMPICINA
ADULTI
500 mg. in dose singola per os
250 mg in dose singola im
600mg. bid x 2 gg. x os
BAMBINI
Non utilizzare al di sotto di 18 anni
125 mg in dose singola im
10 mg/Kg bid x 2 gg. x os
Ulteriori approfondimenti sui protocolli terapeutici potranno essere reperiti presso il sito del Centro di riferimento regionale per le infezioni del SNC al seguente indirizzo web:
http://www.ospedalecivicopa.org/infettive/CEN%20RIF%20INFEZIONI%20SNC.htm