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I consigli del Ministero della Salute
in collaborazione con Seat Pagine gialle
Stili di vita
Prevenzione
Armadietto di casa
COSA FARE SE...
Le strategie per stare meglio.
Si parla di prevenzione primaria quando si interviene sulle abitudini di vita. In base alle evidenze epidemiologiche, cioè alla rilevazioni sulle principali malattie e le principali cause di morte, si suggeriscono degli stili di comportamento per prevenire l’insorgere di alcune malattie o si promuovono campagne vaccinali (per esempio, per l’influenza, per la varicella, per il tumore del collo dell’utero).
La prevenzione secondaria, invece, avviene con accertamenti diagnostici che hanno lo scopo di sorvegliare la popolazione definita a rischio, sempre in base a studi epidemiologici che permettono di identificare alcune fasce sociali, alcune fasce di età, il sesso e altri indicatori, come determinanti per l’insorgenza o l’aumento di alcune patologie. In questo caso non è importante limitarsi a fare degli esami diagnostici ma è fondamentale che si abbia traccia degli esiti di questi esami nel tempo per grandi numeri di popolazione. Solo così è possibile sorvegliare nel tempo gli effetti della prevenzione.
Il Piano di Prevenzione Nazionale prevede questi ambiti di intervento
Prevenzione cardiovascolare
- Fattori di rischio cardiovascolari
- Sovrappeso e obesità
- Recidive eventi cerebro e cardiovascolari
- Complicanze Diabete
Prevenzione incidenti
- Stradali
- Domestici
- Infortuni sul lavoro
Screening dei tumori (Mammella, Utero, Colon-Retto)
Vaccinazioni
Osservatorio Epidemiologico
Atlante della salute
Consigli per mantenere una buona salute
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L’attività di prevenzione è un momento fondamentale di un sistema che si fa carico della salute dei cittadini: infatti l’insorgenza di molte malattie può essere prevenuta mediante l’adozione di corretti stili di vita, mentre in altri casi, come alcune patologie tumorali, la diagnosi in fase precoce, addirittura preclinica, permette un trattamento più efficace e un miglior esito finale.
In più, le attività di prevenzione, anche se rivolte a un maggior numero di persone, hanno un costo molto inferiore a quello che sarebbe necessario per la diagnosi e la cura della patologia che si cerca di prevenire.
Una buona salute è garantita da uno stile di vita sano, e il movimento fisico è tra i fattori che contribuiscono maggiormente. Una regolare attività fisica previene patologie croniche come diabete, disturbi cardiocircolatori, osteoporosi, depressione, e rallenta il declino fisico e cognitivo. Sono sufficienti 30 minuti di cammino svelto se non tutti i giorni almeno nel fine settimana per ottenere risultati salutari a tutte le età.
Altro fattore di fondamentale importanza è l’alimentazione, che se corretta contribuisce a mantenere il giusto peso e a prevenire alcuni tumori e patologie croniche. Importante seguire i principi della dieta mediterranea:
5 porzioni al giorno di frutta e verdura;
pasta, pane e riso possibilmente integrali ricchi di fibra e combinati con legumi come piatto unico;
pesce almeno 3 volte la settimana;
latte, yogurt;
olio per condire;
poco sale, zucchero e grassi animali.
Vino ed alcolici vanno consumati solo in piccole quantità.
Essenziale abolire il fumo: oltre a danneggiare il fumatore danneggia anche le persone che gli stanno intorno.
Utile anche mantenere in allenamento le facoltà cerebrali, leggendo e coltivando interessi.
Dott.ssa G. Dardanoni - Osservatorio Epidemologico
Prevenire i sette fattori di rischio per la salute
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Circa il 60% della spesa sanitaria in Europa è rappresentato dalla cura di patologie attribuibili a soli sette fattori principali:
ipertensione, fumo, alcol, ipercolesterolemia, sovrappeso, basso consumo di frutta e verdura, inattività fisica.
Le malattie cronico degenerative (cardiovascolari , tumori e diabete per prime) assorbono quote sempre più rilevanti della spesa sanitaria e continuano a crescere di frequenza anche per l’allungamento della vita media e per la progressiva diffusione di stili di vita inadeguati tra la popolazione.
Continuare a investire solo in assistenza non è più sostenibile. Una parte dell’attenzione deve essere quindi focalizzata, in modo non rimandabile, sulla prevenzione.
Per consentire il controllo dell’andamento dei fattori di rischio sul territorio anche in Sicilia è stato attivato un sistema di sorveglianza sugli stili di vita (denominato PASSI - Progressi Aziende Sanitarie sulla Salute in Italia), promosso dal Ministero della Salute, per porre al centro degli interventi di sanità pubblica e di prevenzione i bisogni e le esigenze dei cittadini.
Il sistema, coordinato dall’Osservatorio Epidemiologico che collabora con l’Istituto Superiore Sanità, è basato su una serie di interviste telefoniche effettuate direttamente dalle AUSL, e fornisce informazioni continue e tempestive su abitudini e stili di vita dei cittadini, cogliendone l’andamento e le trasformazioni. La filosofia che anima PASSI è in linea con la promozione di un migliore rapporto tra il cittadino e il sistema sanitario.
Un cambiamento strategico di approccio alla misurazione dei problemi di salute che segna il passaggio da un sistema tradizionale, basato su flussi informativi che misurano esclusivamente la quantità e la qualità delle prestazioni sanitarie, a uno innovativo, in grado di verificare direttamente le percezioni dei cittadini riguardo alla salute, agli stili di vita e agli interventi di prevenzione.
I risultati del primo anno di attività sono già disponibili attraverso un rapporto interamente scaricabile dal sito dell’Osservatorio Epidemiologico (www.doesicilia.it).
I siciliani fanno poca attività fisica: quasi il 40% del campione è completamente sedentario;
e particolarmente evidente appare il problema del fumo, specie passivo, con maggiore frequenza di esposti nei luoghi pubblici o nelle abitazioni rispetto al resto del Paese. Anche la frequenza di obesi è più alta che altrove mentre inadeguato appare il consumo di frutta e verdura se riferito alle raccomandazioni internazionali. Ancora insoddisfacente risulta il ricorso ai dispositivi di sicurezza stradale, preoccupa la progressiva diffusione di consumo a rischio di alcool specie tra i giovani. Ancora pochi sono coloro che, tra chi dovrebbe, si vaccinano contro l’influenza.
Complessivamente il 61% dei siciliani giudica positivamente il proprio stato di salute ma tale percezione è fortemente correlata al livello socio-economico.
La rilevazione continua dell’andamento degli stili di vita può supportare efficacemente, anche nella nostra Regione, l’introduzione di criteri di programmazione per obiettivi di salute e la valutazione dell’andamento dei programmi frattanto avviati nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione.
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Dott. Salvatore Scondotto – Osservatorio Epidemiologico