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Palermo, 7 ottobre 2009
 

SANITA’, RUSSO: “AVVIATO UN IRREVERSIBILE PROCESSO DI MODERNIZZAZIONE”

 

PALERMO – “Nessun laboratorio di analisi sarà obbligato ad aggregarsi con altri laboratori. L’aggregazione di più strutture potrà avvenire solo su base volontaria e in questa ipotesi il rapporto di convenzione dovrà formalmente intercorrere con il soggetto unico che scaturirà dall’aggregazione, da realizzarsi nelle opportune forme giuridiche. Nessuna costrizione, dunque, e nessuna penalizzazione per chi deciderà di non procedere ad aggregazioni funzionali. E’ un decreto che intende mette ordine al sistema, proseguendo in quel cammino irreversibile di modernizzazione, efficientamento e razionalizzazione delle risorse che riguardano sia il settore pubblico che quello privato: si tratta di una precisa scelta politica per porre finalmente la Sicilia al pari delle regioni più virtuose”.

Lo dichiara l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo che spegne sul nascere le polemiche sollevate dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di venerdì scorso del decreto di riorganizzazione della rete delle strutture private accreditate di diagnostica di laboratorio.

“L’articolo 3 - spiega Russo - recita testualmente che “l'aggregazione potrà realizzarsi su base volontaria, con diritto di recesso entro 2 anni, e sarà incoraggiata attraverso appositi strumenti incentivanti concordati con le direzioni aziendali”. Il decreto, oltretutto, è il frutto di un lungo confronto che ha fatto registrare il favore di diverse sigle sindacali. Il provvedimento, inoltre, è stato pienamente validato dal tavolo tecnico ministeriale e recepisce tutte le integrazioni concordate in sede di commissione sanità all’Ars il 21 agosto scorso: fra queste la più significativa è senza dubbio quella che permette ai titolari di laboratorio di fare ricorso a rapporti di lavoro flessibile, nelle forme contrattuali previste dalla normativa vigente, purché compatibili con il profilo professionale, il ruolo rivestito e le attività attribuite”.

 “Nel decreto - precisa Russo - non si fa riferimento né a penalizzazioni economiche né alla riduzione futura del budget complessivo delle strutture. Sono invece inserite alcune precise disposizioni sul personale dipendente di queste strutture private che da un lato serviranno a garantire il rispetto del contratto di lavoro e dall’altro ad assicurare ai cittadini elevati standard di qualità, professionalità e sicurezza. Proprio per questo motivo, anche sulla base degli elementi di conoscenza che abbiamo acquisito nell’ultimo anno, è stato previsto che i locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia ed al volume delle attività erogate e che ogni anno il livello qualitativo delle prestazioni erogate sarà monitorato come previsto dalla legge di riforma”.

“Come in altri settori della sanità siciliana - conclude Russo - anche nel settore delle strutture laboratoristiche abbiamo tenuto conto delle esperienze delle regioni più virtuose: è giusto ricordare che in Sicilia esistono ben 677 strutture private accreditate mentre in altre grandi regioni italiane ne esistono solo alcune decine. Nel decreto abbiamo ipotizzato un sistema che consente di mantenere un elevato numero di “punti prelievo” per garantire la capillarità del servizio, anche nelle zone più penalizzate dal punto di vista orografico, e che permette ai laboratori, proprio attraverso le incentivazioni, un risparmio di gestione con l’utilizzazione di tecnologie avanzate, la razionalizzazione delle risorse umane, il miglioramento dell’efficienza organizzativa e la valorizzazione professionale degli specialisti della medicina di laboratorio nonché del personale tecnico”.

Guido Monastra