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Mutilazione genitali femminili


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Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano un problema di portata mondiale. Vengono praticate non solo in Africa e nel Medio Oriente, ma anche presso le comunità di immigrati in tutti i paesi del mondo. L'Europa occidentale, l'America settentrionale (Canada e Stati Uniti), e l'Oceania (Australia e Nuova Zelanda), ospitano donne e bambine che sono state sottoposte a MGF ed altre che corrono il rischio di subirle.
In Italia la pratica delle mutilazioni genitali femminili è considerata una grave violazione del diritto alla salute e all'integrità fisica sancito dalla Costituzione  e fino al 2006, il reato era punito sulla base degli articoli 582 e 583 del Codice Penale all'interno del reato di lesione personale grave, con una reclusione fino ad un massimo di 7 anni.
Il legislatore italiano raccogliendo gli inviti di diversi atti internazionali ed in particolare, della “Dichiarazione e Piattaforma di Pechino” e della risoluzione 2001/2035 del Parlamento europeo ha emanato la Legge n. 7/2006 “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile che, all’art. 6,  ha  introdotto nel codice penale l’art. 583 bis “Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili”.
Finalità della Legge è prevenire e contrastare le pratiche di MGF, mediante campagne informative che prevedano interventi su più fronti: culturale, medico ed istituzionale
Ai sensi dell’art. 4 della suddetta legge n. 7/06, con DM 17 dicembre 2007 sono state emanate linee guida destinate alle figure professionali sanitarie nonché ad altre figure professionali che operano con le comunità di immigrati provenienti dai paesi dove sono effettuate le pratiche di mutilazione genitale femminile per realizzare una attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte a tali pratiche.
 Prevenzione ed informazione infatti assumono una fondamentale importanza nella battaglia contro le MGF.
A tal fine questo Assessorato, con le risorse destinate dall’art. 4 della legge 7/06, ha affidato al CEFPAS, la realizzazione del progetto formativo “La pratica delle modificazioni degli organi genitali femminili nei popoli migranti: interventi per la promozione della “competenza culturale” dei professionisti socio-sanitari”.
Nel corso del convegno per la presentazione del progetto formativo, tenutosi in data 23 novembre 2009, sono stati illustrati dai qualificati relatori, gli aspetti fondamentali del fenomeno, di cui si forniscono i principali contributi riportati nel seguente indice: