
Il Garante alla rappresentazione de «Il Ciclope» di Euripide presso la C.R. Ucciardone di Palermo
PALERMO – Il teatro come strumento di espressione, crescita personale e rieducazione. È questo il significato della rappresentazione de Il Ciclope di Euripide, andata in scena venerdì 30 ottobre 2026 nell'area verde della Casa di Reclusione Ucciardone di Palermo, con protagonisti gli attori detenuti della Compagnia teatrale Ucciardone.
All'iniziativa ha preso parte l'Avv. Anthony De Lisi, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che ha assistito allo spettacolo insieme al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, al Garante comunale Pino Apprendi e al Garante del Collegio nazionale Mario Serio.
L'opera, nella traduzione di Luigi Pirandello, è stata proposta in un adattamento con la regia di Lollo Franco e la collaborazione artistica di Nicola Franco. Un percorso artistico e umano che ha consentito ai protagonisti di confrontarsi con il linguaggio universale del teatro, dimostrando come anche all'interno di un istituto penitenziario possano svilupparsi esperienze capaci di valorizzare capacità, sensibilità e potenzialità individuali.
La presenza del Garante regionale De Lisi ha voluto sottolineare l'importanza di sostenere e promuovere tutte quelle attività che contribuiscono a rendere concreto il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
«Il teatro, così come ogni forma di espressione culturale e artistica, rappresenta un'opportunità importante per le persone detenute. Non è soltanto un momento di spettacolo, ma un'esperienza di partecipazione, responsabilità e crescita, che permette di riscoprire capacità spesso rimaste inespresse. La pena non deve mai cancellare la dignità della persona né interrompere la possibilità di costruire un futuro diverso. Il percorso di reinserimento sociale passa anche attraverso occasioni come questa, nelle quali il talento, l'impegno e la creatività diventano strumenti di cambiamento», è il messaggio che accompagna la partecipazione del Garante regionale all'iniziativa.
La rappresentazione ha confermato il valore del lavoro portato avanti da anni dal maestro Lollo Franco, con il coinvolgimento di persone detenute in un progetto teatrale che affonda le proprie radici in una lunga esperienza maturata all'interno dell'Ucciardone, anche grazie alla collaborazione con l'allora direttrice Rita Barbera.
Un'esperienza che testimonia quanto sia fondamentale investire in percorsi trattamentali capaci di andare oltre la dimensione detentiva, favorendo occasioni concrete di responsabilizzazione, socializzazione e confronto con il mondo esterno.
