Trinacria, simbolo della Regione Siciliana

Regioni e città in cattedra a Bruxelles: il 12 ottobre torna il rapporto annuale sullo stato dell'Unione vista dai territori

Informazioni dagli uffici pubblicata il
16 Set 2026
Assessorato/Ufficio:Ufficio di Bruxelles

Un'Europa forte e indipendente può diventare realtà solo con regioni e città forti. È il messaggio con cui il Comitato europeo delle Regioni (CoR) annuncia la settima edizione dell'EU Annual Report on the State of Regions and Cities, il rapporto che ogni anno fotografa lo stato di salute dei territori dell'Unione e propone soluzioni "dal basso" ai grandi nodi della politica europea. Appuntamento fissato per lunedì 12 ottobre 2026, in apertura della 24ª edizione della European Week of Regions and Cities (12-14 ottobre 2026), che quest'anno porta il motto "Strong regions, strong Europe".

Cosa racconterà il rapporto

Il report — curato dal CoR sulla base di studi commissionati ad hoc, contributi accademici e il consueto "Regional and Local Barometer" realizzato con Ipsos su migliaia di amministratori locali — metterà in fila le sfide più urgenti per i territori europei: competitività, resilienza, sicurezza e coesione. Non un esercizio accademico, ma uno strumento pensato per orientare le scelte politiche dell'Unione nei mesi a venire, in continuità con l'edizione 2025 presentata dalla presidente del CoR Kata Tüttő, che aveva acceso i riflettori su crisi climatica ed energetica, transizione demografica e fabbisogni di investimento dei territori.

Il contesto che pesa di più: il negoziato sul bilancio UE

Non è un dettaglio da poco che l'appuntamento cada nel pieno del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Già nell'edizione 2025 il CoR aveva usato il palco del rapporto annuale per rivendicare un bilancio che "responsabilizzi regioni e città" e rafforzi la solidarietà territoriale, mettendo in guardia contro il rischio di una nazionalizzazione dei fondi di coesione che trasformerebbe l'accesso alle risorse UE in una competizione tra regioni. Per un ufficio di rappresentanza regionale a Bruxelles, l'edizione 2026 sarà quindi un termometro prezioso per capire in che direzione si sta orientando il dibattito sulla prossima programmazione — proprio mentre le istituzioni europee affinano le proprie posizioni negoziali sul QFP.

Perché seguirlo

Regioni e città non sono un dettaglio amministrativo del sistema UE: attuano fino al 70% della legislazione europea, realizzano il 50% degli investimenti pubblici e gestiscono circa il 30% della spesa pubblica complessiva dell'Unione. Il rapporto del 12 ottobre offrirà quindi non solo un'istantanea dello stato dei territori, ma anche argomenti concreti da portare nei tavoli negoziali sulla coesione, sull'autonomia di programmazione regionale e sul futuro della politica di coesione post-2027.

📅 Save the date: 12 ottobre 2026 — apertura della European Week of Regions and Cities, Bruxelles.